L’Assegno di Inclusione (ADI) è la misura di sostegno economico e di inclusione sociale destinata a sostituire il Reddito di Cittadinanza per i nuclei familiari in condizioni di fragilità. Questo strumento non si limita a un aiuto finanziario, ma mira a promuovere percorsi personalizzati di attivazione e inserimento lavorativo per i componenti che possono intraprendere un’attività professionale.

A chi spetta l’Assegno di Inclusione?

L’Assegno di Inclusione è rivolto ai nuclei familiari che includono almeno un componente in una delle seguenti condizioni:

  • Persona con disabilità.
  • Minorenne.
  • Persona con almeno 60 anni di età.
  • Persona in condizione di svantaggio e inserita in un programma di cura e assistenza dei servizi socio-sanitari territoriali.

Oltre alla composizione del nucleo, sono previsti specifici requisiti di cittadinanza, residenza ed economici. Il richiedente deve essere cittadino italiano o europeo (o suo familiare), oppure cittadino di paesi terzi con permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, e risiedere in Italia da almeno cinque anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo.

Requisiti economici

Per accedere al beneficio, il nucleo familiare deve possedere un ISEE in corso di validità non superiore a 9.360 euro. Sono inoltre stabiliti dei limiti per il reddito familiare e per il patrimonio mobiliare e immobiliare, ad eccezione della casa di abitazione.

Come funziona e a quanto ammonta il beneficio

L’importo dell’Assegno di Inclusione è composto da due parti:

  1. Integrazione al reddito familiare: una quota che può arrivare fino a 6.000 euro annui (500 euro al mese), moltiplicata per un parametro di scala di equivalenza che tiene conto della composizione del nucleo familiare. Per i nuclei composti interamente da persone di età pari o superiore a 67 anni o con disabilità grave, la soglia di reddito e l’importo massimo sono più elevati.
  2. Contributo per l’affitto: per i nuclei che vivono in affitto, è previsto un contributo aggiuntivo fino a un massimo di 3.360 euro annui (280 euro al mese).

Il beneficio viene erogato mensilmente tramite una carta di pagamento elettronica, denominata “Carta di Inclusione”, e ha una durata di 18 mesi, rinnovabili per ulteriori 12 mesi dopo un mese di sospensione.

La procedura per presentare la domanda

Il percorso per ottenere l’Assegno di Inclusione si articola in diverse fasi. È fondamentale seguirle correttamente per non compromettere l’esito della richiesta.

  • Invio della domanda: La richiesta può essere presentata online sul portale dell’INPS tramite SPID, CIE o CNS, oppure rivolgendosi a un Patronato o a un CAF (Centro di Assistenza Fiscale).
  • Iscrizione al SIISL: Dopo aver presentato la domanda, è necessario iscriversi alla piattaforma SIISL (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa), il portale nazionale per l’intermediazione tra domanda e offerta di lavoro.
  • Sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale (PAD): All’interno del SIISL, il richiedente deve sottoscrivere il Patto di Attivazione Digitale per il proprio nucleo familiare. Questo passaggio è obbligatorio e autorizza la trasmissione dei dati ai servizi competenti.
  • Valutazione e percorso personalizzato: Una volta verificati i requisiti, i componenti del nucleo familiare vengono convocati dai servizi sociali per una valutazione multidimensionale. In base a questa valutazione, viene definito un Patto di Inclusione Sociale o un Patto di Servizio Personalizzato, che stabilisce gli impegni del nucleo.

L’erogazione del beneficio economico decorre dal mese successivo alla sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale, a condizione che l’istruttoria abbia avuto esito positivo.

Diritti e doveri dei beneficiari

Accedere all’Assegno di Inclusione comporta l’adesione a un percorso di inclusione sociale e lavorativa. I componenti del nucleo familiare considerati “occupabili”, di età compresa tra 18 e 59 anni, sono tenuti a partecipare attivamente a iniziative di formazione, orientamento e ricerca di lavoro. L’accettazione di un’offerta di lavoro congrua è obbligatoria, pena la decadenza dal beneficio. Sono esclusi da tali obblighi i componenti con disabilità, gli over 60, chi ha carichi di cura o è inserito in percorsi di protezione dalla violenza di genere.

È fondamentale comunicare tempestivamente all’INPS qualsiasi variazione della condizione lavorativa o del nucleo familiare che possa influire sul diritto o sull’importo del beneficio.

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Di admin