In occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, che si celebra ogni anno l’8 giugno, si riaccende l’attenzione sulla necessità di proteggere le preziose risorse marine. Un passo cruciale in questa direzione è garantire che i dati scientifici sulla salute dei mari siano facilmente accessibili. In questo contesto si inserisce il progetto EMODnet Data Ingestion, un’iniziativa europea che vede l’ENEA in prima linea per rendere le informazioni sullo stato degli oceani più trasparenti, interoperabili e riutilizzabili.

Il progetto EMODnet: dati aperti per la tutela del mare

L’obiettivo del progetto EMODnet (European Marine Observatory and Data Network) è semplice ma ambizioso: rendere i dati marini conformi al principio FAIR, acronimo di Findable (reperibili), Accessible (accessibili), Interoperable (interoperabili) e Reusable (riutilizzabili). Finanziato dalla Commissione Europea e giunto alla sua quarta edizione, il progetto riunisce 42 partner con l’obiettivo di aggregare e standardizzare un’enorme quantità di informazioni raccolte da diverse fonti. Questo sforzo collaborativo mira a superare la frammentazione dei dati, creando un portale unico dove ricercatori, imprese e istituzioni possano trovare informazioni affidabili e pronte all’uso.

Dal 2016, il portale EMODnet Data Ingestion ha raccolto oltre 1.400 dataset provenienti da circa 200 fornitori diversi. I dati grezzi vengono inizialmente caricati sulla piattaforma e, successivamente, elaborati da centri specializzati per garantirne l’accuratezza e la coerenza con gli standard internazionali, rendendoli così pienamente fruibili dalla comunità globale.

Il ruolo chiave di ENEA nel monitoraggio dei mari italiani

ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, svolge un ruolo fondamentale all’interno del progetto. Attraverso i laboratori del centro ricerche di Santa Teresa (La Spezia), ENEA agisce come data center esperto nel trattamento dei dati relativi all’oceanografia fisica, occupandosi anche della divulgazione scientifica. Tra i dati forniti al network europeo figurano misurazioni cruciali come temperatura, pressione, conducibilità e salinità dell’acqua. Queste informazioni provengono, tra le altre fonti, dalla stazione di monitoraggio avanzata installata nel 2019 nel Mar Ligure Orientale, un’infrastruttura gestita in collaborazione con CNR, INGV, Distretto Ligure delle Tecnologie Marine e Istituto Idrografico della Marina.

Benefici concreti per ambiente, ricerca e blue economy

La maggiore disponibilità di dati marini di alta qualità genera impatti positivi che vanno ben oltre la comunità scientifica. La condivisione delle informazioni è essenziale per comprendere e affrontare sfide globali come il cambiamento climatico e per proteggere ecosistemi marini vulnerabili. Ma i vantaggi si estendono anche al mondo economico e alla pianificazione territoriale.

I benefici principali includono:

  • Sviluppo sostenibile: Dati accurati sui fondali e sulle correnti sono indispensabili per la crescita della cosiddetta “blue economy”, come l’acquacoltura sostenibile e la produzione di energia da fonti rinnovabili offshore (ad esempio, parchi eolici).
  • Pianificazione marittima: Le informazioni aiutano a ottimizzare la gestione degli spazi marittimi, riducendo i conflitti tra diverse attività umane e garantendo la sicurezza della navigazione.
  • Ricerca sul clima: Una conoscenza approfondita delle dinamiche oceaniche è fondamentale per elaborare modelli climatici più precisi e per prevedere gli impatti futuri.
  • Protezione ambientale: Il monitoraggio costante permette di identificare aree marine da proteggere, valutare l’impatto delle attività umane e intervenire tempestivamente per preservare la biodiversità.

L’armonizzazione dei dati, promossa da EMODnet, semplifica inoltre le procedure autorizzative per le imprese, che possono basare i loro studi di impatto ambientale su informazioni già validate, riducendo costi e tempi a garanzia della sostenibilità delle loro operazioni.

Iniziative come EMODnet dimostrano come la collaborazione e la condivisione della conoscenza siano strumenti indispensabili per garantire un futuro sostenibile per i nostri oceani, un patrimonio comune da cui dipendono la salute del pianeta e il benessere delle future generazioni.

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Di admin