L’Italia ha avviato un’iniziativa senza precedenti per la tutela e il ripristino dei suoi ecosistemi marini. Si tratta del progetto Marine Ecosystem Restoration (MER), un piano ambizioso finanziato con 400 milioni di euro dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). L’obiettivo è mappare l’intera costa nazionale per creare un “Atlante digitale dei mari”, uno strumento fondamentale per proteggere la biodiversità e migliorare la gestione delle risorse costiere.
Un Atlante Digitale per i Mari Italiani
Il cuore del progetto MER, coordinato dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), è una campagna di monitoraggio straordinaria che coprirà circa 10.200 km² di fondali. Per la prima volta, l’intera fascia costiera italiana sarà analizzata con un livello di dettaglio mai raggiunto prima. L’operazione utilizzerà un insieme di tecnologie all’avanguardia per restituire una fotografia completa e ad altissima risoluzione dei nostri mari.
Tra le tecnologie impiegate figurano:
- Sensori LiDAR e ottici aviotrasportati: per scandagliare i fondali bassi con estrema precisione.
- Gravimetria aerea: una tecnica che misura le variazioni del campo gravitazionale per definire con maggior dettaglio la morfologia del fondale.
- Sensori satellitari: per un monitoraggio su larga scala.
- Tecnologia multibeam e veicoli sottomarini autonomi (AUV): per l’osservazione diretta e la mappatura di oltre 4.000 chilometri di costa, incluse aree profonde e poco conosciute.
L’attenzione principale è rivolta alla mappatura delle praterie di Posidonia oceanica e Cymodocea nodosa, veri e propri polmoni del Mediterraneo, essenziali per la biodiversità e la protezione delle coste dall’erosione.
Obiettivi e Benefici per l’Ambiente e i Cittadini
La creazione di questo atlante digitale non è un semplice esercizio scientifico, ma un’azione strategica con ricadute concrete. I dati raccolti permetteranno di migliorare significativamente la capacità di proteggere e gestire l’ambiente marino. Gli obiettivi principali includono il rafforzamento del Sistema Nazionale di Osservazione degli ecosistemi e il supporto alle decisioni delle amministrazioni locali.
I benefici attesi sono molteplici:
- Protezione della biodiversità: Identificare e monitorare habitat e specie di interesse conservazionistico, inclusi oltre 70 monti sottomarini in gran parte inesplorati.
- Lotta all’erosione costiera: Fornire previsioni affidabili sui fenomeni di erosione e sulla vulnerabilità delle coste in caso di eventi estremi come mareggiate e inondazioni.
- Pianificazione sostenibile: Valutare la sostenibilità delle attività umane in mare e pianificare misure di mitigazione per affrontare le sfide del cambiamento climatico.
- Conoscenza scientifica: Indagare aree marine profonde, fino a 2.000 metri, quasi completamente sconosciute, con potenziali scoperte di nuove specie e habitat.
Azioni Concrete per la Salute del Mare
Oltre alla mappatura, il piano MER prevede una serie di interventi pratici, già in fase avanzata, per affrontare alcune delle principali minacce che gravano sui nostri mari.
Campi di Ormeggio a Basso Impatto
Per proteggere i fondali sensibili, come le praterie di Posidonia e il coralligeno, verranno installati 91 campi di ormeggio in 18 aree marine protette e Parchi Nazionali. Questi sistemi, composti da gavitelli assicurati al fondale con tecniche a basso impatto, evitano i danni causati dagli ancoraggi delle imbarcazioni da diporto, un problema particolarmente grave durante la stagione estiva.
Rimozione delle Reti Fantasma
È stata avviata la procedura per rimuovere le “reti fantasma”, ovvero gli attrezzi da pesca abbandonati che rappresentano una trappola mortale per la fauna marina e una fonte di inquinamento. Squadre di subacquei specializzati, con l’ausilio di robot sottomarini (ROV), opereranno per bonificare i fondali da questi rifiuti pericolosi, che secondo i dati ISPRA costituiscono la stragrande maggioranza dei detriti legati alla pesca.
Ripopolamento delle Ostriche
Un altro intervento significativo riguarda la ricostruzione dei banchi di ostrica piatta europea (Ostrea edulis), una specie autoctona fondamentale per la salute dell’ecosistema. Le ostriche sono considerate “ingegneri ecosistemici” perché creano delle vere e proprie scogliere che offrono riparo a numerose altre specie. Il progetto prevede l’allevamento di un milione di larve da reintrodurre in cinque regioni adriatiche per ripristinare un habitat oggi gravemente minacciato.
Il progetto MER si completa con la costruzione di una nuova nave da ricerca oceanografica all’avanguardia e di una piattaforma informativa per rendere accessibili a tutti i dati raccolti, promuovendo una gestione trasparente e partecipata del nostro patrimonio marino.
Queste iniziative rappresentano un investimento cruciale per il futuro del Mar Mediterraneo, un passo fondamentale per garantire che le sue ricchezze naturali possano essere preservate e valorizzate in modo sostenibile.
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