L’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA) ha avviato una consultazione pubblica, la 200/2024, per aggiornare il Codice di Condotta Commerciale relativo alla vendita di energia elettrica e gas naturale. In questo contesto, diverse associazioni di consumatori hanno presentato una serie di osservazioni congiunte per chiedere un rafforzamento delle tutele, una maggiore trasparenza e pratiche commerciali più eque in un mercato sempre più complesso.
Proposte per un mercato energetico più giusto
Le richieste avanzate mirano a colmare alcune lacune normative che spesso lasciano i consumatori esposti a pratiche commerciali scorrette e a modifiche contrattuali poco chiare. L’obiettivo è rendere il rapporto tra venditore e cliente finale più equilibrato, specialmente in vista della completa liberalizzazione del mercato elettrico.
Le principali proposte si concentrano su quattro aree strategiche:
- Prova di conoscenza: L’onere di dimostrare che il cliente è stato effettivamente informato di una modifica contrattuale deve ricadere sul venditore. Non basta più una semplice comunicazione, ma serve la prova della ricezione e comprensione.
- Comunicazioni certificate: Le modifiche unilaterali del contratto e i rinnovi devono essere comunicati esclusivamente tramite strumenti che ne garantiscano la ricezione, come la Posta Elettronica Certificata (PEC) o la Raccomandata A/R.
- Chiarezza tariffaria: Le comunicazioni relative alle variazioni di prezzo devono essere esplicite e di facile comprensione, utilizzando esempi concreti per mostrare l’impatto reale sulla bolletta del consumatore.
- Regole sul teleselling: È necessario un rafforzamento delle norme sul telemarketing, attribuendo la responsabilità diretta dei contratti non richiesti all’azienda energetica committente e prevedendo indennizzi automatici per i consumatori danneggiati.
La questione delle modifiche unilaterali del contratto
Uno dei punti più critici riguarda la gestione delle modifiche contrattuali. Attualmente, vige una “presunzione di conoscenza” secondo cui una comunicazione inviata si presume conosciuta dal destinatario. Le associazioni contestano questo principio, sostenendo che non tutela a sufficienza il consumatore, il quale potrebbe non vedere una semplice email o una lettera ordinaria.
La proposta è di rendere queste comunicazioni di natura “ricettizia”, ovvero valide solo quando il venditore può provare che il cliente ne è venuto a conoscenza. Per garantire ciò, si suggerisce l’adozione di sistemi di certificazione della volontà, come la firma digitale o l’utilizzo di password temporanee (OTP), che legano in modo inequivocabile il consumatore a una decisione consapevole.
Telemarketing aggressivo: responsabilità e tutele
Il fenomeno del teleselling aggressivo e dei contratti attivati senza un reale consenso è un problema diffuso. Le osservazioni presentate ad ARERA chiedono un cambio di paradigma: la responsabilità per le pratiche scorrette dei call center deve ricadere direttamente sull’azienda energetica che ha commissionato il servizio. Questo incentiverebbe i grandi operatori a controllare più attentamente i propri partner commerciali.
Inoltre, si richiede che le registrazioni telefoniche, usate come prova del consenso, siano più dettagliate, chiare e complete, per assicurare che il consumatore abbia compreso ogni aspetto dell’offerta. Viene anche proposta l’introduzione di un indennizzo automatico per chi subisce l’attivazione di un contratto non richiesto, come forma di risarcimento e deterrente.
Cosa cambia per i consumatori e le tempistiche richieste
Queste modifiche sono particolarmente urgenti in vista del completamento del passaggio al mercato libero dell’energia elettrica, previsto per luglio 2024. Le associazioni chiedono che le nuove regole del Codice di Condotta Commerciale entrino in vigore proprio a partire da quella data, per evitare che si ripetano nel settore elettrico le criticità già emerse nel mercato del gas, come gli aumenti improvvisi e ingiustificati delle bollette.
Garantire informazioni chiare, comunicazioni certe e un consenso informato è fondamentale per permettere ai consumatori di orientarsi in un mercato complesso e di scegliere le offerte più convenienti senza timore di subire pratiche commerciali opache o aggressive.
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