A nove mesi dalla sua introduzione, la Legge a tutela del Made in Italy sta producendo risultati concreti nella lotta alla contraffazione. Un recente rapporto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy evidenzia oltre 2.300 applicazioni delle nuove norme, segnando un’intensificazione delle azioni di contrasto a un fenomeno che danneggia l’economia nazionale e mette a rischio i consumatori.

I primi risultati della Legge anticontraffazione

Il bilancio dei primi nove mesi di applicazione della normativa è significativo. Sono stati registrati 2.357 casi di applicazione diretta delle nuove disposizioni. Di questi, circa 100 hanno portato alla distruzione delle merci contraffatte sequestrate, mentre in oltre 2.200 occasioni sono state applicate le nuove sanzioni pecuniarie, notevolmente incrementate rispetto al passato per fungere da deterrente più efficace.

Le azioni di contrasto sul campo hanno visto un’intensa attività da parte delle forze dell’ordine. Nel solo primo semestre del 2024, sono state effettuate quasi 9.000 operazioni di sequestro. L’impegno delle diverse amministrazioni è stato capillare:

  • Guardia di Finanza: ha realizzato oltre 2.700 interventi.
  • Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: ha superato i 4.000 interventi, presidiando i punti di ingresso delle merci nel territorio nazionale.
  • Polizia di Stato, Carabinieri e Polizia Locale: hanno contribuito con oltre 400 sequestri di beni con marchi falsificati.

Questi dati, presentati durante la Settimana Anticontraffazione 2024, dimostrano un approccio coordinato e determinato nel colpire le filiere del falso, proteggendo così le eccellenze produttive italiane.

I settori più colpiti e la provenienza dei falsi

L’analisi dei sequestri effettuati nel 2023 conferma che alcuni settori del Made in Italy sono bersagli privilegiati del mercato della contraffazione. Le categorie merceologiche più colpite rappresentano il cuore della manifattura italiana e includono:

  • Abbigliamento: con il 43,2% del totale dei beni sequestrati.
  • Accessori per abbigliamento: che costituiscono il 23% dei sequestri.
  • Calzature: con una quota del 10,5%.

Per quanto riguarda la provenienza geografica dei prodotti falsi, la Cina si conferma il principale paese di origine, seguita da Turchia, Marocco e Pakistan. La lotta alla contraffazione si estende anche a settori strategici come l’agroalimentare, dove sono stati effettuati circa 300 interventi a tutela di marchi DOP e IGP, e la salute, con l’oscuramento di quasi 200 siti web che commercializzavano prodotti sanitari contraffatti, potenzialmente molto pericolosi per i cittadini.

Rischi per i consumatori e come difendersi

L’acquisto di prodotti contraffatti non è solo un illecito che danneggia le imprese e l’economia, ma espone i consumatori a rischi concreti. I prodotti falsi, infatti, sono realizzati al di fuori di qualsiasi controllo sulla qualità e sulla sicurezza dei materiali, con potenziali conseguenze per la salute. Si pensi a cosmetici con sostanze tossiche, giocattoli non sicuri per i bambini o componenti elettronici a rischio di cortocircuito.

Per evitare di cadere in trappola, è fondamentale adottare un comportamento d’acquisto consapevole. Ecco alcuni consigli pratici:

  • Diffidare da prezzi eccessivamente bassi: un’offerta troppo vantaggiosa per un prodotto di marca è spesso il primo campanello d’allarme.
  • Acquistare da canali ufficiali: preferire sempre i negozi autorizzati, i siti web ufficiali dei brand e le piattaforme di e-commerce affidabili.
  • Verificare etichette e imballaggi: controllare la qualità della confezione, la presenza di etichette complete e l’assenza di errori di stampa o loghi deformati.
  • Prestare attenzione online: essere cauti con annunci su social media o siti sconosciuti che promuovono offerte imperdibili.
  • Controllare le certificazioni: verificare la presenza di marchi di sicurezza e qualità, come il marchio CE per i prodotti venduti nell’Unione Europea.

La lotta alla contraffazione è un impegno collettivo che richiede non solo l’azione delle istituzioni, ma anche la collaborazione attiva e l’attenzione dei consumatori, che con le loro scelte possono contribuire a contrastare il mercato del falso.

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Di admin