Il Bonus per genitori separati è stato un contributo economico una tantum istituito per sostenere i genitori in stato di bisogno che non hanno ricevuto l’assegno di mantenimento durante l’emergenza Covid-19. La misura, gestita dall’INPS, prevedeva una finestra temporale specifica per la presentazione delle domande, che si è conclusa il 31 marzo 2024. Sebbene non sia più possibile richiedere questo specifico bonus, è utile comprenderne il funzionamento e i requisiti.
In cosa consisteva il Bonus Genitori Separati
Il contributo è stato introdotto per mitigare le difficoltà economiche dei genitori separati, divorziati o non conviventi che si sono trovati senza il sostegno dell’assegno di mantenimento. La misura copriva i mancati pagamenti avvenuti nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2022. La causa del mancato versamento doveva essere direttamente collegata alle conseguenze economiche della pandemia, come la cessazione, riduzione o sospensione dell’attività lavorativa del genitore obbligato al pagamento.
L’importo del bonus era pari alla somma non versata dell’assegno di mantenimento, fino a un massimo di 800 euro mensili, per un massimo di dodici mensilità. Il contributo veniva erogato in un’unica soluzione, coprendo i mesi per cui non era stato ricevuto il mantenimento.
I requisiti per accedere al contributo
Per poter beneficiare del bonus, il genitore richiedente doveva soddisfare una serie di condizioni precise, volte a identificare le situazioni di reale necessità economica. La mancanza anche di uno solo di questi requisiti impediva l’accesso al beneficio.
I principali criteri di ammissione erano i seguenti:
- Stato di bisogno: Il richiedente doveva avere un reddito, relativo all’anno in cui non ha percepito l’assegno, inferiore o uguale a 8.174 euro.
- Convivenza con figli: Era necessario essere convivente con figli minori o maggiorenni portatori di handicap grave durante il periodo del mancato pagamento.
- Mancata percezione dell’assegno: Il genitore doveva dimostrare di non aver ricevuto, in tutto o in parte, l’assegno di mantenimento spettante per sé e per i figli.
- Causa legata al Covid-19: L’inadempienza del genitore obbligato doveva essere una conseguenza diretta della sua ridotta capacità economica dovuta alla crisi pandemica.
Modalità di richiesta e scadenze
La procedura per la richiesta del bonus era interamente telematica. Le domande dovevano essere presentate esclusivamente attraverso il portale dell’INPS, accedendo alla sezione “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche” tramite le proprie credenziali digitali (SPID, CIE o CNS). Non era possibile presentare la domanda tramite intermediari come patronati o CAF.
Il termine ultimo per l’invio delle richieste era fissato per il 31 marzo 2024. Di conseguenza, la finestra per accedere a questa specifica misura di sostegno è ormai chiusa e non sono previste al momento nuove aperture o proroghe.
Tutele e alternative per i genitori in difficoltà
Anche se il bonus specifico per l’emergenza Covid non è più attivo, i genitori che non ricevono l’assegno di mantenimento hanno a disposizione altri strumenti di tutela. La prima azione da intraprendere è quella legale, per ottenere l’adempimento forzato del genitore obbligato. È consigliabile rivolgersi a un avvocato per avviare le procedure necessarie, come il pignoramento dei beni o dello stipendio.
Inoltre, è importante verificare la possibilità di accedere ad altre misure di sostegno al reddito a livello nazionale o locale, come l’Assegno Unico e Universale per i figli a carico o altri bonus e agevolazioni sociali erogati dai Comuni o dalle Regioni per le famiglie in difficoltà economica.
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