L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha imposto sanzioni per oltre un milione di euro alle società riconducibili a Chiara Ferragni e all’azienda dolciaria Balocco. La decisione riguarda la campagna promozionale del “Pandoro Pink Christmas”, un’iniziativa che, secondo l’Autorità, ha configurato una pratica commerciale scorretta, ingannando i consumatori sulla reale natura dell’operazione benefica associata al prodotto.
La pratica commerciale contestata dall’Antitrust
L’indagine dell’AGCM ha messo in luce una discrepanza significativa tra la comunicazione pubblicitaria e la realtà dei fatti. La campagna promozionale lasciava intendere che l’acquisto del pandoro griffato, venduto a un prezzo notevolmente superiore rispetto a un prodotto analogo, contribuisse direttamente a una donazione a favore dell’Ospedale Regina Margherita di Torino. L’obiettivo dichiarato era l’acquisto di un macchinario per la cura di bambini affetti da gravi patologie oncologiche.
Tuttavia, l’istruttoria ha rivelato che Balocco aveva già effettuato una donazione a cifra fissa all’ospedale mesi prima del lancio della campagna natalizia. Di conseguenza, le vendite del pandoro non avevano alcun effetto sull’ammontare della donazione. Le società di Chiara Ferragni hanno incassato un compenso di oltre un milione di euro per la licenza del marchio e le attività di promozione, senza che tale somma fosse legata a un contributo benefico.
I meccanismi della comunicazione ingannevole
Secondo l’Autorità, la pratica scorretta si è manifestata attraverso diverse azioni coordinate, volte a indurre in errore il consumatore, facendo leva sulla sua sensibilità verso le iniziative di solidarietà. Gli elementi chiave della condotta sanzionata includono:
- Comunicazione ambigua: I comunicati stampa, i post sui social network e il cartiglio presente sulla confezione del prodotto suggerivano un legame diretto tra l’acquisto e il sostegno alla causa benefica.
- Ruolo dell’influencer: I messaggi diffusi da Chiara Ferragni sui suoi canali social rafforzavano l’idea di una sua partecipazione diretta all’iniziativa caritatevole, circostanza risultata non veritiera nei termini presentati al pubblico.
- Prezzo maggiorato: La vendita del “Pandoro Pink Christmas” a un prezzo di oltre 9 euro, circa due volte e mezzo superiore a quello del pandoro classico Balocco, ha rafforzato nei consumatori la percezione che la differenza di costo fosse giustificata da una finalità benefica.
- Tempistiche della donazione: La donazione di Balocco era già stata finalizzata a maggio 2022, mentre la campagna di vendita è iniziata a novembre 2022, dimostrando l’assenza di correlazione tra le vendite e l’entità del contributo all’ospedale.
Diritti dei consumatori e trasparenza nella beneficenza
Il caso del “Pandoro Pink Christmas” solleva una questione fondamentale per la tutela dei consumatori: la trasparenza nelle operazioni commerciali che si legano a cause benefiche, un fenomeno noto anche come “charity washing”. L’AGCM ha stabilito che questa pratica ha violato il Codice del Consumo, in particolare gli articoli relativi alla diligenza professionale e alle pratiche commerciali ingannevoli.
Limitare la libertà di scelta dei consumatori, sfruttando la loro generosità, rappresenta una grave scorrettezza. Un consumatore deve essere messo in condizione di compiere scelte economiche consapevoli, basate su informazioni chiare, veritiere e complete. Quando si acquista un prodotto associato a una donazione, è un diritto fondamentale sapere con precisione come e in che misura il proprio acquisto contribuirà alla causa promessa. Le sanzioni inflitte mirano a ripristinare un principio di correttezza nel mercato e a proteggere la fiducia dei cittadini nelle iniziative di solidarietà. Le società coinvolte hanno successivamente presentato ricorso contro la decisione dell’Autorità.
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