L’applicazione di un costo aggiuntivo per i pagamenti elettronici, nota come “credit card surcharge”, è una pratica vietata che lede i diritti dei consumatori. Un caso emblematico riguarda la società Blupark, sanzionata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) per aver continuato ad applicare un supplemento sui rifornimenti di carburante pagati con carta di credito, nonostante un precedente divieto.
La pratica illegale del supplemento sui pagamenti
Il “credit card surcharge” consiste nell’imporre un sovrapprezzo ai clienti che scelgono di pagare tramite carte di credito o debito. Questa pratica è illegale in Italia e in Europa per la maggior parte delle transazioni al consumo. La normativa, in particolare il Codice del Consumo, vieta ai professionisti di applicare spese aggiuntive per l’uso di determinati strumenti di pagamento. L’obiettivo è garantire la trasparenza dei prezzi e non penalizzare i consumatori che optano per pagamenti tracciabili e sicuri.
Il caso Blupark: un divieto ignorato e la sanzione dell’Antitrust
La vicenda ha inizio nel novembre 2023, quando l’Antitrust aveva già ordinato a Blupark di cessare l’applicazione di supplementi di prezzo per i pagamenti elettronici. Tuttavia, a seguito di nuove segnalazioni, l’Autorità ha accertato che la società ha ignorato il provvedimento. Presso la stazione di servizio di Loreo, in provincia di Rovigo, Blupark ha continuato ad addebitare una maggiorazione di 0,02 euro al litro per i rifornimenti pagati con carta di credito. Questa inottemperanza ha portato l’AGCM a irrogare una sanzione di 20.000 euro nei confronti dell’azienda, ribadendo la gravità del comportamento scorretto.
Diritti dei consumatori: come riconoscere e segnalare i sovrapprezzi
I consumatori hanno il diritto di pagare il prezzo esposto, senza subire rincari ingiustificati in base al metodo di pagamento scelto. È fondamentale essere consapevoli di questo diritto e sapere come agire di fronte a pratiche scorrette. Anche se le cifre possono sembrare irrisorie, come i due centesimi al litro del caso Blupark, la loro applicazione sistematica costituisce una violazione significativa.
Per tutelarsi, i consumatori possono adottare alcuni semplici accorgimenti:
- Controllare sempre lo scontrino: Verificare che l’importo addebitato corrisponda esattamente al costo del carburante o del bene acquistato, senza voci di spesa aggiuntive legate al pagamento.
- Confrontare i prezzi esposti: Assicurarsi che il prezzo pagato sia quello indicato sui tabelloni e sulla pompa di erogazione.
- Conservare le prove: In caso di discrepanze, è utile conservare lo scontrino o una fotografia dei prezzi esposti come prova della maggiorazione.
- Segnalare la pratica: Le pratiche commerciali scorrette possono essere segnalate all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ha il potere di indagare e sanzionare le aziende inadempienti.
L’azione inibitoria per fermare la condotta
Oltre alla sanzione dell’AGCM, è stata avviata un’azione inibitoria contro Blupark. Si tratta di un’azione legale che ha lo scopo di ordinare all’azienda di cessare definitivamente il comportamento illecito e di astenersi dal ripeterlo in futuro. Questo strumento giuridico è fondamentale per proteggere non solo i singoli clienti che hanno subito il danno, ma l’intera collettività dei consumatori, prevenendo future violazioni.
La vicenda dimostra l’importanza della vigilanza e delle segnalazioni da parte dei cittadini. Denunciare queste irregolarità contribuisce a disincentivare politiche aziendali che violano il Codice del Consumo e a garantire un mercato più equo e trasparente per tutti.
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