In occasione della Festa del Papà, un’analisi congiunta di INPS e Save the Children ha delineato un quadro dettagliato sull’utilizzo del congedo di paternità in Italia. I dati mostrano un trend in crescita e un cambiamento culturale in atto, ma evidenziano anche profonde disuguaglianze che dipendono da fattori geografici, lavorativi e reddituali. Sebbene sempre più padri scelgano di dedicare tempo alla cura dei figli nei primi giorni di vita, il percorso verso una reale parità genitoriale è ancora lungo.
L’identikit del padre che utilizza il congedo
Secondo il rapporto, il padre che usufruisce del congedo di paternità obbligatorio di 10 giorni vive prevalentemente nel Nord Italia, ha un contratto di lavoro stabile e un reddito annuo compreso tra 28.000 e 50.000 euro. L’utilizzo di questa misura è cresciuto significativamente nel tempo, passando dal 19,2% dei padri aventi diritto nel 2013 al 64,5% nel 2023. Questo significa che quasi due padri su tre oggi utilizzano il congedo.
Tuttavia, il dato aggregato nasconde una realtà complessa: circa il 35% dei neopapà che ne avrebbero diritto non ne usufruisce. Questa scelta è spesso influenzata da un insieme di fattori culturali, economici e professionali che creano barriere concrete all’esercizio di questo diritto, fondamentale per il benessere del bambino e per un’equa ripartizione dei carichi di cura familiare.
Le principali disparità nell’accesso al congedo
L’analisi mette in luce notevoli differenze nell’accesso e nell’utilizzo del congedo di paternità. Le disparità più marcate riguardano il territorio di residenza, la tipologia di contratto lavorativo, la dimensione dell’azienda e la fascia di reddito.
- Divario geografico: Esiste una netta spaccatura tra Nord e Sud. Al Nord, il 76% dei padri utilizza il congedo, con punte in Veneto (79%). Al Centro la percentuale scende al 67%, mentre al Sud e nelle Isole crolla al 44%. La Calabria registra il tasso più basso, con solo il 35,1% di fruizione.
- Tipologia di contratto: I padri con un contratto a tempo indeterminato sono i maggiori utilizzatori (circa il 70%). La percentuale si riduce drasticamente per chi ha un contratto a tempo determinato (40%) e per i lavoratori stagionali (20%).
- Dimensione aziendale: Lavorare in una grande azienda fa la differenza. Nei contesti con più di 100 dipendenti, l’80% dei padri prende il congedo, una percentuale doppia rispetto a chi lavora in aziende con meno di 15 dipendenti (40%).
- Fascia di reddito: Il tasso di utilizzo più elevato (83%) si registra tra i padri con un reddito annuo tra 28.000 e 50.000 euro. La percentuale cala sia per i redditi più alti (80% sopra i 50.000 euro) sia, in modo più marcato, per quelli più bassi (66% tra 15.000 e 28.000 euro).
L’importanza del congedo per la parità di genere e il benessere dei figli
Il congedo di paternità non è solo un diritto del lavoratore, ma uno strumento essenziale per promuovere un cambiamento culturale. Favorisce un legame precoce e solido tra padre e figlio, con benefici duraturi sullo sviluppo del bambino e sulla relazione genitoriale. Inoltre, contribuisce a una distribuzione più equilibrata delle responsabilità familiari, alleggerendo il carico di cura che tradizionalmente ricade sulle donne e sostenendo la loro partecipazione al mercato del lavoro.
Promuovere un utilizzo più ampio e omogeneo del congedo è un passo cruciale verso il superamento degli stereotipi di genere e la costruzione di un modello di genitorialità condivisa. Per questo motivo, si sottolinea l’importanza di iniziative di sensibilizzazione e di un possibile rafforzamento della misura, estendendola a tutte le categorie di lavoratori per garantire una tutela universale.
Diritti e tutele per i neopapà: cosa sapere
Il congedo di paternità obbligatorio è un diritto individuale del padre lavoratore dipendente, che non può essere trasferito alla madre. Consiste in 10 giorni lavorativi di astensione dal lavoro, retribuiti al 100%, da utilizzare nei primi mesi di vita del bambino. Questo periodo permette al padre di essere presente in un momento cruciale per la famiglia, supportando la partner e iniziando a costruire un rapporto diretto con il neonato.
È fondamentale che i neopapà siano consapevoli di questo diritto e delle modalità per richiederlo al proprio datore di lavoro e all’INPS. Si tratta di una misura di civiltà che favorisce la conciliazione tra vita privata e lavoro, con impatti positivi per l’intera società.
Per assistenza o per segnalare il tuo caso, contatta Sportello Consumatori.
Per assistenza contatta Sportello Consumatori
Via Fratelli Cervi 64, 00053 Civitavecchia
Segreteria telefonica e WhatsApp: 0766036164
Email: contattaci@sportelloconsumatori.org