L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha imposto sanzioni per un totale di 3,5 milioni di euro a Mulpor Company S.r.l. e IBCM – International Business Convention Management Ltd. La decisione è stata presa a causa della continua violazione di una precedente delibera, che già vietava alle due società di diffondere comunicazioni commerciali ingannevoli rivolte a imprese e professionisti.

La pratica commerciale ingannevole nel dettaglio

Il meccanismo fraudolento si basava sull’invio di moduli che, a prima vista, sembravano semplici richieste di verifica e aggiornamento dei dati aziendali per l’inserimento in un database denominato “International Fairs Directory”. L’aspetto grafico e la terminologia utilizzata erano studiati per indurre in errore i destinatari, facendo credere che si trattasse di un’operazione gratuita e necessaria, spesso collegata alla partecipazione a eventi fieristici.

In realtà, la firma e la restituzione del modulo non comportavano un semplice aggiornamento di dati, ma la sottoscrizione inconsapevole di un vero e proprio contratto pubblicitario. L’accordo prevedeva un vincolo triennale per la pubblicazione di un annuncio sulla directory online, con un costo annuale superiore a 1.200 euro. Molte imprese e microimprese si sono così ritrovate legate a un servizio oneroso mai richiesto volontariamente.

Pressioni e minacce per ottenere i pagamenti

La condotta scorretta non si esauriva con l’invio del modulo ingannevole. Una volta ottenuta la firma, le società, in particolare IBCM, avviavano una fase di pressione aggressiva per riscuotere le somme dovute. Le aziende che avevano compilato il modulo in buona fede iniziavano a ricevere continui solleciti di pagamento.

Queste comunicazioni erano spesso accompagnate dalla minaccia di avviare costose azioni giudiziarie a livello internazionale, un’eventualità pensata per intimidire soprattutto le piccole realtà imprenditoriali e spingerle a pagare pur di evitare contenziosi complessi e dispendiosi. L’Antitrust ha definito questo comportamento un “indebito condizionamento”, volto a forzare il pagamento di un servizio sottoscritto senza consapevolezza.

Come proteggere la propria attività da pratiche simili

Questo tipo di pratica commerciale è particolarmente insidiosa e purtroppo ricorrente. Imprese, artigiani e professionisti devono prestare la massima attenzione per non cadere in trappole simili. È fondamentale adottare alcune cautele per proteggere la propria attività da offerte commerciali poco trasparenti.

Ecco alcuni consigli pratici da seguire:

  • Leggere attentamente ogni documento: Prima di firmare qualsiasi modulo, anche se presentato come una semplice verifica di dati, è essenziale leggere con cura ogni clausola, incluse le note scritte in piccolo.
  • Verificare il mittente: In caso di dubbi sulla provenienza di una comunicazione, è consigliabile effettuare una ricerca online per verificare l’identità e la reputazione della società proponente.
  • Diffidare delle richieste non sollecitate: Prestare particolare attenzione alle comunicazioni che richiedono la conferma di dati aziendali per l’inserimento in elenchi, annuari o directory, soprattutto se non si è mai avuto un rapporto commerciale precedente.
  • Non cedere alle minacce: In caso di solleciti di pagamento per servizi non richiesti consapevolmente, è importante non lasciarsi intimidire da minacce di azioni legali e valutare la situazione con lucidità.
  • Conservare tutta la documentazione: Mantenere una copia di tutte le comunicazioni ricevute e inviate può rivelarsi cruciale in caso di contestazioni.

La vigilanza è il primo strumento di difesa contro tentativi di raggiro che sfruttano la buona fede e la fretta, con l’obiettivo di far sottoscrivere contratti onerosi e non desiderati.

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Di admin