La transizione verso il mercato libero dell’energia elettrica ha generato nuove opportunità ma anche crescenti rischi per i consumatori. In questo contesto, la notizia di possibili risparmi legati al Servizio a Tutele Graduali (STG) viene spesso strumentalizzata da call center aggressivi per spingere gli utenti a cambi di fornitore non consapevoli. È fondamentale fare chiarezza su come funziona questo servizio e su quali tutele sono previste, in particolare per i clienti definiti “vulnerabili”.

Servizio a Tutele Graduali: Come Funziona e a Chi si Rivolge

Il Servizio a Tutele Graduali (STG) è un meccanismo transitorio pensato per accompagnare il passaggio al mercato libero dell’energia. È importante sottolineare che questo servizio è destinato esclusivamente ai clienti domestici non vulnerabili che, alla data di fine del mercato tutelato, non avevano ancora scelto un fornitore nel mercato libero. Per questi utenti, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) ha previsto un’assegnazione automatica a un operatore selezionato tramite aste, garantendo così la continuità della fornitura a condizioni contrattuali ed economiche predefinite.

I clienti vulnerabili, invece, non rientrano nel Servizio a Tutele Graduali. Per loro, la legge ha stabilito la permanenza automatica nel Servizio di Maggior Tutela, con tariffe definite direttamente da ARERA. Questa distinzione è cruciale per non cadere in inganno: nessun cliente vulnerabile deve attivare l’STG o temere di perdere la fornitura se non effettua una scelta.

Chi Sono i Clienti Vulnerabili: I Criteri Ufficiali

La normativa identifica con precisione le categorie di utenti che hanno diritto a maggiori tutele e che, pertanto, rimangono nel Servizio di Maggior Tutela. Un cliente è considerato vulnerabile se rientra in almeno una delle seguenti condizioni:

  • Età: ha un’età superiore ai 75 anni.
  • Condizioni economiche: beneficia del bonus sociale per disagio economico, in base all’ISEE.
  • Condizioni di salute: soffre di gravi condizioni di salute che richiedono l’utilizzo di apparecchiature medico-terapeutiche alimentate da energia elettrica.
  • Disabilità: è un soggetto con disabilità ai sensi dell’articolo 3 della legge 104/92.
  • Emergenze: l’utenza serve un’abitazione di emergenza a seguito di eventi calamitosi.
  • Localizzazione: l’utenza si trova su un’isola minore non interconnessa.

Se si rientra in una di queste categorie, la permanenza nel mercato tutelato è un diritto e avviene in modo automatico, senza necessità di alcuna comunicazione o richiesta specifica.

Il Rischio dei Call Center e le False Promesse di Sconto

La complessità della transizione energetica è il terreno fertile per le pratiche commerciali scorrette. Molti call center utilizzano la notizia di presunti “sconti” o risparmi garantiti per convincere i consumatori a cambiare fornitore. La promessa di un risparmio fisso, come i 113 euro annui menzionati in alcune comunicazioni passate, è spesso uno specchietto per le allodole. Questi operatori mirano a ottenere un “sì” telefonico, che può essere sufficiente per attivare un nuovo contratto, spesso a condizioni meno vantaggiose di quelle promesse.

Il telemarketing selvaggio sfrutta la paura di perdere la fornitura o la speranza di un risparmio immediato. È essenziale ricordare che nessuna istituzione o fornitore del Servizio a Tutele Graduali contatta telefonicamente i clienti per proporre l’attivazione del servizio, poiché questo, dove previsto, è automatico.

Come Difendersi dalle Pratiche Commerciali Aggressive

Per proteggersi da attivazioni di contratti non richiesti e da offerte ingannevoli, è utile seguire alcune semplici regole di prudenza:

  • Non fornire dati personali: Non comunicare mai al telefono il codice POD (per l’elettricità) o PDR (per il gas), né i dati anagrafici o bancari.
  • Evitare il “sì”: Non pronunciare la parola “sì” durante la chiamata, poiché la conversazione potrebbe essere registrata e utilizzata per simulare un consenso.
  • Richiedere l’offerta scritta: Chiedere sempre di ricevere la proposta commerciale via email o posta, per poterla analizzare con calma e senza pressione.
  • Verificare l’identità dell’operatore: Domandare il nome dell’operatore e della società per cui chiama. Se le risposte sono vaghe, è un segnale di allarme.
  • Consultare i canali ufficiali: Per qualsiasi dubbio sulle proprie condizioni di fornitura, il punto di riferimento è il sito di ARERA, che offre informazioni chiare e strumenti utili, come il portale per individuare il proprio fornitore STG.

Adottare un approccio cauto e informato è la migliore difesa contro chi cerca di approfittare della confusione normativa per trarne un profitto illecito.

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Di admin