Il Consiglio d’Indirizzo e Vigilanza (CIV) dell’INPS ha approvato una vasta operazione di pulizia dei bilanci, cancellando crediti per un valore complessivo di 16,4 miliardi di euro. Questa decisione, presa durante il riaccertamento dei conti al 31 dicembre 2023, è dovuta in gran parte a normative statali che hanno disposto lo stralcio di vecchie cartelle esattoriali di importo ridotto.
Origine e Dettagli della Cancellazione
L’operazione contabile ha comportato una significativa riduzione dei residui attivi dell’Istituto. Sebbene l’impatto negativo sul rendiconto generale del 2024 sia stimato in 13,7 miliardi di euro, il patrimonio dell’INPS non subirà contraccolpi diretti, poiché la perdita è coperta da un apposito Fondo di svalutazione crediti, pensato per gestire situazioni di inesigibilità.
La stragrande maggioranza dei crediti eliminati, pari a 15,4 miliardi, deriva da specifiche leggi di “saldo e stralcio” emanate negli ultimi anni. Queste misure miravano a liberare i contribuenti da piccoli debiti accumulati nel tempo e difficilmente recuperabili. La suddivisione è la seguente:
- 9,9 miliardi di euro per lo stralcio di crediti fino a mille euro maturati tra il 2000 e il 2015 (legge 197/2022).
- 5,4 miliardi di euro per lo stralcio di crediti fino a cinquemila euro maturati tra il 2000 e il 2010 (decreto legge 41/2021).
- 0,4 miliardi di euro per lo stralcio di crediti fino a mille euro maturati tra il 2000 e il 2010 (decreto legge 119/2018).
A questi importi si aggiunge circa 1 miliardo di euro di crediti cancellati tramite procedure ordinarie di inesigibilità. L’entità dell’operazione di quest’anno è notevolmente superiore a quella dell’anno precedente, quando i crediti stralciati ammontavano a 2,8 miliardi.
Impatto sulle Gestioni Previdenziali e Future Preoccupazioni
Il Consiglio d’Indirizzo e Vigilanza ha espresso preoccupazione per le conseguenze a lungo termine di queste cancellazioni massive. In particolare, si stima che ulteriori oneri per 6,6 miliardi di euro ricadranno in futuro sulle gestioni dei lavoratori dipendenti, dove vige il principio dell’automaticità delle prestazioni, che garantisce la pensione anche in caso di mancato versamento di alcuni contributi da parte del datore di lavoro.
Per questo motivo, il CIV ha sottolineato la necessità di interventi compensativi a carico della fiscalità generale, per evitare che il peso di questi mancati incassi gravi interamente sul sistema previdenziale. La richiesta è quella di un intervento dello Stato per riequilibrare i conti dell’Istituto e garantire la sostenibilità delle pensioni future.
Il Caso dei Lavoratori Autonomi: Artigiani e Commercianti
Un capitolo specifico riguarda i crediti inesigibili accumulati dalle gestioni dei lavoratori autonomi. Oltre agli stralci normativi, una delle cause principali di irrecuperabilità è legata alla “ritardata comunicazione di cessazione attività” da parte di artigiani e commercianti. Questo problema burocratico ha generato crediti non più esigibili per 213 milioni di euro nella gestione artigiani e per 565 milioni in quella dei commercianti.
Per affrontare questa criticità, il CIV ha evidenziato l’urgenza di migliorare i flussi informativi tra le Camere di Commercio e l’INPS. L’obiettivo è garantire che le iscrizioni, variazioni e cancellazioni delle posizioni aziendali siano elaborate tempestivamente, evitando l’accumulo di contributi non dovuti che diventano poi inesigibili. Si auspica la stipula di un nuovo protocollo d’intesa tra INPS e Unioncamere per risolvere il problema alla radice.
Cosa Significa per i Contribuenti
Per i cittadini e le imprese con vecchi debiti rientranti nelle categorie oggetto di stralcio, questa operazione formalizza la loro definitiva cancellazione. Si tratta di un passo che chiude posizioni debitorie spesso di difficile gestione sia per il contribuente che per l’ente.
Tuttavia, la vicenda evidenzia un problema strutturale nella capacità di riscossione dello Stato e degli enti previdenziali. Se da un lato la pulizia dei bilanci è un atto di realismo contabile, dall’altro accende un faro sulla necessità di riforme che rendano il sistema più efficiente e sostenibile nel lungo periodo, garantendo al contempo i diritti dei lavoratori e dei pensionati.
Per assistenza o per segnalare il tuo caso, contatta Sportello Consumatori.
Per assistenza contatta Sportello Consumatori
Via Fratelli Cervi 64, 00053 Civitavecchia
Segreteria telefonica e WhatsApp: 0766036164
Email: contattaci@sportelloconsumatori.org