Il passaggio al mercato libero dell’energia elettrica, previsto per luglio, segna una trasformazione importante per milioni di consumatori. Questa fase di transizione, tuttavia, sta vedendo un preoccupante aumento di pratiche commerciali aggressive e tentativi di truffa. È fondamentale che gli utenti siano informati e preparati per navigare questo cambiamento senza cadere in trappole che possono portare a contratti svantaggiosi e bollette più salate.
Fine del mercato tutelato: cosa cambia davvero
Contrariamente a quanto alcuni operatori disonesti potrebbero far credere, la fine del mercato tutelato non comporterà alcuna interruzione della fornitura di energia elettrica. La continuità del servizio è garantita per tutti. Per i clienti domestici non vulnerabili che non avranno ancora scelto un fornitore sul mercato libero, è previsto un passaggio automatico e temporaneo al Servizio a Tutele Graduali (STG). Le condizioni di questo servizio sono definite dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) tramite procedure concorsuali.
Il mercato tutelato, invece, continuerà a esistere per i cosiddetti clienti vulnerabili. Rientrano in questa categoria:
- Persone con più di 75 anni di età.
- Soggetti in condizioni economicamente svantaggiate che beneficiano di bonus sociali.
- Persone con disabilità ai sensi della legge 104/92.
- Utenti che necessitano di apparecchiature medico-terapeutiche alimentate da energia elettrica.
- Residenti in strutture abitative di emergenza a seguito di calamità.
- Abitanti di isole minori non interconnesse.
È importante sottolineare che chi si trova nel mercato libero e ha avuto un ripensamento, ha avuto la possibilità di rientrare nel servizio di maggior tutela entro il 30 giugno 2024, per poi passare al Servizio a Tutele Graduali. La transizione è quindi gestita per evitare disagi, e non c’è motivo di cedere a pressioni o allarmismi.
Le truffe più comuni e come difendersi
La confusione generata dal cambiamento è terreno fertile per malintenzionati. Le segnalazioni raccolte evidenziano alcune strategie ricorrenti utilizzate per ingannare i consumatori. Conoscerle è il primo passo per evitarle.
Tecniche di vendita aggressive e ingannevoli
Molti tentativi di truffa avvengono tramite call center. Gli operatori possono utilizzare toni allarmistici, minacciando imminenti distacchi della fornitura o prospettando aumenti esorbitanti in bolletta se non si sottoscrive immediatamente un nuovo contratto. In altri casi, si presentano falsamente come rappresentanti di ARERA o del proprio fornitore attuale, con l’unico scopo di ottenere il consenso per un cambio di gestore.
Una delle trappole più insidiose è quella del “sì”. Durante una telefonata promozionale, una semplice risposta affermativa, anche a una domanda banale, può essere registrata e utilizzata illecitamente per simulare il consenso all’attivazione di un contratto mai richiesto. Per questo, è consigliabile evitare di pronunciare la parola “sì” e chiudere la chiamata se si sospetta un’intenzione fraudolenta.
Cosa fare per proteggersi
Per tutelarsi da queste pratiche, è possibile adottare alcune semplici ma efficaci contromisure:
- Non avere fretta: Nessuna offerta legittima richiede una decisione immediata. Prenditi sempre il tempo necessario per valutare la proposta.
- Leggere attentamente il contratto: Prima di firmare qualsiasi documento, anche in formato digitale, leggi tutte le clausole. Spesso i vantaggi illustrati a voce non corrispondono alle condizioni scritte.
- Esercitare il diritto di ripensamento: Per i contratti conclusi a distanza (telefono, online) o fuori dai locali commerciali (porta a porta), la legge prevede un periodo di 14 giorni per recedere senza penali e senza dover fornire alcuna motivazione.
- Verificare l’identità dell’operatore: In caso di visite a domicilio, chiedi sempre all’agente di mostrarti un tesserino di riconoscimento ufficiale.
- Usare il Registro Pubblico delle Opposizioni: Iscriversi a questo servizio gratuito permette di bloccare le chiamate di telemarketing sulla propria utenza fissa e mobile.
Diritti dei consumatori e azioni da intraprendere
Se sospetti di essere vittima di una truffa o di un’attivazione non richiesta, è fondamentale agire tempestivamente. Il primo passo è inviare un reclamo formale tramite raccomandata A/R o PEC al nuovo fornitore, disconoscendo il contratto e chiedendone l’annullamento. È importante non pagare le bollette emesse dal gestore non autorizzato e continuare a pagare quelle del proprio fornitore precedente.
In caso di pratiche commerciali scorrette, come informazioni ingannevoli o pressioni psicologiche, è possibile inviare una segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM). Conservare tutta la documentazione, come email, messaggi e copie dei contratti, è essenziale per poter dimostrare le proprie ragioni.
In questa fase di cambiamento, la migliore difesa è l’informazione. Essere consapevoli dei propri diritti e delle tattiche usate dai truffatori permette di scegliere con serenità e di evitare brutte sorprese in bolletta.
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