Le malattie di origine alimentare, o zoonosi, rappresentano una minaccia crescente per la salute pubblica nell’Unione Europea. Secondo i dati più recenti del rapporto annuale curato dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) e dal Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC), si registra un aumento preoccupante dei casi di infezioni come listeriosi, campilobatteriosi e salmonellosi. Questo andamento evidenzia la necessità di una maggiore attenzione sia a livello di produzione che di consumo.
Le principali infezioni alimentari in aumento
L’analisi dei dati rivela tendenze specifiche per diverse patologie. Mentre alcune malattie vedono un incremento costante, altre si confermano come le più diffuse, sollevando interrogativi sull’efficacia delle attuali misure di controllo lungo la filiera alimentare.
Listeriosi: un picco preoccupante
I casi di listeriosi hanno raggiunto il livello più alto dal 2007, con 2.952 infezioni segnalate. Questo aumento è particolarmente allarmante perché la listeriosi può avere conseguenze gravi, soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione. L’incremento potrebbe essere collegato all’invecchiamento della popolazione europea, poiché gli anziani, spesso affetti da altre patologie, sono più suscettibili a sviluppare forme severe della malattia. Le fonti più comuni di contaminazione sono gli alimenti pronti al consumo (noti come RTE, Ready-To-Eat), tra cui:
- Salmone affumicato e altri prodotti della pesca
- Prodotti a base di carne, come salsicce fermentate
- Latticini e formaggi a pasta molle
Campilobatteriosi e Salmonellosi: le più diffuse
La campilobatteriosi si conferma la malattia zoonotica più segnalata nell’UE, con 148.181 casi, in crescita rispetto all’anno precedente. Subito dopo si colloca la salmonellosi, con 77.486 casi. Sebbene i numeri siano inferiori, la salmonellosi resta una delle principali cause di focolai alimentari. Un dato significativo riguarda il pollame: solo 15 Stati membri hanno raggiunto gli obiettivi di riduzione della Salmonella, un peggioramento rispetto all’anno precedente. Questa situazione sottolinea la persistenza del batterio negli allevamenti e la necessità di rafforzare i controlli.
Focolai alimentari: meno numerosi ma più gravi
Un altro dato emerso dal rapporto riguarda i focolai di origine alimentare. Sebbene il numero totale di focolai (5.691) sia leggermente diminuito, le conseguenze per la salute umana sono state più severe. Si è registrato un aumento dei ricoveri e dei decessi, che hanno raggiunto il picco più alto degli ultimi dieci anni. La Salmonella è risultata il principale agente responsabile di questi focolai, con uova, ovoprodotti e carne di pollo come fonti più comuni di infezione. Questo paradosso suggerisce che, pur essendoci meno eventi, quelli che si verificano hanno un impatto più grave sulla salute dei cittadini.
Cosa possono fare i consumatori per proteggersi
La sicurezza alimentare non dipende solo dai controlli sulla produzione, ma anche dalle buone pratiche adottate in ambito domestico. I consumatori possono giocare un ruolo attivo nella prevenzione delle infezioni alimentari seguendo alcune semplici ma fondamentali regole igieniche e di preparazione dei cibi.
Ecco alcuni consigli pratici:
- Cottura adeguata: Cuocere completamente la carne, in particolare quella di pollame, e il pesce. Il calore è uno dei metodi più efficaci per eliminare batteri come Salmonella e Campylobacter.
- Igiene rigorosa: Lavare sempre le mani con acqua e sapone prima di maneggiare gli alimenti e dopo aver toccato cibi crudi. Pulire e disinfettare regolarmente utensili, taglieri e superfici di lavoro.
- Separare crudo e cotto: Evitare la contaminazione incrociata. Usare utensili e taglieri diversi per gli alimenti crudi (carne, pesce) e quelli cotti o pronti al consumo (verdura, frutta).
- Corretta conservazione: Rispettare la catena del freddo. Conservare gli alimenti deperibili in frigorifero alle giuste temperature e non lasciare cibi cotti a temperatura ambiente per più di due ore.
- Attenzione agli alimenti a rischio: Le persone più vulnerabili, come anziani, donne in gravidanza, bambini piccoli e individui con un sistema immunitario indebolito, dovrebbero prestare particolare attenzione al consumo di alimenti pronti crudi o poco cotti.
L’approccio integrato “One Health”
Per affrontare in modo efficace la crescente minaccia delle zoonosi, le istituzioni europee promuovono un approccio noto come “One Health”. Questa strategia si basa sulla consapevolezza che la salute umana è strettamente interconnessa a quella degli animali e all’ambiente. Un approccio integrato permette di monitorare e controllare i patogeni lungo tutta la filiera, dagli allevamenti fino alla tavola del consumatore. L’uso di tecnologie avanzate, come il sequenziamento del genoma intero, sta già migliorando la capacità di individuare e tracciare i focolai in modo più rapido ed efficace, proteggendo così la salute pubblica.
La vigilanza rimane fondamentale. L’aumento delle malattie zoonotiche richiede un impegno congiunto da parte delle autorità sanitarie, dei produttori e dei cittadini per garantire un elevato livello di sicurezza alimentare in tutta Europa.
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