L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha avviato un’indagine su quattro importanti costruttori di auto elettriche: BYD, Stellantis, Tesla e Volkswagen. L’ipotesi è quella di pratiche commerciali scorrette legate alla comunicazione di informazioni essenziali per i consumatori, in potenziale violazione del Codice del Consumo.
Le Pratiche Sotto la Lente dell’Autorità
L’istruttoria dell’Antitrust si concentra su tre aspetti cruciali dell’informativa fornita ai clienti, ritenuta potenzialmente incompleta, generica o contraddittoria. Questi elementi sono fondamentali per valutare correttamente l’acquisto e l’utilizzo di un veicolo elettrico.
- Autonomia di percorrenza: Le aziende avrebbero fornito dati sull’autonomia chilometrica senza specificare in modo chiaro i fattori che possono ridurla significativamente, come lo stile di guida, la temperatura esterna, l’uso del climatizzatore o il tipo di percorso. L’assenza di queste precisazioni può indurre i consumatori a credere che l’autonomia dichiarata sia facilmente raggiungibile in qualsiasi condizione.
- Perdita di capacità della batteria: Un altro punto critico riguarda la naturale usura delle batterie. Secondo l’Autorità, non verrebbero fornite informazioni chiare e complete sulla perdita di capacità che le batterie subiscono con il tempo e l’utilizzo, un fattore che incide direttamente sul valore e sulla funzionalità del veicolo nel lungo periodo.
- Condizioni di garanzia: L’indagine riguarda anche la trasparenza delle clausole di garanzia sulle batterie. Gli operatori non avrebbero chiarito in modo esauriente le limitazioni e le condizioni che possono invalidare o ridurre la copertura della garanzia convenzionale, lasciando i consumatori in una posizione di incertezza.
Diritti dei Consumatori e Trasparenza nel Mercato EV
La transizione verso la mobilità elettrica richiede un elevato livello di fiducia da parte dei consumatori. Per questo motivo, la trasparenza delle informazioni è un requisito non solo etico, ma anche legale. Il Codice del Consumo stabilisce che ogni acquirente ha diritto a ricevere informazioni chiare, veritiere e complete prima di concludere un contratto.
Nel caso delle auto elettriche, dettagli come l’autonomia reale e la durata della batteria non sono semplici specifiche tecniche, ma elementi che determinano l’esperienza d’uso e il valore economico del bene. Omettere o presentare in modo ambiguo questi dati può configurare una pratica commerciale scorretta, poiché può alterare le decisioni economiche del consumatore, portandolo a compiere una scelta che altrimenti non avrebbe fatto.
L’Iter dell’Istruttoria e le Possibili Conseguenze
L’avvio del procedimento da parte dell’AGCM segna l’inizio di una fase di accertamento. I funzionari dell’Autorità, con il supporto del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza, hanno già effettuato ispezioni presso le sedi delle società coinvolte per raccogliere la documentazione necessaria.
Al termine dell’istruttoria, se le pratiche commerciali scorrette venissero confermate, l’Autorità potrebbe imporre sanzioni economiche alle aziende e obbligarle a modificare le loro comunicazioni commerciali. L’obiettivo è garantire che i futuri acquirenti di veicoli elettrici possano prendere decisioni informate, basate su dati realistici e completi, rafforzando così la correttezza e la trasparenza dell’intero settore.
L’iniziativa dell’Antitrust accende un faro sull’importanza della chiarezza in un mercato in rapida espansione. Per i consumatori, è fondamentale poter confrontare le offerte basandosi su parametri omogenei e veritieri, soprattutto quando si tratta di un investimento significativo come l’acquisto di un’auto elettrica.
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