Un’importante operazione congiunta della Guardia di Finanza e dell’Ispettorato Repressione Frodi (ICQRF) ha portato al sequestro di quasi 180 quintali di olio, commercializzato in modo fraudolento come “extra vergine di oliva biologico”. Le analisi sul prodotto hanno invece rivelato una qualità inferiore, con una parte della merce risultata non commestibile e potenzialmente dannosa per la salute. Questa azione a tutela del Made in Italy e della sicurezza alimentare ha smascherato un grave illecito nel settore agroalimentare.

I dettagli dell’operazione e la frode scoperta

L’indagine ha coinvolto due aziende situate nelle province di Catanzaro e Barletta-Andria-Trani. Durante le ispezioni, i finanzieri e i funzionari del Ministero dell’Agricoltura hanno prelevato campioni di olio per verificare la corrispondenza tra la qualità dichiarata e quella effettiva. Il prodotto, registrato nel sistema telematico SIAN come “olio extra vergine BIO”, era destinato a un’azienda pugliese da un produttore calabrese.

Tuttavia, gli accertamenti tecnici hanno smentito categoricamente tale classificazione. Le analisi chimiche e organolettiche hanno dimostrato che l’olio non possedeva le caratteristiche richieste per la categoria superiore. Al contrario, è stato classificato come olio vergine e, in parte, come olio lampante, una categoria non destinata al consumo diretto.

Le categorie di olio e i rischi per i consumatori

Per comprendere la gravità della frode, è fondamentale conoscere le differenze tra le tipologie di olio di oliva. La classificazione non è solo una questione di gusto, ma anche di sicurezza e qualità.

  • Olio Extra Vergine di Oliva (EVO): È la categoria di massima qualità, ottenuta direttamente dalle olive e unicamente con procedimenti meccanici. Deve rispettare rigidi parametri chimici e non presentare alcun difetto all’analisi organolettica.
  • Olio Vergine di Oliva: Prodotto con le stesse modalità dell’extra vergine, presenta però lievi difetti percepibili all’assaggio o valori chimici leggermente differenti, che non ne compromettono la commestibilità ma ne abbassano il pregio.
  • Olio Lampante: Questa tipologia non è commestibile. È caratterizzato da un’elevata acidità e da difetti organolettici marcati. Per essere consumato, deve subire un processo di raffinazione industriale. La vendita di olio lampante come prodotto alimentare genuino rappresenta un serio pericolo per la salute.

Nel caso specifico, circa 4.500 kg del prodotto sequestrato erano olio lampante, potenzialmente pericoloso a causa dell’eccessivo grado di acidità.

Conseguenze legali e come difendersi dalle truffe

A seguito delle indagini, il titolare dell’azienda produttrice è stato segnalato alla Procura della Repubblica per i reati di frode nell’esercizio del commercio e vendita di sostanze alimentari non genuine. Il valore complessivo della merce sequestrata, contenuta in tre cisterne, ammonta a oltre 200.000 euro. È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e vige il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

Per i consumatori, questo episodio evidenzia la necessità di prestare massima attenzione al momento dell’acquisto. Ecco alcuni consigli pratici per tutelarsi:

  • Leggere attentamente l’etichetta: Verificare sempre l’origine, la categoria dell’olio e la presenza di certificazioni biologiche autentiche.
  • Diffidare dei prezzi troppo bassi: Un olio extra vergine di oliva, specialmente se biologico, ha costi di produzione che non permettono prezzi stracciati. Un’offerta eccessivamente vantaggiosa potrebbe nascondere una frode.
  • Scegliere canali di vendita affidabili: Preferire produttori conosciuti, negozi specializzati o rivenditori di fiducia.
  • Valutare il prodotto: Un buon olio extra vergine ha profumi fruttati e un sapore con note di amaro e piccante, indici della presenza di polifenoli. Un olio con odore o sapore di rancido, muffa o altri difetti non è di qualità.

Operazioni come questa sono essenziali per proteggere i consumatori e salvaguardare l’integrità di un prodotto simbolo del Made in Italy, garantendo che ciò che arriva sulle nostre tavole sia sicuro e conforme a quanto dichiarato.

Per assistenza o per segnalare il tuo caso, contatta Sportello Consumatori.

Contattaci su WhatsApp

Per assistenza contatta Sportello Consumatori

Via Fratelli Cervi 64, 00053 Civitavecchia
Segreteria telefonica e WhatsApp: 0766036164
Email: contattaci@sportelloconsumatori.org

Contattaci su WhatsApp

Di admin