Il Garante per la protezione dei dati personali ha inflitto pesanti sanzioni ad Acea Energia e a una rete di agenzie partner per aver messo in atto un sistema di telemarketing aggressivo finalizzato all’attivazione di contratti di fornitura di luce e gas. L’indagine, condotta in collaborazione con il Nucleo speciale Tutela privacy e Frodi tecnologiche della Guardia di Finanza, ha svelato un meccanismo basato sul trattamento illecito di dati personali e su pratiche commerciali scorrette ai danni di migliaia di consumatori.

Il meccanismo della pratica commerciale scorretta

L’operazione illecita si basava su un metodo ingannevole e ben orchestrato. I call center coinvolti utilizzavano liste di utenti che avevano da poco cambiato fornitore di energia. Questi consumatori venivano contattati con il pretesto di presunti e inesistenti “disguidi tecnici” avvenuti durante il passaggio al nuovo gestore. Facendo leva sulla paura di subire interruzioni del servizio o perdite economiche, gli operatori inducevano le vittime ad attivare una nuova fornitura con Acea Energia, presentandola come l’unica soluzione per risolvere il finto problema.

L’utilizzo illecito di dati personali

Alla base di questo sistema vi era un grave trattamento illecito di dati personali. Le agenzie di telemarketing operavano utilizzando elenchi di contatti acquisiti senza il necessario consenso degli interessati e senza fornire loro un’adeguata informativa sulla privacy. Queste liste non contenevano solo semplici numeri di telefono, ma informazioni estremamente dettagliate e sensibili, che permettevano agli operatori di essere particolarmente convincenti.

I dati in possesso dei call center includevano:

  • Numero di telefono e codice fiscale dell’utente;
  • Codici POD (per l’energia elettrica) e PDR (per il gas);
  • Numero di matricola del contatore;
  • Informazioni sulla modalità di pagamento scelta.

Il possesso di questi dati specifici rendeva la chiamata fraudolenta molto più credibile, poiché l’operatore poteva dimostrare di conoscere dettagli tecnici del contratto dell’utente, inducendolo a fidarsi.

Le sanzioni e le misure correttive del Garante

A seguito delle gravi violazioni accertate, il Garante Privacy ha emesso provvedimenti severi. Acea Energia è stata sanzionata con una multa di 3 milioni di euro, mentre il network di agenzie e società coinvolte ha ricevuto una sanzione complessiva di 850.000 euro. Oltre alle sanzioni pecuniarie, l’Autorità ha imposto misure correttive stringenti.

Acea Energia dovrà:

  1. Comunicare a tutti i consumatori i cui dati sono stati trattati illecitamente l’esito del procedimento.
  2. Effettuare una verifica completa della propria catena di sub-responsabili del trattamento dei dati per garantire la conformità alle normative.

Alle agenzie coinvolte è stato imposto il divieto assoluto di utilizzare liste di contatti per le quali non sia possibile dimostrare la provenienza lecita e il consenso informato degli utenti. Da parte sua, Acea Energia, una volta venuta a conoscenza dei fatti, ha revocato l’incarico all’agenzia principale coinvolta e ha avviato l’adozione di misure per migliorare la sicurezza dei dati.

Come tutelarsi dalle chiamate aggressive

I consumatori possono adottare alcune precauzioni per difendersi dal telemarketing selvaggio. È fondamentale non comunicare mai dati personali, codici POD/PDR o informazioni bancarie al telefono. Bisogna diffidare di chi prospetta problemi tecnici urgenti o paventa interruzioni di servizio, soprattutto se la chiamata arriva poco dopo un cambio di fornitore. È un diritto del consumatore chiedere il nome dell’operatore e della società per cui chiama e prendersi tempo per verificare l’offerta. Infine, l’iscrizione al Registro Pubblico delle Opposizioni può contribuire a ridurre le chiamate indesiderate.

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Di admin