L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha imposto una sanzione di 10 milioni di euro a tre società del gruppo Bytedance, che controlla la popolare piattaforma TikTok. La decisione è arrivata al termine di un’istruttoria che ha evidenziato gravi carenze nei sistemi di controllo dei contenuti e una pratica commerciale scorretta legata al funzionamento del suo algoritmo di raccomandazione, con rischi significativi per la sicurezza psico-fisica degli utenti, in particolare dei minori.

Le accuse dell’Antitrust: contenuti pericolosi e controlli inadeguati

Al centro della contestazione dell’AGCM vi è la diffusione su TikTok di contenuti potenzialmente dannosi, esemplificati dal caso della challenge “cicatrice francese”. Questa e altre sfide virali simili espongono gli utenti, soprattutto i più giovani, a comportamenti autolesionistici o pericolosi, normalizzandoli attraverso la logica della condivisione di massa. Secondo l’Autorità, la piattaforma non ha adottato misure sufficienti per prevenire e rimuovere tali contenuti.

Un punto cruciale della decisione riguarda le Linee Guida della piattaforma. Sebbene TikTok rassicuri i propri utenti di offrire uno spazio “sicuro”, l’AGCM ha stabilito che queste regole non vengono applicate tenendo in adeguata considerazione la specifica vulnerabilità degli adolescenti. L’istruttoria ha sottolineato come i meccanismi cognitivi tipici di questa fascia d’età, come la difficoltà a distinguere la realtà dalla finzione e la tendenza a emulare i comportamenti del gruppo, rendano i giovani utenti particolarmente suscettibili ai rischi derivanti da contenuti non moderati efficacemente.

Il ruolo dell’algoritmo nel condizionamento degli utenti

La sanzione non riguarda solo la gestione dei contenuti, ma anche il cuore tecnologico della piattaforma: il suo sistema di raccomandazione. L’algoritmo di TikTok seleziona e propone costantemente video nelle sezioni “Per Te” e “Seguiti” basandosi sulla profilazione dell’utente. L’obiettivo commerciale è massimizzare il tempo di permanenza sulla piattaforma e le interazioni, elementi che aumentano la redditività derivante dagli introiti pubblicitari.

Secondo l’Antitrust, questo meccanismo genera un “indebito condizionamento” degli utenti. Invece di essere uno strumento neutro, l’algoritmo stimola attivamente un uso sempre più intensivo della piattaforma, potenziando la visibilità di contenuti che generano reazioni forti, inclusi quelli pericolosi. In questo modo, il modello di business della piattaforma finisce per prevalere sulle necessarie tutele per la sicurezza degli iscritti.

Cosa significa per i consumatori e la tutela dei minori

La decisione dell’AGCM ha importanti implicazioni per i consumatori e stabilisce un principio di responsabilità per le piattaforme digitali. La sanzione evidenzia che non è sufficiente dotarsi di policy formali se queste non vengono poi applicate in modo concreto ed efficace per proteggere gli anelli deboli della catena, come i minori.

Le principali mancanze di TikTok identificate dall’Autorità includono:

  • Controlli insufficienti: La piattaforma non ha vigilato adeguatamente sulla tipologia di contenuti che circolano, permettendo la diffusione di sfide pericolose.
  • Linee guida inefficaci: Le regole interne si sono rivelate inadeguate a proteggere gli adolescenti, non tenendo conto della loro specifica vulnerabilità psicologica.
  • Algoritmo condizionante: Il sistema di raccomandazione è stato considerato uno strumento che spinge a un uso eccessivo e potenzialmente dannoso del social network.
  • Comunicazione non trasparente: La promessa di un ambiente “sicuro” non è stata supportata da azioni concrete e sufficienti a garantirlo.

Questa sanzione riafferma il diritto degli utenti, specialmente dei più giovani, a navigare in ambienti digitali protetti, dove la sicurezza non sia subordinata agli interessi commerciali. Per i genitori e gli educatori, rappresenta un ulteriore richiamo all’importanza di un dialogo aperto con i ragazzi sui rischi associati all’uso dei social media.

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Di admin