Con la fine del Reddito di Cittadinanza (Rdc), cambiano le modalità di erogazione dell’Assegno Unico e Universale (AUU) per i figli a carico. Le famiglie che in passato ricevevano il beneficio direttamente sulla carta Rdc devono ora presentare una domanda autonoma all’INPS per garantire la continuità dei pagamenti. Questa nuova procedura è obbligatoria per tutti i nuclei familiari interessati, inclusi quelli a cui il Reddito di Cittadinanza era stato sospeso nel corso del 2023.

Cosa cambia per gli ex percettori di Reddito di Cittadinanza

Fino al 2023, molti nuclei familiari beneficiavano dell’accredito automatico dell’Assegno Unico come integrazione del Reddito di Cittadinanza. Questo meccanismo semplificato è terminato con la soppressione del Rdc. Di conseguenza, per continuare a ricevere il sostegno economico per i figli a carico a partire dalla mensilità di marzo 2024, è indispensabile attivarsi e inoltrare una richiesta specifica. L’assenza di una nuova domanda comporterà l’interruzione dei pagamenti, poiché l’INPS non potrà più erogare la prestazione in automatico.

Scadenze e modalità per presentare la domanda

Per evitare interruzioni nei pagamenti, è fondamentale rispettare le tempistiche definite dall’INPS. Sebbene le domande potessero essere presentate già dai primi mesi dell’anno, la data chiave da ricordare è il 30 giugno 2024. Presentando la richiesta entro questo termine, le famiglie avranno diritto a ricevere anche gli arretrati a partire dalla mensilità di marzo 2024. Chi invece presenterà la domanda dopo il 30 giugno non perderà il diritto al beneficio, ma l’erogazione partirà dal mese successivo alla data della richiesta, senza possibilità di recuperare le mensilità precedenti.

Riepilogo delle scadenze

  • Domanda presentata entro il 30 giugno 2024: l’erogazione dell’Assegno Unico parte da marzo 2024, con il riconoscimento di tutti gli arretrati.
  • Domanda presentata dal 1° luglio 2024 in poi: l’erogazione inizia dal mese successivo a quello di presentazione, senza diritto agli arretrati.

Guida pratica per una richiesta corretta

Per assicurarsi che la procedura vada a buon fine e che l’importo ricevuto sia corretto, è importante prestare attenzione ad alcuni aspetti pratici. Seguire questi passaggi aiuta a prevenire ritardi o problemi nell’accredito delle somme spettanti.

1. Presentare un ISEE aggiornato

L’importo dell’Assegno Unico è calcolato sulla base dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) del nucleo familiare. Per ottenere l’importo pieno a cui si ha diritto, è cruciale disporre di un ISEE in corso di validità. In assenza di un ISEE valido, l’INPS erogherà solo l’importo minimo previsto dalla normativa, indipendentemente dalla reale condizione economica della famiglia.

2. Verificare la correttezza dell’IBAN

Un altro passaggio fondamentale è il controllo del codice IBAN fornito nella domanda. L’IBAN del conto corrente o della carta prepagata deve essere intestato o cointestato al richiedente della prestazione. Un IBAN errato o intestato a una persona diversa dal richiedente può causare il blocco dei pagamenti. È quindi consigliabile verificare con attenzione le coordinate bancarie prima di inviare la richiesta.

3. Canali per l’invio della domanda

La domanda per l’Assegno Unico può essere presentata attraverso i canali ufficiali dell’INPS. I cittadini possono procedere in autonomia tramite il portale web dell’Istituto, accedendo con le proprie credenziali (SPID, CIE o CNS). In alternativa, è possibile rivolgersi a un patronato o a un Centro di Assistenza Fiscale (CAF) per ricevere supporto gratuito nella compilazione e nell’invio della pratica.

Agire tempestivamente è la scelta migliore per assicurare al proprio nucleo familiare il sostegno economico previsto senza interruzioni. Verificare tutti i dati e presentare la domanda entro i termini stabiliti è essenziale per tutelare i propri diritti.

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Di admin