Dopo un lungo periodo di calo, i premi delle polizze RC Auto in Italia hanno ripreso a salire. A confermarlo è una recente analisi dell’IVASS, l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni, che ha esaminato le dinamiche dei prezzi nel periodo compreso tra il 2021 e l’inizio del 2024. Lo studio evidenzia un’inversione di tendenza significativa, con rincari che toccano in modo diverso gli automobilisti a seconda dell’età, della residenza e della classe di merito.

L’inversione di tendenza: dai cali ai rincari

Per quasi un decennio, dal 2014 al 2021, il costo medio della garanzia RC Auto aveva registrato una costante diminuzione, con una riduzione complessiva di oltre il 25% in termini nominali. A partire dal 2022, tuttavia, la situazione si è capovolta. I prezzi hanno iniziato a crescere, con un’accelerazione nel biennio successivo.

Secondo i dati dell’IVASS, basati su un campione di circa tre milioni di contratti, gli incrementi nominali sono stati del 6,1% nel 2023 e del 5% nei primi mesi del 2024. Complessivamente, l’aumento del premio medio pagato dagli assicurati da gennaio 2021 è stato del 12,6%. Questa dinamica è legata a diversi fattori, tra cui l’aumento generale dell’inflazione e l’incremento dei costi legati ai sinistri.

Chi paga di più? Le differenze tra gli assicurati

L’analisi dell’IVASS mostra che gli aumenti non sono stati uniformi su tutto il territorio nazionale né per tutte le categorie di automobilisti. Alcuni gruppi di consumatori sono stati penalizzati più di altri, evidenziando una forte eterogeneità nei rincari.

  • Distribuzione geografica: L’aumento più consistente si è registrato nel Centro Italia (+15,5%), seguito dal Nord (+14%). Al Sud e nelle Isole, dove i premi di partenza sono storicamente più alti, l’incremento è stato più contenuto (+11%).
  • Classe di merito: Gli assicurati con una storia di guida virtuosa, posizionati nella prima classe del sistema bonus-malus, hanno visto il loro premio crescere del 13%. Per tutti gli altri assicurati, l’aumento medio è stato nettamente superiore, attestandosi al 17,8%.
  • Fasce d’età: I rincari più pesanti hanno colpito i più giovani. Gli automobilisti con meno di 25 anni hanno subito un incremento del 23,4%, quasi il doppio rispetto agli over 60, per i quali l’aumento si è fermato al 12%.

Le cause degli aumenti e il confronto con l’Europa

La ricerca dell’IVASS collega l’aumento dei premi RC Auto a due cause principali. La prima è l’inflazione, che incide direttamente sui costi di riparazione dei veicoli e sul costo dei risarcimenti. I premi assicurativi, secondo lo studio, tendono a reagire all’andamento dell’indice dei prezzi al consumo con un ritardo di circa nove mesi. La seconda causa è legata al maggiore costo atteso per i sinistri con danni non patrimoniali alle persone, dovuto all’aggiornamento delle cosiddette “tabelle di Milano”, utilizzate per la liquidazione dei risarcimenti.

Nonostante i rincari, il contesto italiano appare meno critico rispetto ad altri Paesi europei. L’aumento registrato in Italia risulta inferiore alla media dell’Unione Europea, dove l’incremento medio è stato del 19,6%. In questa classifica, l’Italia si posiziona al ventesimo posto, indicando una dinamica dei prezzi più contenuta rispetto a molti partner europei.

Come tutelarsi e gestire i costi dell’RC Auto

Di fronte a questo scenario di aumenti, i consumatori possono adottare alcune strategie per contenere i costi della polizza RC Auto. È fondamentale non fermarsi alla prima offerta, ma confrontare attentamente più preventivi. Valutare con attenzione le garanzie accessorie, eliminando quelle non necessarie, può contribuire a ridurre il premio finale. Altre opzioni includono la possibilità di installare una scatola nera sul veicolo, che spesso garantisce uno sconto, o verificare la possibilità di usufruire dei benefici della RC Familiare per ottenere una classe di merito più vantaggiosa.

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Di admin