Trenitalia ha avviato una sperimentazione per dotare il proprio personale a bordo dei treni di bodycam, dispositivi indossabili progettati per aumentare la sicurezza di dipendenti e passeggeri. L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra Fs Security e Trenitalia, mira a prevenire e contrastare episodi di aggressione e comportamenti violenti, rappresentando un ulteriore passo verso un sistema di trasporto ferroviario più sicuro.

Come funziona la sperimentazione delle bodycam

Il progetto è stato lanciato inizialmente in Emilia Romagna, coinvolgendo trenta capitreno che hanno aderito su base volontaria. Le bodycam sono piccole videocamere che il personale indossa sull’uniforme. Sebbene il dispositivo sia sempre acceso, la registrazione non è continua. È il lavoratore stesso a decidere quando attivarla, premendo un pulsante in situazioni di necessità, come in caso di minacce, aggressioni verbali o fisiche, o altri comportamenti che mettono a rischio la sicurezza a bordo.

Questa modalità di funzionamento è stata studiata per trovare un equilibrio tra l’esigenza di sicurezza e la tutela della privacy dei viaggiatori. L’adozione di questo strumento è avvenuta in accordo con le organizzazioni sindacali e rispetta precise prescrizioni normative per garantire che i dati raccolti siano trattati in modo lecito e trasparente. Le registrazioni vengono utilizzate esclusivamente per finalità di tutela legale e come prova in caso di illeciti.

Un sistema di sicurezza integrato a bordo treno

L’introduzione delle bodycam non è una misura isolata, ma si inserisce in una strategia di sicurezza più ampia e articolata messa in campo dal Gruppo FS. Questo strumento si affianca ad altre soluzioni già operative per proteggere chi viaggia e chi lavora sui treni. Tra queste misure rientrano:

  • Team di vigilanza: La presenza di personale di Fs Security, sia a terra che a bordo dei convogli, funge da deterrente e garantisce un intervento rapido in caso di necessità.
  • Videosorveglianza avanzata: Tutti i nuovi treni regionali sono equipaggiati con un sistema di telecamere a circuito chiuso. Molti di questi dispongono di videosorveglianza live, che permette al capotreno di monitorare in tempo reale ciò che accade nelle carrozze.
  • Contatto diretto con la Polizia Ferroviaria: In caso di emergenza, il personale di bordo può utilizzare un numero dedicato per contattare direttamente la Polfer, richiedendo un intervento immediato e coordinato.

L’integrazione di queste tecnologie e risorse umane mira a creare un ambiente più controllato e sicuro, riducendo i rischi per tutti i presenti a bordo.

Cosa cambia per i passeggeri e il personale

L’adozione delle bodycam ha implicazioni dirette sia per i viaggiatori che per i dipendenti di Trenitalia. Per i passeggeri, la presenza visibile di questi dispositivi può aumentare la percezione di sicurezza e agire come un forte deterrente contro comportamenti scorretti o illegali. Sapere che eventuali aggressioni possono essere registrate contribuisce a creare un clima di maggiore tranquillità durante il viaggio.

Per il personale, le bodycam rappresentano uno strumento di autotutela fondamentale. Forniscono una prova oggettiva in caso di aggressione, facilitando la denuncia e l’azione legale contro i responsabili. Questo non solo protegge il lavoratore dal punto di vista fisico e legale, ma contribuisce anche a ridurre lo stress legato a situazioni di conflitto. Dopo la fase pilota in Emilia Romagna, la sperimentazione si sta gradualmente estendendo ad altre regioni italiane, a conferma della validità del progetto nel migliorare le condizioni di sicurezza complessive.

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Di admin