La segnalazione di una madre, che denuncia di essere stata allontanata dall’hospice dove è ricoverato il figlio, solleva interrogativi cruciali sui diritti dei pazienti e sulla qualità dell’assistenza nelle strutture di cure palliative. L’episodio, che avrebbe avuto luogo presso l’Hospice “Casa delle Farfalle” di Isola del Liri, in provincia di Frosinone, mette in luce la delicata gestione dei rapporti umani in contesti di fine vita.

La vicenda e la richiesta di verifiche

Secondo quanto riportato, una donna ha raccontato di non aver potuto assistere il proprio figlio, un paziente della struttura. Di fronte a questa testimonianza, un’associazione di consumatori ha intrapreso un’azione formale, inviando una diffida all’hospice, all’Azienda Sanitaria Locale (ASL) competente e alla Regione Lazio. L’obiettivo è chiedere di avviare verifiche immediate per chiarire la dinamica dei fatti e accertare eventuali responsabilità, garantendo il rispetto dei diritti del paziente e dei suoi familiari in un momento di estrema fragilità.

Il ruolo fondamentale dell’hospice e delle cure palliative

Gli hospice sono strutture sanitarie dedicate all’assistenza di persone affette da malattie inguaribili in fase avanzata. L’obiettivo delle cure palliative non è solo il controllo dei sintomi fisici, come il dolore, ma anche il supporto psicologico, sociale e spirituale al paziente e alla sua famiglia. In questo contesto, la dimensione umana e relazionale assume un’importanza pari a quella clinica. La presenza dei propri cari è spesso una componente essenziale del percorso di cura, contribuendo a dare sollievo, dignità e serenità al paziente. Un approccio che pone al centro la persona nella sua interezza è il fondamento di un’assistenza di qualità.

Diritti dei pazienti e dei familiari in hospice

La legislazione e le buone pratiche sanitarie tutelano i diritti delle persone in fase terminale. Sebbene ogni struttura possa avere regolamenti interni per le visite, questi devono essere applicati con flessibilità e umanità, tenendo conto della delicatezza della situazione. Tra i diritti fondamentali del paziente e dei suoi familiari rientrano:

  • Diritto a cure appropriate: Ricevere assistenza continua e personalizzata, finalizzata al controllo del dolore e al miglioramento della qualità della vita.
  • Diritto al rispetto della dignità: Essere trattati con rispetto, tutelando la privacy e le volontà del paziente, incluse quelle espresse nelle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT).
  • Diritto all’informazione: Ottenere informazioni chiare e complete sul percorso di cura, sulle opzioni terapeutiche e sulla loro evoluzione.
  • Diritto al supporto affettivo: Essere assistiti dai propri familiari e mantenere i legami affettivi, considerati parte integrante della terapia del sollievo.

Un allontanamento forzato e immotivato di un familiare stretto, come una madre, appare in contrasto con i principi stessi delle cure palliative, che valorizzano la rete di supporto del paziente come risorsa terapeutica.

Cosa fare in caso di criticità con una struttura sanitaria

Quando un paziente o i suoi familiari ritengono che i propri diritti non siano rispettati, è possibile intraprendere diverse azioni per tutelarsi. Il primo passo è sempre il dialogo con la direzione sanitaria della struttura per esporre il problema e cercare una soluzione immediata. Se questo non fosse sufficiente, è consigliabile procedere in modo più formale.

  1. Presentare un reclamo scritto: Rivolgersi all’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) della struttura o dell’ASL di competenza, descrivendo dettagliatamente i fatti accaduti.
  2. Segnalare all’ASL di competenza: Informare l’Azienda Sanitaria Locale, che ha compiti di vigilanza e controllo sulle strutture sanitarie accreditate nel suo territorio.
  3. Richiedere supporto specializzato: Contattare un’associazione di tutela dei consumatori e dei diritti del malato per ricevere assistenza legale e supporto nella gestione della segnalazione.

Vigilare sulla qualità dell’assistenza e sul rispetto dei diritti nelle strutture sanitarie, specialmente in quelle dedicate ai pazienti più fragili, è un dovere civico. La dignità di una persona si misura anche dalla capacità del sistema di prendersene cura con competenza e umanità fino all’ultimo momento.

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Di admin