Il Garante per la protezione dei dati personali ha avviato un’istruttoria formale nei confronti di Lusha Systems Inc., una società statunitense che gestisce una piattaforma online per la fornitura di contatti professionali e personali alle aziende. L’intervento dell’Autorità nasce da diverse segnalazioni di cittadini italiani che hanno ricevuto chiamate promozionali indesiderate, effettuate utilizzando numeri di telefono presumibilmente ottenuti tramite i servizi di Lusha.
L’indagine del Garante e i punti da chiarire
La piattaforma Lusha offre un servizio di “data enrichment”, ovvero arricchimento dei dati, che permette ai suoi clienti aziendali di trovare o verificare informazioni di contatto come indirizzi email e numeri di telefono. Poiché il servizio è accessibile anche in Italia e riguarda dati di persone residenti nel nostro Paese, il Garante ha deciso di intervenire per verificare la conformità delle pratiche di Lusha con la normativa sulla privacy, in particolare il GDPR.
L’Autorità ha richiesto alla società di fornire chiarimenti dettagliati su diversi aspetti cruciali del suo operato. Le domande mirano a far luce sull’intera filiera del trattamento dei dati:
- Origine e quantità dei dati: Quanti dati di persone residenti in Italia sono presenti nel database e quali sono le modalità precise di raccolta.
- Fonti di acquisizione: Chiarire da quali fonti provengono i dati, specialmente per quanto riguarda email e numeri di telefono.
- Trattamento di dati di non utenti: Specificare se vengono trattati anche dati di persone che non si sono mai registrate o non hanno mai utilizzato la piattaforma.
- Consenso e finalità: Verificare se viene ottenuto un consenso valido per l’utilizzo dei dati a fini di marketing, ricerche di mercato o altre comunicazioni commerciali.
- Comunicazione a terzi: Definire le finalità per cui i dati vengono venduti o comunicati ai clienti della piattaforma.
Questo tipo di indagine non è un caso isolato. L’Autorità ha già sanzionato in passato altre società, come agenzie immobiliari, che utilizzavano servizi analoghi per le loro campagne di telemarketing, dimostrando un’attenzione costante verso il mercato dei dati personali.
Come funzionano le piattaforme di arricchimento dati
Servizi come Lusha operano in un settore complesso, quello della compravendita di dati di contatto. Generalmente, queste piattaforme costruiscono i loro vasti database aggregando informazioni da una moltitudine di fonti, che possono includere:
- Dati pubblici: Informazioni raccolte da siti web, profili social professionali, registri pubblici e altre fonti accessibili online.
- Dati forniti dagli utenti: Spesso, gli utenti che installano estensioni per browser o applicazioni mobili concedono, a volte inconsapevolmente, l’accesso alle proprie rubriche di contatti in cambio di funzionalità gratuite.
- Partnership e acquisto di dati: Accordi con altre società che possiedono a loro volta database di contatti.
Il modello di business si basa sulla vendita di questi dati “arricchiti” ad aziende che li usano per attività di marketing, vendite o ricerca di personale. Il rischio principale è che in questo processo la base giuridica del trattamento, come il consenso libero e informato dell’interessato, venga a mancare o sia poco trasparente.
Rischi per i consumatori e come tutelarsi
L’utilizzo di database di contatti raccolti senza un consenso esplicito espone i cittadini a diversi rischi. Il più evidente è la ricezione di spam e chiamate di telemarketing indesiderate, che possono diventare una vera e propria molestia. Inoltre, la circolazione incontrollata dei propri dati personali aumenta il rischio di essere bersaglio di truffe, phishing o furti di identità.
I consumatori hanno però a disposizione diversi strumenti di tutela previsti dal Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR):
- Diritto di accesso: È possibile chiedere a qualsiasi azienda quali dati personali che ci riguardano stia trattando.
- Diritto alla cancellazione (o all’oblio): Si può richiedere la rimozione dei propri dati personali dai database dell’azienda.
- Diritto di opposizione: È sempre possibile opporsi al trattamento dei propri dati per finalità di marketing diretto.
- Diritto di reclamo: Se si ritiene che i propri diritti siano stati violati, è possibile presentare un reclamo formale al Garante per la protezione dei dati personali.
Per contrastare il telemarketing aggressivo, è inoltre consigliabile iscrivere il proprio numero di telefono al Registro Pubblico delle Opposizioni, uno strumento che vieta l’utilizzo del numero per scopi promozionali a chi non ha un consenso specifico.
L’istruttoria su Lusha rappresenta un passo importante per fare chiarezza su pratiche commerciali che impattano direttamente sulla privacy dei cittadini. È fondamentale che i consumatori siano consapevoli dei propri diritti e degli strumenti a disposizione per proteggere i propri dati personali da un utilizzo illecito o non autorizzato.
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