L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha introdotto uno strumento decisivo nella lotta contro la pirateria online: la piattaforma Piracy Shield. Questo sistema è stato progettato per bloccare in tempi rapidissimi i siti web che trasmettono illegalmente contenuti protetti da diritto d’autore, con un focus particolare sugli eventi sportivi in diretta.

Come funziona la piattaforma Piracy Shield

Il meccanismo alla base di Piracy Shield è pensato per essere rapido ed efficiente, basandosi su un sistema di comunicazione automatizzato (machine to machine). L’obiettivo è intervenire prima che l’evento trasmesso illecitamente si concluda. Il processo si articola in passaggi chiari:

  • Segnalazione da parte dei titolari dei diritti: I detentori dei diritti d’autore, come leghe sportive o emittenti televisive, una volta accreditati, segnalano alla piattaforma gli indirizzi IP e i nomi di dominio che stanno violando il copyright.
  • Invio automatico agli operatori: La piattaforma Piracy Shield riceve la segnalazione e la inoltra automaticamente a tutti i fornitori di servizi internet (ISP) che operano in Italia.
  • Blocco entro 30 minuti: Gli ISP sono tenuti a bloccare l’accesso ai siti segnalati entro un massimo di 30 minuti dalla ricezione dell’ordine, impedendo così agli utenti di continuare a visualizzare i contenuti illegali.

Questa procedura è stata definita dalla delibera AGCOM n. 189/23/CONS, in attuazione della legge 14 luglio 2023, n. 93, nota anche come “legge anti-pezzotto”.

Il quadro normativo e la collaborazione istituzionale

L’efficacia di Piracy Shield non dipende solo dalla tecnologia, ma anche da una solida collaborazione tra diverse istituzioni. La sua implementazione è il risultato dei lavori di un Tavolo tecnico anti-pirateria convocato da AGCOM, che ha visto la partecipazione di attori chiave per la sicurezza e l’innovazione del Paese.

Hanno contribuito alla definizione dei requisiti tecnici e operativi:

  • L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), per garantire la sicurezza e la robustezza del sistema.
  • Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT).
  • La Polizia Postale e delle Comunicazioni, per gli aspetti legati al contrasto dei crimini informatici.
  • Il Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza, che collabora attivamente con l’Autorità per assicurare il corretto funzionamento della piattaforma.

Gli operatori di connettività internet hanno avuto tempo fino al 31 gennaio 2024 per adeguare i propri sistemi e rendere la piattaforma pienamente operativa su scala nazionale.

Rischi e conseguenze per chi utilizza siti illegali

L’introduzione di Piracy Shield non ha conseguenze solo per chi gestisce i siti pirata, ma anche per gli utenti finali che ne usufruiscono. È fondamentale essere consapevoli dei rischi a cui ci si espone utilizzando servizi di streaming illegali, noti comunemente come “pezzotto”.

I principali pericoli includono:

  • Sanzioni amministrative severe: La legge “anti-pezzotto” ha inasprito le multe per gli utenti. Chi viene sorpreso a guardare contenuti tramite streaming illegale rischia una sanzione pecuniaria che può arrivare fino a 5.000 euro.
  • Minacce alla sicurezza informatica: I siti pirata sono spesso veicolo di malware, virus, spyware e tentativi di phishing. Fornire dati personali o di pagamento su queste piattaforme espone al rischio di furto di identità e frodi.
  • Qualità del servizio inaffidabile: Le trasmissioni illegali sono soggette a interruzioni continue, bassa qualità video e audio, e possono essere bloccate da un momento all’altro, rovinando l’esperienza di visione.
  • Nessuna tutela del consumatore: Trattandosi di un’attività illecita, non esiste alcuna forma di assistenza clienti o garanzia. In caso di disservizio, è impossibile ottenere un rimborso o far valere i propri diritti.

Scegliere canali legali per la fruizione di contenuti non è solo una questione di rispetto della legge e del lavoro altrui, ma anche una forma di autotutela contro rischi concreti e significativi.

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Di admin