Diverse sentenze del Giudice di Pace di Latina hanno confermato l’illegittimità delle cartelle esattoriali emesse dalla società Ipogeo, gestore del Cimitero Urbano, nei confronti dei titolari di concessioni di sepoltura. Questa decisione rappresenta un punto fermo a tutela dei cittadini, chiarendo che il ricorso a strumenti di riscossione coattiva è una procedura non applicabile in questo contesto contrattuale.
La procedura di riscossione contestata
Il cuore della controversia risiede nel metodo utilizzato da Ipogeo per riscuotere i contributi di mantenimento e altri oneri. Invece di avvalersi degli strumenti ordinari previsti per i rapporti di natura privata, la società ha fatto ricorso all’emissione di cartelle esattoriali tramite l’Agenzia delle Entrate Riscossione. Questo strumento, tipico della riscossione di tributi e sanzioni pubbliche, è stato percepito dai cittadini come particolarmente aggressivo e intimidatorio.
Le cartelle, infatti, portano con sé la minaccia di azioni esecutive come il fermo amministrativo dei veicoli o il pignoramento dei conti correnti, generando ansia e spingendo molti a pagare somme non sempre dovute per timore di conseguenze più gravi. I giudici hanno chiarito che il rapporto tra il concessionario di una sepoltura e il gestore del cimitero è di natura privatistica, e come tale non giustifica l’uso di uno strumento di riscossione pubblica.
Le sentenze e il principio affermato dai Giudici
I Giudici di Pace di Latina, con decisioni coerenti, hanno stabilito che la pretesa di pagamento di Ipogeo non può essere equiparata a un’entrata di diritto pubblico. Di conseguenza, l’utilizzo della cartella esattoriale è stato ritenuto illegittimo e le cartelle impugnate sono state annullate. Queste pronunce rafforzano un principio fondamentale: un gestore privato di un servizio pubblico non può avvalersi degli stessi poteri coercitivi dello Stato per riscuotere i propri crediti.
Nel dibattito è emersa anche la questione del ruolo del Comune di Latina, ente che ha l’obbligo di vigilare sull’operato del concessionario. Le associazioni di consumatori hanno più volte sollecitato un intervento più deciso da parte dell’amministrazione per risolvere una problematica che si trascina da anni e che ha costretto centinaia di cittadini a ricorrere alle vie legali per vedere riconosciuti i propri diritti.
Cosa fare se si riceve una cartella esattoriale da Ipogeo
Per i cittadini che hanno ricevuto o dovessero ricevere una cartella di pagamento da Ipogeo, le recenti sentenze offrono un chiaro percorso di tutela. È fondamentale non sottovalutare la comunicazione, ma agire in modo informato per far valere i propri diritti. Ecco alcuni passaggi utili:
- Non ignorare la comunicazione: Anche se la procedura è stata giudicata illegittima, la cartella esattoriale è un atto formale che richiede una risposta per evitare conseguenze negative.
- Rispettare le scadenze: Per impugnare una cartella esattoriale esistono termini perentori. È cruciale agire tempestivamente per non perdere il diritto di contestazione.
- Verificare la richiesta: Analizzare attentamente l’importo richiesto, la sua motivazione e la corrispondenza con quanto previsto dal contratto di concessione originale.
- Impugnare la cartella: È possibile presentare ricorso al Giudice di Pace competente per chiederne l’annullamento, sulla base dell’illegittimità della procedura di riscossione.
- Agire anche se si è già pagato: I consumatori che hanno pagato per timore delle conseguenze potrebbero avere diritto a richiedere la restituzione delle somme versate, in quanto il pagamento potrebbe essere considerato non dovuto alla luce delle sentenze.
- Richiedere assistenza specializzata: Rivolgersi a un’associazione di consumatori o a un legale può semplificare la gestione del ricorso e garantire una tutela efficace.
Le decisioni della magistratura di Latina rappresentano una vittoria importante per i diritti dei consumatori, ponendo un freno a pratiche di riscossione ritenute indebite. È essenziale che i cittadini coinvolti siano consapevoli delle tutele a loro disposizione e agiscano per contestare richieste di pagamento basate su procedure non corrette.
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