L’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali ha ufficialmente avviato un’istruttoria nei confronti di OpenAI, la società statunitense nota per lo sviluppo di ChatGPT. Al centro dell’indagine c’è Sora, il suo nuovo e potente modello di intelligenza artificiale in grado di generare video realistici e complessi a partire da semplici istruzioni testuali. L’iniziativa del Garante mira a chiarire le implicazioni del servizio per la privacy dei cittadini europei e italiani, prima ancora di una sua eventuale diffusione su larga scala.
Cos’è Sora e quali sono le preoccupazioni per la privacy
Sora rappresenta un’evoluzione significativa nel campo dell’intelligenza artificiale generativa. A differenza dei modelli che producono testo o immagini, Sora è progettato per creare scene video dinamiche, che possono apparire indistinguibili da riprese reali o dar vita a scenari di pura fantasia. Questa capacità, sebbene tecnologicamente impressionante, solleva importanti interrogativi sulla protezione dei dati personali.
La principale preoccupazione delle autorità di regolamentazione riguarda il processo di addestramento di questi algoritmi. Per imparare a generare contenuti così sofisticati, i modelli di IA vengono “nutriti” con enormi quantità di dati, spesso raccolti su vasta scala da internet. Il rischio concreto è che in questi dataset finiscano immagini, video e informazioni personali di individui, utilizzati senza il loro esplicito consenso o senza una base giuridica adeguata, come previsto dal Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR).
Le richieste del Garante a OpenAI
L’istruttoria del Garante Privacy si concentra su aspetti specifici e cruciali per valutare la conformità di Sora alla normativa europea. L’Autorità ha richiesto a OpenAI di fornire chiarimenti dettagliati entro 20 giorni su diversi punti chiave. La società dovrà specificare:
- Modalità di addestramento: Quali sono le tecniche e le logiche utilizzate per addestrare l’algoritmo di Sora.
- Natura dei dati utilizzati: Se per l’addestramento sono stati raccolti e trattati dati personali, inclusi quelli appartenenti a categorie particolari (come opinioni politiche, convinzioni religiose, dati biometrici o relativi alla salute).
- Fonti dei dati: Da dove provengono le informazioni utilizzate per istruire il modello, per comprendere se siano state utilizzate fonti pubbliche o private e con quali criteri.
- Disponibilità del servizio: Se Sora è già accessibile al pubblico nell’Unione Europea o se è previsto un suo futuro lancio nel mercato italiano ed europeo.
- Base giuridica e trasparenza: Quali sono le basi giuridiche che giustificano il trattamento dei dati e come OpenAI intende informare gli utenti e i non utenti i cui dati potrebbero essere stati utilizzati.
Queste domande mirano a fare luce sulla “scatola nera” dell’addestramento dell’IA, un’area spesso opaca che rappresenta una sfida per la tutela dei diritti fondamentali dei cittadini.
Cosa significa per i consumatori: diritti e rischi
L’intervento preventivo del Garante è fondamentale per i consumatori, poiché anticipa i potenziali rischi legati a una tecnologia così potente. Le implicazioni di un modello come Sora sono molteplici e vanno oltre la semplice privacy.
Un rischio evidente è l’uso improprio per la creazione di deepfake, video falsi ma estremamente realistici che possono essere usati per diffamazione, truffe o campagne di disinformazione. Inoltre, l’utilizzo non autorizzato dell’immagine di una persona per addestrare un algoritmo costituisce una violazione del diritto al controllo sui propri dati personali.
L’azione del Garante si inserisce in un contesto più ampio di attenzione europea verso l’intelligenza artificiale, come dimostra l’approvazione dell’AI Act. L’obiettivo è garantire che l’innovazione tecnologica proceda nel rispetto delle leggi e dei diritti individuali, assicurando che i cittadini mantengano il controllo sulle proprie informazioni. Per i consumatori, questo significa poter contare su autorità che vigilano affinché le aziende operino in modo trasparente e responsabile.
Se un servizio come Sora dovesse essere reso disponibile, gli utenti avrebbero il diritto di sapere come i loro dati vengono trattati e di esercitare i diritti previsti dal GDPR, come l’accesso, la rettifica e la cancellazione delle proprie informazioni personali.
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