Un esposto presentato alla Procura della Repubblica chiede di fare luce sulle circostanze che hanno portato una bambina di 19 mesi al ricovero in Rianimazione presso l’ospedale Santobono di Napoli. Al centro della vicenda ci sarebbero presunti ritardi e una gestione non adeguata dell’emergenza da parte del Pronto Soccorso di un altro ospedale, dove i genitori si erano recati inizialmente.

La ricostruzione dei fatti e la denuncia

Secondo quanto riportato dal padre della bambina, i fatti risalgono ai primi di dicembre. Preoccupati per le gravi difficoltà respiratorie e lo stato di sonnolenza della figlia, i genitori l’hanno portata al Pronto Soccorso dell’ospedale di Battipaglia. Qui, mentre erano in attesa del pediatra, sarebbe sopraggiunto un altro caso pediatrico, a cui il medico, una volta arrivato, avrebbe dato la precedenza.

Di fronte alla mancanza di indicazioni e al persistere della preoccupazione per le condizioni della figlia, i genitori hanno deciso autonomamente di trasferirsi all’ospedale di Salerno. Nel nuovo nosocomio, i sanitari hanno riscontrato una bassa saturazione di ossigeno, giudicando la situazione critica e disponendo l’immediato trasferimento all’ospedale pediatrico Santobono di Napoli. La bambina è stata quindi ricoverata nel reparto di Terapia Intensiva. La famiglia avrebbe sporto denuncia ai Carabinieri per fare chiarezza sulla prima fase della gestione sanitaria.

Il Triage al Pronto Soccorso: una priorità per la sicurezza

Questo episodio solleva importanti questioni sul funzionamento del triage nei reparti di emergenza. È fondamentale ricordare che l’accesso alle cure in Pronto Soccorso non segue l’ordine di arrivo, ma un criterio di priorità clinica basato sulla gravità delle condizioni del paziente. Questo processo di valutazione, chiamato triage, è essenziale per salvare vite umane.

In Italia, il sistema di triage assegna un codice numerico che definisce l’urgenza dell’intervento:

  • Codice 1 (Rosso): Emergenza assoluta, con pericolo imminente per la vita e accesso immediato alle cure.
  • Codice 2 (Arancione): Urgenza, condizione a rischio di rapido peggioramento che richiede un intervento tempestivo.
  • Codice 3 (Azzurro): Urgenza differibile, condizione stabile ma che necessita di cure per evitare complicazioni.
  • Codice 4 (Verde): Urgenza minore, condizione stabile senza rischi evolutivi che può essere gestita dopo i casi più gravi.
  • Codice 5 (Bianco): Non urgenza, problema di minima rilevanza clinica che potrebbe essere trattato dal medico di base.

L’indagine avviata in seguito all’esposto mira a verificare se la valutazione iniziale delle condizioni della bambina sia stata eseguita correttamente secondo i protocolli di triage e se la gestione del caso sia stata adeguata alla situazione clinica.

Diritti del paziente e azioni in caso di presunta negligenza

Ogni paziente ha diritto a ricevere un’assistenza sanitaria tempestiva e appropriata, specialmente in situazioni di emergenza. Quando si ritiene che questo diritto sia stato violato, è possibile intraprendere diverse azioni per tutelarsi e richiedere accertamenti. La trasparenza e la responsabilità sono pilastri fondamentali del rapporto tra cittadini e sistema sanitario.

In caso di dubbi sulla correttezza delle cure ricevute in un Pronto Soccorso, i consumatori possono:

  1. Richiedere la documentazione sanitaria: Ottenere una copia completa della cartella clinica è il primo passo per ricostruire l’iter diagnostico e terapeutico.
  2. Effettuare una segnalazione: È possibile rivolgersi all’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) della struttura sanitaria per presentare un reclamo formale.
  3. Presentare un esposto o una denuncia: Nei casi più gravi, è possibile segnalare i fatti alla Procura della Repubblica o alle forze dell’ordine (Carabinieri o Polizia di Stato) per avviare un’indagine.
  4. Cercare supporto specializzato: Le associazioni a tutela dei consumatori e dei diritti del malato possono fornire assistenza legale e medico-legale per valutare il caso.

Chiarire episodi come quello accaduto è essenziale non solo per la famiglia coinvolta, ma per garantire la sicurezza e l’efficacia del sistema sanitario a beneficio di tutti i cittadini.

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Di admin