Le truffe online che sfruttano la reputazione delle forze dell’ordine sono sempre più diffuse. Un esempio significativo è l’operazione “Polo Est”, coordinata dalla Procura di Bergamo, che ha smantellato un’organizzazione criminale specializzata in estorsioni via email. I truffatori inviavano false comunicazioni, apparentemente provenienti da autorità giudiziarie o di polizia, informando i destinatari dell’apertura di un procedimento penale a loro carico per reati gravi, come la pedopornografia online, con l’unico scopo di estorcere denaro.

La dinamica della truffa: il caso “Polo Est”

Il meccanismo della frode è studiato per generare panico e vergogna nella vittima, spingendola a pagare rapidamente per evitare uno scandalo. Nel caso che ha dato il via alle indagini, un cittadino italiano residente in Cina ha ricevuto una di queste email, che riportava il logo della Polizia Postale e la firma di un funzionario. Temendo le conseguenze di un’accusa così infamante per la sua reputazione, ha ceduto al ricatto.

Inizialmente ha pagato una “multa” di 7.800 euro, ma questo è stato solo l’inizio. I criminali, vedendo la sua vulnerabilità, hanno continuato a perseguitarlo con ulteriori email contenenti finti atti giudiziari. Questi documenti intimavano il pagamento di nuove sanzioni, giustificate da presunte decisioni di una fantomatica “Corte d’Appello”. Dopo mesi di minacce e pagamenti, per un totale di 117.500 euro, la vittima ha finalmente compreso di essere caduta in un inganno e ha sporto denuncia.

Le indagini che hanno smantellato la rete criminale

L’indagine, condotta dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica per la Lombardia, ha seguito tre direttrici principali per risalire ai responsabili. L’attività degli investigatori si è concentrata su diversi fronti:

  • Ricostruzione dei flussi finanziari: È stato tracciato il percorso del denaro dalla vittima agli estorsori e, successivamente, alla rete di complici, noti come “money mule”, incaricati di riciclare i proventi illeciti.
  • Analisi delle tracce telematiche: Sono state esaminate le impronte digitali lasciate online dai cybercriminali per identificarli e localizzarli.
  • Investigazioni tradizionali: Le operazioni di polizia giudiziaria sul campo hanno permesso di individuare i luoghi nel territorio bergamasco dove gli indagati vivevano e gestivano le loro attività criminali.

Queste attività hanno portato all’esecuzione di 12 perquisizioni nei confronti di altrettanti soggetti, tra cui cittadini italiani, senegalesi e nigeriani. Durante le operazioni sono stati sequestrati dispositivi informatici e una vasta documentazione che provava le movimentazioni di denaro e le conversazioni tra i membri del gruppo e con le vittime.

Come proteggersi dalle false comunicazioni giudiziarie

La Polizia di Stato ha ribadito un principio fondamentale per la sicurezza dei cittadini: le comunicazioni ufficiali relative ad atti giudiziari o sanzioni amministrative non avvengono mai tramite email o telefono. Per evitare di cadere in queste trappole, è essenziale seguire alcune regole di prudenza.

  • Nessuna notifica via email: Le autorità giudiziarie e di polizia utilizzano canali ufficiali e certificati per notificare atti, non la posta elettronica ordinaria.
  • Diffidare di loghi e intestazioni: I loghi e gli stemmi ufficiali sono facilmente reperibili online e possono essere inseriti in email fraudolente per renderle più credibili. La loro presenza non è garanzia di autenticità.
  • Attenzione allo spoofing: I criminali utilizzano tecniche di “spoofing” per mascherare il vero mittente, facendo apparire che l’email provenga da un indirizzo istituzionale o che una telefonata arrivi da un numero ufficiale.
  • L’obiettivo è l’estorsione: Qualsiasi richiesta di denaro per archiviare un procedimento penale o pagare una multa tramite canali non ufficiali è un chiaro segnale di truffa.
  • Cosa fare: Se ricevi una comunicazione di questo tipo, non rispondere, non cliccare su alcun link, non scaricare allegati e non effettuare alcun pagamento. Blocca il mittente e segnala immediatamente l’accaduto alla Polizia Postale.

Rimanere informati e mantenere un approccio critico verso comunicazioni inattese è la migliore difesa contro questo tipo di frodi, che fanno leva sulla paura per ingannare le persone.

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Di admin