Il caso Green Project Agency sta assumendo dimensioni nazionali, con un numero crescente di consumatori che segnalano gravi inadempienze contrattuali. L’azienda, con sede in provincia di Venezia, aveva proposto offerte apparentemente vantaggiose per l’installazione di impianti di risparmio energetico e la fornitura di energia a costi ridotti. Tuttavia, le promesse iniziali si sono trasformate per molti clienti in un serio problema economico e gestionale, tanto da attirare l’attenzione della Procura della Repubblica, che ha avviato un’indagine per truffa ai danni dello Stato e altri possibili reati.
Le promesse non mantenute di Green Project
L’offerta commerciale di Green Project Agency si basava su due pilastri: l’efficientamento energetico e la convenienza economica. Ai clienti venivano proposti impianti come caldaie a condensazione, pannelli fotovoltaici e sistemi di domotica, uniti a contratti di fornitura di energia che promettevano un notevole risparmio. La strategia di vendita, particolarmente aggressiva, includeva metodi come il porta a porta e il passaparola, che hanno permesso una rapida diffusione delle offerte su tutto il territorio italiano.
Il meccanismo, però, ha mostrato presto delle crepe. Secondo le testimonianze raccolte, le promesse di risparmio e di efficienza non si sono concretizzate, lasciando i clienti in una situazione peggiore di quella di partenza. Molti si sono ritrovati intrappolati in contratti complessi e onerosi senza ricevere i benefici promessi.
I problemi concreti per i consumatori
Le difficoltà riscontrate dai clienti di Green Project Agency sono numerose e riguardano sia la parte impiantistica sia quella della fornitura energetica. La combinazione di questi problemi ha generato un forte disagio e perdite economiche significative per le famiglie coinvolte. I disservizi più comuni includono:
- Impianti non completati: In molti casi, gli impianti di risparmio energetico non sono mai stati installati, sono stati montati solo parzialmente oppure non hanno mai ricevuto il collaudo finale, risultando di fatto inutilizzabili.
- Bollette anomale: Dopo un breve periodo iniziale con bollette azzerate o molto basse, i clienti hanno iniziato a ricevere fatture con importi elevati da parte della società fornitrice, vanificando qualsiasi promessa di risparmio.
- Finanziamenti onerosi: Per l’acquisto degli impianti, molti consumatori hanno sottoscritto contratti di finanziamento. Ora si trovano a dover pagare le rate per un bene che non hanno mai ricevuto o che non funziona correttamente.
- Minacce di distacco: A fronte di bollette insostenibili, alcuni utenti hanno ricevuto solleciti di pagamento e minacce di messa in mora o di interruzione della fornitura di energia elettrica e gas.
Questa situazione ha creato un doppio danno economico: da un lato i costi fissi del finanziamento e dall’altro le bollette energetiche elevate, il tutto senza alcun vantaggio in termini di efficientamento energetico.
Un quadro complesso con diverse parti lese
La vicenda non coinvolge solo i consumatori finali. Anche altre figure appaiono come parti lese in questo complesso scenario. Società fornitrici di energia, come Domestika Energia, si trovano a dover gestire crediti insoluti e la rabbia di clienti che si sentono traditi. Allo stesso modo, molti agenti commerciali che avevano promosso le offerte in buona fede si ritrovano ora a essere il primo bersaglio delle proteste, pur essendo stati, in molti casi, ignari delle criticità del sistema.
La complessità è aggravata dall’indagine giudiziaria in corso, che mira a fare luce sulle responsabilità penali e a verificare l’ipotesi di una truffa strutturata, anche in relazione all’utilizzo di incentivi statali. La situazione è delicata e richiede un approccio attento per tutelare i diritti di tutte le parti danneggiate.
Cosa possono fare i clienti coinvolti
Per i consumatori che hanno sottoscritto un contratto con Green Project Agency e stanno subendo disservizi, è fondamentale agire in modo informato. Il primo passo è raccogliere tutta la documentazione disponibile: il contratto di fornitura, il contratto di finanziamento, le comunicazioni intercorse con l’azienda, le fatture e le ricevute di pagamento. È sconsigliabile interrompere autonomamente i pagamenti delle rate del finanziamento senza prima aver consultato un esperto, per non rischiare di essere segnalati come cattivi pagatori.
È possibile contestare formalmente gli addebiti e le inadempienze contrattuali. Rivolgersi a un’associazione di consumatori può aiutare a valutare le opzioni legali disponibili, che possono includere la richiesta di risoluzione del contratto per inadempimento, il risarcimento dei danni subiti e l’annullamento del finanziamento collegato.
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