Il recente rapporto dell’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) evidenzia un aumento significativo dei rischi legati alle catastrofi naturali e alla sostenibilità, con impatti diretti sul settore assicurativo e, di conseguenza, sui consumatori. L’indagine, basata su dati aggiornati a fine 2023, offre un quadro dettagliato di come il cambiamento climatico e i fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) stiano ridisegnando il panorama delle polizze e degli investimenti.
Principali risultati dell’indagine IVASS
L’analisi condotta dall’IVASS ha coinvolto 89 compagnie assicurative, rappresentative dell’85% del mercato italiano. L’obiettivo è monitorare l’integrazione dei fattori di sostenibilità nelle strategie aziendali e valutare l’impatto dei rischi fisici, come eventi climatici estremi e terremoti, e dei rischi di transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.
I risultati principali mostrano una crescente consapevolezza e integrazione dei temi legati alla sostenibilità:
- Governance e Rischi ESG: Il 93% delle compagnie ha già integrato i fattori ESG nella propria governance o ha pianificato di farlo, dimostrando un cambiamento strategico a livello di settore.
- Qualità dei Dati: Si registra un miglioramento nella disponibilità e accuratezza delle informazioni sui rischi naturali e sugli investimenti sostenibili rispetto agli anni precedenti, anche se il 61,3% delle imprese ricorre ancora a stime per rischi specifici come inondazioni e grandine.
- Investimenti Sostenibili: Il 67% degli investimenti totali delle compagnie è indirizzato verso imprese che hanno definito obiettivi di decarbonizzazione, segnalando un orientamento del capitale verso un’economia più verde.
L’impatto economico delle catastrofi naturali
Uno degli aspetti più critici emersi dal rapporto è l’aumento esponenziale dei costi legati ai sinistri per catastrofi naturali. Gli eventi climatici estremi, sempre più frequenti e intensi, hanno messo a dura prova la tenuta del sistema assicurativo.
La raccolta premi per la copertura di questi rischi è passata da 1,8 miliardi di euro nel 2018 a 2,8 miliardi nel 2023. Tuttavia, questo aumento non è stato sufficiente a compensare l’impennata dei costi. Gli oneri per sinistri e le spese a carico delle compagnie hanno superato i 7 miliardi di euro nel 2023, a fronte di una media di 1,5-2 miliardi nel periodo 2018-2022. Questo incremento è stato causato principalmente da eventi climatici di eccezionale gravità che hanno colpito aree densamente popolate e con un’alta concentrazione di beni assicurati.
Tra i rischi climatici, la grandine rappresenta la minaccia più costosa, costituendo oltre il 60% dei premi raccolti e più del 70% dei sinistri pagati. Anche la copertura per il rischio sismico è in crescita, con una raccolta premi di 385 milioni di euro, in aumento del 14,6% rispetto all’anno precedente.
Rischi di transizione e investimenti del settore
Oltre ai rischi fisici, il rapporto analizza i cosiddetti “rischi di transizione”, ovvero le potenziali perdite finanziarie derivanti dal passaggio a un’economia a basse emissioni di carbonio. Le compagnie assicurative hanno investimenti per circa 64 miliardi di euro in settori economici potenzialmente esposti a questi rischi.
Di questi, circa 10 miliardi sono investiti nel settore dei combustibili fossili, che potrebbe subire perdite significative nei prossimi anni. Al contempo, il settore assicurativo mostra un crescente interesse per la finanza verde, detenendo circa 14 miliardi di euro in obbligazioni verdi (green bond) emesse dal settore privato, contribuendo così a finanziare progetti sostenibili.
Cosa significa per i consumatori: come proteggersi
L’aumento dei rischi e dei costi per le compagnie assicurative si traduce inevitabilmente in conseguenze per i consumatori. È probabile un aumento dei premi per le polizze che coprono danni a immobili e veicoli, soprattutto nelle aree geografiche più esposte a eventi climatici estremi. Diventa quindi fondamentale per i cittadini adottare un approccio più consapevole e proattivo nella gestione delle proprie coperture assicurative.
Ecco alcuni passaggi pratici da considerare:
- Verificare la propria copertura: È essenziale controllare attentamente le proprie polizze (casa, auto) per capire quali eventi sono coperti e quali sono esclusi. Spesso, i danni da alluvione, inondazione o terremoto richiedono estensioni di garanzia specifiche.
- Valutare polizze dedicate: Se si vive in un’area a rischio, è consigliabile valutare la sottoscrizione di polizze specifiche per catastrofi naturali, confrontando le offerte delle diverse compagnie.
- Comprendere massimali e franchigie: Prestare attenzione ai limiti di risarcimento (massimali) e alla quota di danno che resta a carico dell’assicurato (franchigia), poiché possono incidere notevolmente sull’indennizzo finale.
- Adottare misure di prevenzione: Ove possibile, implementare misure per ridurre la vulnerabilità della propria abitazione, come la manutenzione del tetto e degli infissi o l’installazione di barriere anti-allagamento.
In un contesto di crescente incertezza climatica, essere informati e dotati di una copertura assicurativa adeguata è cruciale per proteggere il proprio patrimonio e la propria sicurezza finanziaria. Non attendere che si verifichi un evento dannoso per scoprire le lacune della propria polizza.
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