Il passaggio forzato di centinaia di migliaia di correntisti da Intesa Sanpaolo alla sua nuova banca digitale, Isybank, ha rappresentato un caso emblematico di pratica commerciale scorretta. La vicenda ha richiesto un intervento deciso dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), che prima ha bloccato l’operazione e poi ha emesso una sanzione milionaria, riaffermando i diritti fondamentali dei consumatori nel settore bancario.
Il trasferimento forzato e le criticità per i clienti
L’operazione, avviata da Intesa Sanpaolo, prevedeva il trasferimento di circa 2,4 milioni di clienti, definiti come “prevalentemente digitali”, verso Isybank. Tuttavia, le modalità con cui è stato gestito il passaggio hanno sollevato immediate e numerose proteste, portando oltre 5.000 consumatori a segnalare il caso all’Antitrust. Le principali criticità riscontrate riguardavano modifiche contrattuali sostanziali imposte in modo unilaterale e senza un consenso esplicito.
I clienti trasferiti si sono trovati di fronte a un cambiamento radicale dei servizi, spesso in senso peggiorativo:
- Perdita di canali operativi: I correntisti non potevano più accedere ai servizi in filiale né utilizzare l’internet banking tramite computer, essendo obbligati a operare esclusivamente tramite l’app mobile di Isybank.
- Cancellazione di servizi essenziali: Il nuovo conto corrente non includeva servizi precedentemente disponibili, come l’emissione di carte virtuali per acquisti online sicuri, la possibilità di utilizzare assegni bancari o l’accesso diretto ai contratti di mutuo.
- Comunicazioni inadeguate: Le informative sul trasferimento sono state inviate all’interno dell’archivio dell’app di Intesa Sanpaolo, senza l’uso di notifiche push o altri avvisi evidenti che ne sollecitassero la lettura. Questo ha impedito a molti clienti di comprendere la natura del cambiamento e la possibilità di opporsi.
- Mancanza di consenso informato: L’operazione si basava su un meccanismo di silenzio-assenso, in cui la mancata opposizione del cliente veniva interpretata come un’accettazione. Una pratica ritenuta illegittima per modifiche contrattuali di tale portata.
L’intervento dell’Antitrust: dallo stop alla sanzione
In risposta alle segnalazioni, l’AGCM ha avviato un’istruttoria e, in via cautelare nel novembre 2023, ha ordinato a Intesa Sanpaolo e Isybank di interrompere qualsiasi ulteriore trasferimento. L’Autorità ha imposto alle banche di comunicare in modo chiaro e completo le caratteristiche del nuovo conto, concedendo ai clienti un termine adeguato per esprimere un consenso esplicito al passaggio.
L’indagine si è conclusa nel maggio 2024 con una sanzione di 5 milioni di euro. L’Antitrust ha confermato che il trasferimento era una pratica commerciale aggressiva, in quanto costringeva i clienti ad accettare un cambiamento non richiesto e non pienamente compreso. La decisione ha sottolineato come le modalità di comunicazione fossero ambigue e insufficienti, inducendo molti correntisti a subire il passaggio senza esserne consapevoli, con conseguenti disagi soprattutto per le fasce di clientela meno digitalizzate o anziane.
Diritti dei correntisti e cosa fare
La decisione dell’Antitrust ha stabilito un principio fondamentale: i clienti trasferiti a Isybank senza aver fornito un consenso esplicito e informato hanno il diritto di ripristinare il loro precedente rapporto con Intesa Sanpaolo, alle medesime condizioni contrattuali. Le banche sono state obbligate a informare i clienti di questa possibilità.
Se sei stato coinvolto in questo trasferimento e desideri tornare al tuo conto originale, è consigliabile verificare le comunicazioni ricevute dalla banca e, se necessario, contattare il servizio clienti per formalizzare la richiesta. È tuo diritto ottenere il ripristino del contratto precedente senza costi aggiuntivi. Questa vicenda serve da monito sull’importanza di leggere attentamente ogni comunicazione della propria banca e di non esitare a chiedere chiarimenti o a opporsi a modifiche unilaterali che peggiorano le condizioni del servizio.
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