L’INPS ha reso disponibili gli esiti delle domande per l’Assegno di Inclusione (ADI) presentate entro la fine di gennaio. I cittadini che hanno inoltrato la richiesta possono ora accedere al portale istituzionale per conoscere lo stato della propria pratica. Comprendere il significato di ogni esito è fondamentale per sapere come procedere, specialmente in caso di richieste di integrazione o di rigetto.

Come verificare lo stato della domanda

Per controllare l’esito della propria richiesta di Assegno di Inclusione, è necessario seguire una procedura semplice e interamente digitale. Il richiedente deve accedere all’area personale del sito web dell’INPS utilizzando le proprie credenziali digitali, come SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi). Una volta effettuato l’accesso, occorre navigare fino alla sezione dedicata alla procedura ADI, dove sarà possibile visualizzare lo stato aggiornato della domanda.

I possibili esiti della domanda e il loro significato

Dopo la verifica da parte dell’INPS, la domanda può avere diversi stati. È importante conoscerli per intraprendere le azioni corrette. Gli esiti principali sono quattro:

  • Accolta: La domanda ha superato tutti i controlli e i requisiti sono stati verificati positivamente. Il richiedente riceverà il beneficio economico secondo le modalità e le tempistiche previste dalla normativa.
  • Respinta: La domanda non è stata accettata perché non soddisfa uno o più requisiti previsti dalla legge. In questo caso, è possibile presentare un’istanza di riesame o un ricorso giudiziario.
  • In evidenza: Questo stato indica la necessità di un supplemento istruttorio. Solitamente si verifica in presenza di difformità o omissioni nell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE). Il richiedente riceve una comunicazione e ha 60 giorni di tempo per integrare la documentazione o presentare una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU). Se il termine scade senza interventi, la domanda viene respinta.
  • Sospesa: La domanda viene temporaneamente bloccata per consentire all’INPS di effettuare verifiche aggiuntive. La sospensione può essere dovuta a incongruenze tra la DSU e i dati anagrafici, alla necessità di accertare una condizione di svantaggio dichiarata, o per controlli sui requisiti reddituali o sulla presenza di persone con disabilità nel nucleo familiare.

Cosa fare in caso di domanda sospesa o respinta

Se la domanda non viene accolta immediatamente, esistono percorsi specifici per tutelare i propri diritti. La procedura da seguire varia a seconda dello stato della pratica.

Gestione della domanda sospesa

Per le domande sospese a causa di verifiche sulla condizione di svantaggio, vige il principio del silenzio-assenso. Se l’amministrazione competente non certifica la condizione entro 60 giorni, l’INPS è tenuta a considerare la domanda come accolta e a procedere con il pagamento. Per altre tipologie di sospensione, come quelle relative a controlli reddituali, l’INPS comunicherà l’esito definitivo al termine delle verifiche.

Azioni in caso di domanda respinta

Di fronte a una domanda respinta, il cittadino ha due opzioni principali. Dal 27 febbraio, l’INPS rende visibili sul portale i dettagli delle motivazioni del rigetto, informazione essenziale per decidere come agire.

  1. Istanza di riesame: È possibile presentare una richiesta di riesame all’INPS entro 30 giorni dalla comunicazione del rigetto. Questa opzione è utile se si ritiene che ci sia stato un errore nella valutazione o se si possono fornire documenti che chiariscono la propria posizione.
  2. Ricorso giudiziario: In alternativa, si può intraprendere un’azione legale per far valere i propri diritti in tribunale.

È quindi cruciale monitorare attentamente lo stato della propria domanda sul portale INPS e agire tempestivamente in caso di esito non positivo, rispettando le scadenze previste per non perdere il diritto al beneficio.

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Di admin