Molti consumatori che noleggiano un’auto si sono trovati di fronte a un costo imprevisto in caso di infrazione al Codice della Strada: una penale aggiuntiva richiesta dalla società di noleggio per la gestione amministrativa della multa. Recenti interventi dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) e diverse sentenze hanno però chiarito la natura di questi addebiti, offrendo importanti tutele ai guidatori.
La questione delle penali per la gestione delle multe
La pratica contestata consiste nell’addebitare al cliente una somma forfettaria, spesso compresa tra 40 e 60 euro, in aggiunta all’importo della sanzione. Le compagnie di autonoleggio giustificano questo costo come un rimborso per le spese sostenute nella gestione della pratica, ovvero per comunicare alle autorità i dati del conducente al momento dell’infrazione.
Tuttavia, questa clausola, presente in molti contratti di noleggio, è stata oggetto di un’attenta analisi da parte dell’Antitrust, che ha avviato istruttorie nei confronti di diverse grandi società del settore, tra cui Autovia, B-Rent, Europcar, Locautorent, Sicily By Car e Sixt Rent a Car.
Perché le clausole sono state giudicate vessatorie
Nel giugno 2022, l’AGCM ha stabilito che queste penali costituiscono una clausola vessatoria, ovvero una condizione contrattuale che determina un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi a danno del consumatore. Le motivazioni principali alla base di questa decisione sono diverse e chiariscono perché tale costo è ritenuto ingiustificato.
- Squilibrio contrattuale: Il consumatore si trova in una posizione di debolezza, poiché il contratto di noleggio è un modulo standard che non può essere negoziato. Il cliente è quindi costretto ad accettare tutte le clausole per poter usufruire del servizio.
- Costo sproporzionato: L’importo della penale è stato ritenuto eccessivo rispetto all’effettiva attività svolta dalla società, che si limita a una semplice comunicazione telematica dei dati del locatario all’ente che ha emesso la multa.
- Nessun rischio per la società: Una riforma del Codice della Strada ha escluso la responsabilità solidale delle compagnie di autonoleggio per il pagamento delle multe. Ciò significa che la società non rischia di dover pagare la sanzione, eliminando la necessità di compensare eventuali costi legati a tale rischio.
Queste conclusioni sono state rafforzate anche da sentenze emesse da vari tribunali, che hanno confermato l’illegittimità di tali addebiti e dato ragione ai consumatori.
Diritti e tutele per chi noleggia un’auto
La dichiarazione di vessatorietà di una clausola ha una conseguenza pratica molto importante: la clausola è considerata nulla. Questo significa che è come se non fosse mai stata inserita nel contratto e non produce alcun effetto legale. Di conseguenza, il consumatore ha strumenti concreti per difendersi.
Cosa fare in caso di addebito della penale
- Rifiutare il pagamento: Se la società di noleggio richiede il pagamento della penale, è possibile contestare la richiesta facendo riferimento alla nullità della clausola, come stabilito dall’Antitrust.
- Chiedere il rimborso: Se l’importo è già stato pagato o addebitato automaticamente sulla carta di credito, il consumatore ha il diritto di chiederne la restituzione. È consigliabile inviare una comunicazione formale alla società, come una raccomandata o una PEC.
- Controllare sempre il contratto: Prima di firmare un contratto di noleggio, è fondamentale leggere attentamente tutte le condizioni, prestando particolare attenzione a quelle relative a multe, sanzioni e costi di gestione amministrativa.
Un segnale positivo arriva dal mercato: alcune compagnie, come Enjoy, pur non essendo state oggetto dell’istruttoria iniziale dell’AGCM, hanno già aggiornato le proprie condizioni contrattuali eliminando la penale. Questo indica una crescente consapevolezza nel settore e lascia sperare che altre società seguano l’esempio.
È fondamentale che i consumatori siano informati dei propri diritti per evitare di pagare somme non dovute. La vigilanza e la segnalazione di pratiche scorrette rimangono strumenti essenziali per garantire un mercato più equo e trasparente.
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