Il 2024 ha segnato un risultato storico nella lotta all’evasione fiscale in Italia. Le attività congiunte dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione hanno permesso di recuperare ben 26,3 miliardi di euro, registrando un incremento di 1,6 miliardi rispetto all’anno precedente (+6,5%). Si tratta della cifra più alta mai raggiunta, a testimonianza di un’intensificazione delle strategie di controllo e promozione della conformità fiscale.

Dettagli del recupero: da dove arrivano i fondi

L’analisi dei dati mostra come la maggior parte delle somme recuperate derivi dalle attività ordinarie di controllo. Su un totale di 26,3 miliardi, ben 22,8 miliardi (circa l’87%) provengono da procedure standard, mentre i restanti 3,5 miliardi sono il risultato di misure straordinarie come le definizioni agevolate.

Il successo delle attività ordinarie si basa su diversi pilastri:

  • Versamenti diretti: 12,6 miliardi di euro sono stati versati dai contribuenti a seguito della ricezione di un atto di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate.
  • Riscossione: 5,7 miliardi sono stati incassati tramite cartelle di pagamento gestite dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
  • Promozione della compliance: 4,5 miliardi sono frutto delle attività di dialogo e collaborazione con i contribuenti, che hanno regolarizzato spontaneamente la propria posizione.

Considerando anche le somme recuperate per conto di altri enti, come INPS e Comuni, l’incasso complessivo gestito dalle due agenzie fiscali sale a 33,4 miliardi di euro, con un aumento di 2 miliardi rispetto al 2023. È interessante notare che oltre la metà di questi importi (57%) proviene da contribuenti con debiti superiori ai 100.000 euro.

Lotta alle frodi e sostegno alle imprese

Oltre al recupero diretto dell’evasione, l’azione del Fisco si è concentrata sulla prevenzione delle frodi, con risultati significativi. Grazie ad analisi di rischio e controlli preventivi, sono state bloccate operazioni illecite che avrebbero pesato sul bilancio dello Stato per 5,8 miliardi di euro, tra crediti fittizi, compensazioni indebite e rimborsi IVA non dovuti.

Un’attenzione particolare è stata dedicata al fenomeno delle partite IVA “apri e chiudi”, utilizzate spesso per scopi fraudolenti. Nel corso del 2024, l’Agenzia ha disposto la chiusura d’ufficio di quasi 6.000 di queste posizioni. Parallelamente, è cresciuto il numero di grandi imprese che hanno aderito al regime di “cooperative compliance”, un modello di collaborazione trasparente tra Fisco e contribuente che oggi coinvolge 142 aziende, per un imponibile complessivo di quasi 45 miliardi di euro.

Impatto sui contribuenti: rimborsi e servizi di assistenza

L’efficienza del sistema fiscale non si misura solo dagli incassi, ma anche dalla capacità di erogare servizi e rimborsi ai cittadini. Nel 2024, i rimborsi fiscali hanno raggiunto la cifra di 24,2 miliardi di euro, con un aumento di quasi due miliardi rispetto all’anno precedente. Di questi, la quota maggiore, pari a 21 miliardi, è stata destinata al settore produttivo, mentre oltre 3 miliardi sono andati direttamente alle famiglie.

Anche i servizi di assistenza hanno visto un potenziamento. Le due Agenzie hanno gestito circa 20 milioni di interazioni con i contribuenti attraverso diversi canali, tra cui sportelli fisici, telefono, videochiamate e servizi online. Questo sforzo mira a semplificare gli adempimenti e a fornire un supporto più accessibile e tempestivo a cittadini e imprese.

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Di admin