Il settore delle polizze vita in Italia ha attraversato una fase di contrazione nel 2022, con una raccolta premi complessiva di 109,6 miliardi di euro, segnando una diminuzione del 14,1% rispetto all’anno precedente. Questo calo, evidenziato dai dati dell’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni), riflette un cambiamento nelle preferenze degli investitori, sempre più orientati verso prodotti a basso rischio in un contesto di incertezza economica.

Analisi del mercato assicurativo vita nel 2022

La flessione della raccolta premi ha interessato sia le compagnie assicurative italiane, che hanno registrato un calo del 10,7%, sia quelle estere, con una diminuzione più marcata del 28,8%. L’analisi dei dati rivela un trend chiaro: i consumatori hanno mostrato una crescente preferenza per soluzioni di investimento più tradizionali e percepite come più sicure.

Nello specifico, si osserva un andamento divergente tra le diverse tipologie di prodotti:

  • Ramo I (Polizze Rivalutabili): La raccolta premi per questi prodotti è cresciuta dell’1,8%. Si tratta di polizze tradizionali che garantiscono la conservazione del capitale e offrono un rendimento minimo legato alla gestione separata, rappresentando una scelta prudente per gli investitori.
  • Unit-Linked: Questi prodotti, il cui valore è direttamente collegato all’andamento di fondi di investimento interni, hanno subito un crollo del 36,6%. La loro natura più volatile li ha resi meno attraenti in un periodo di instabilità dei mercati finanziari.
  • Multiramo: Anche le polizze multiramo, che combinano una componente di gestione separata (Ramo I) con una legata a fondi (Unit-Linked), hanno visto una riduzione della raccolta dell’11,0%. Nonostante il calo, questa tipologia di prodotto si conferma la più diffusa, rappresentando il 42,3% del totale.

Costi e rendimenti: come orientarsi nell’offerta

I dati relativi all’offerta commerciale, aggiornati a ottobre 2023, forniscono indicazioni preziose per i consumatori che intendono sottoscrivere una polizza vita. La struttura dei costi e i rendimenti attesi variano significativamente in base alla tipologia di prodotto e al livello di rischio associato.

I prodotti multiramo costituiscono il 40% dell’offerta complessiva, ma si nota una riduzione dei prodotti unit-linked e un leggero aumento di quelli rivalutabili. La maggior parte della raccolta (70%) avviene ancora tramite i canali bancari e finanziari.

Confronto tra le principali tipologie di polizze

Per scegliere in modo consapevole, è fondamentale comprendere le differenze in termini di costi e performance potenziali:

  • Prodotti Rivalutabili (Ramo I): Sono i meno costosi, con un costo medio che incide per l’1,8% sul rendimento annuo. Offrono anche i rendimenti attesi più contenuti, pari in media all’1,0%, ma con un profilo di rischio basso.
  • Prodotti Unit-Linked: Rappresentano l’opzione più costosa, con un’incidenza media del 2,9% sul rendimento. A fronte di un rischio più elevato, offrono rendimenti attesi superiori, in media del 3,2%.
  • Prodotti Multiramo: Si collocano in una posizione intermedia, con un rendimento atteso medio del 2,7%.

In generale, i costi aumentano in proporzione alla rischiosità dell’investimento: si passa da un costo medio del 2,1% per i prodotti a basso rischio a un 3,5% per quelli ad alto rischio.

Cosa significano questi dati per i consumatori

Il quadro delineato dall’IVASS suggerisce una maggiore cautela da parte degli investitori. Per chi si avvicina al mondo delle polizze vita, è essenziale valutare attentamente il proprio profilo di rischio e gli obiettivi di lungo termine. Le polizze rivalutabili possono essere adatte a chi cerca sicurezza e protezione del capitale, mentre le unit-linked si rivolgono a chi è disposto ad assumersi maggiori rischi per ottenere rendimenti potenzialmente più alti.

Prima di firmare un contratto, è cruciale analizzare in dettaglio il documento informativo (KID), prestando particolare attenzione ai costi, che possono erodere in modo significativo la performance finale dell’investimento. La tendenza al rialzo dei tassi di interesse nel corso del 2023 ha migliorato i rendimenti attesi, ma è importante ricordare che le performance passate non sono indicative di quelle future.

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Di admin