I risparmiatori italiani che gestiscono in autonomia i propri investimenti mostrano un profilo prevalentemente prudente, orientando le proprie scelte verso prodotti considerati sicuri come fondi comuni e titoli di Stato. Questo è il quadro che emerge da una dettagliata analisi della Consob sulle abitudini di investimento della clientela retail, che evidenzia una spiccata avversione al rischio e una tendenza a evitare strumenti finanziari complessi o poco liquidi.
L’identikit del risparmiatore italiano secondo la Consob
L’indagine, che analizza un arco temporale di tredici anni, dal 2010 al 2023, delinea un investitore che si affida in larga misura ai consigli del proprio istituto di credito. Se da un lato questa fiducia può semplificare le decisioni, dall’altro espone i consumatori a potenziali conflitti di interesse, un fenomeno che lo studio evidenzia essere in crescita. L’investitore “fai da te” preferisce la stabilità e la comprensibilità, rifuggendo da prodotti finanziari che richiedono competenze tecniche elevate o che comportano un blocco del capitale per lunghi periodi.
Come è cambiato il portafoglio degli investitori
L’analisi della Consob mostra una significativa evoluzione nella composizione dei portafogli degli italiani. La tendenza generale è un progressivo spostamento verso strumenti gestiti e una drastica riduzione dell’esposizione a obbligazioni, soprattutto quelle emesse dalle banche stesse. Questa trasformazione riflette un cambiamento di strategia e di percezione del rischio nel corso dell’ultimo decennio.
- Fondi comuni di investimento: Sono diventati la colonna portante dei portafogli, passando dal rappresentare il 16,6% del totale nel 2010 al 53,8% nel 2023.
- Titoli di Stato: Mantengono un ruolo di rilievo, con un peso che è oscillato dal 19,3% del 2010 al 22,5% del 2023, registrando un forte aumento rispetto al 15% del 2022.
- Obbligazioni (prevalentemente bancarie): Hanno subito il calo più vistoso, crollando dal 50% del portafoglio medio nel 2010 ad appena l’8% nel 2023.
- Titoli illiquidi e complessi: La loro presenza si è quasi azzerata. I titoli illiquidi sono scesi dal 30,7% al 3,1%, mentre quelli complessi sono passati dal 17,5% al 6,3%.
- Azioni: La quota di azioni detenute direttamente (al di fuori dei fondi) è rimasta stabile nel tempo, attestandosi intorno al 14%.
Il ruolo delle banche e i conflitti di interesse
Un dato particolarmente rilevante per i consumatori è l’aumento degli investimenti caratterizzati da un potenziale conflitto di interesse, passati dal 41% al 58,8% del totale. Secondo l’analisi, la natura di questo conflitto si è modificata: se in passato era legata soprattutto all’offerta di prodotti finanziari emessi dalle stesse banche, oggi è più spesso connessa agli incentivi che gli istituti ricevono per collocare prodotti di terzi. Questo scenario evidenzia una forte asimmetria informativa, dove la banca possiede conoscenze e informazioni che il cliente non ha. Ciò sottolinea la grande responsabilità degli intermediari, che dovrebbero sempre agire ponendo l’interesse del cliente come obiettivo primario.
Consigli pratici per investire in sicurezza
Per un consumatore che si avvicina al mondo degli investimenti, anche a quelli apparentemente più semplici, è fondamentale adottare un approccio consapevole e critico. Ecco alcuni suggerimenti pratici per proteggere i propri risparmi:
Valutare la propria propensione al rischio
Prima di investire, è essenziale capire quale livello di rischio si è disposti a tollerare. La scelta tra un titolo di Stato e un fondo azionario dipende interamente dagli obiettivi personali, dall’orizzonte temporale e dalla capacità di sopportare eventuali perdite.
Comprendere i prodotti e i costi
Non investire mai in ciò che non si comprende appieno. È importante informarsi sui costi associati a ogni strumento finanziario, come le commissioni di gestione, di ingresso o di uscita, che possono erodere significativamente i rendimenti nel tempo.
Chiedere trasparenza sui conflitti di interesse
Il consumatore ha il diritto di sapere come viene remunerato il proprio consulente. Chiedere esplicitamente se la banca o il promotore ricevono incentivi per vendere un determinato prodotto piuttosto che un altro è un passo cruciale per una scelta informata.
Diversificare sempre
Anche se si prediligono strumenti a basso rischio, è buona norma non concentrare tutto il capitale in un unico prodotto o emittente. La diversificazione aiuta a ridurre l’impatto negativo di eventuali crisi su un singolo settore o titolo.
L’investimento “fai da te” non deve significare investimento solitario o disinformato. Essere consapevoli delle dinamiche di mercato e del ruolo degli intermediari è la prima forma di tutela per ogni risparmiatore.
Per assistenza o per segnalare il tuo caso, contatta Sportello Consumatori.
Per assistenza contatta Sportello Consumatori
Via Fratelli Cervi 64, 00053 Civitavecchia
Segreteria telefonica e WhatsApp: 0766036164
Email: contattaci@sportelloconsumatori.org