La transizione verso la mobilità elettrica rappresenta una delle sfide più importanti per il futuro del nostro Paese. Per accelerare questo processo, sono stati introdotti diversi incentivi, tra cui il “Bonus Colonnine”, una misura specifica pensata per imprese e professionisti desiderosi di investire in infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici. Questo contributo mirava a coprire una parte significativa dei costi di acquisto e installazione, rendendo l’investimento più accessibile e strategico.
In cosa consisteva il Bonus Colonnine
Il bonus era un contributo a fondo perduto pari al 40% delle spese ammissibili sostenute per l’acquisto e l’installazione di stazioni di ricarica. L’obiettivo era incentivare la creazione di una rete di ricarica capillare, non solo pubblica ma anche privata ad uso aziendale o professionale, facilitando così la diffusione dei veicoli a zero emissioni. La misura era gestita da Invitalia per conto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).
Le spese coperte dall’incentivo includevano una vasta gamma di voci, rendendo il supporto concreto ed efficace. Tra i costi ammissibili rientravano:
- Acquisto e messa in opera delle infrastrutture di ricarica, come colonnine e wallbox.
- Spese per l’installazione e la realizzazione degli impianti elettrici necessari.
- Opere edili strettamente connesse all’installazione.
- Costi per impianti e dispositivi di monitoraggio per la gestione della ricarica.
- Spese per la connessione alla rete elettrica (fino al 10% del totale).
- Costi di progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudi.
Destinatari e ripartizione dei fondi
Il Bonus Colonnine si rivolgeva a due categorie principali di beneficiari: le imprese di qualsiasi dimensione operanti su tutto il territorio nazionale e i singoli professionisti. Per garantire un’equa distribuzione delle risorse, lo stanziamento totale di 87,5 milioni di euro era stato suddiviso in tre filoni principali:
- 70 milioni di euro destinati a imprese che realizzavano investimenti di valore complessivo inferiore a 375.000 euro.
- 8,75 milioni di euro per le imprese con progetti di investimento superiori a 375.000 euro.
- 8,75 milioni di euro riservati ai professionisti.
La procedura per richiedere il contributo prevedeva la compilazione e l’invio di una domanda attraverso una piattaforma online dedicata. Le finestre temporali per la presentazione delle istanze erano definite da specifici decreti direttoriali, come quella attivata nell’autunno del 2023.
L’importanza strategica per la mobilità sostenibile
Iniziative come il Bonus Colonnine sono fondamentali per superare uno dei principali ostacoli alla diffusione dei veicoli elettrici: la cosiddetta “ansia da ricarica”. Aumentare il numero di punti di ricarica disponibili presso aziende, studi professionali, strutture ricettive e aree commerciali non solo supporta chi ha già scelto un’auto elettrica, ma incoraggia anche altri a compiere questo passo. Per un’impresa, installare colonnine di ricarica può rappresentare un vantaggio competitivo, migliorando l’immagine aziendale e offrendo un servizio apprezzato da dipendenti e clienti.
Cosa possono fare imprese e professionisti
Anche se le finestre per la richiesta di specifici bonus si chiudono, l’interesse per la mobilità elettrica rimane alto e nuove misure di sostegno vengono periodicamente introdotte. Per imprese e professionisti interessati a investire in infrastrutture di ricarica, è consigliabile monitorare costantemente i canali ufficiali del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e di enti come Invitalia. È inoltre utile prepararsi in anticipo, valutando le proprie necessità, verificando la fattibilità tecnica degli impianti e richiedendo preventivi, in modo da essere pronti a cogliere le future opportunità di finanziamento.
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