La compagnia aerea low-cost Vueling è oggetto di un’indagine da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) per presunte pratiche commerciali scorrette. Al centro dell’istruttoria ci sono due aspetti critici che toccano direttamente le tasche e i diritti dei consumatori: la scarsa trasparenza sui costi del bagaglio a mano e l’ipotesi di una profilazione degli utenti finalizzata a differenziare i prezzi dei biglietti aerei. Queste pratiche, se confermate, minerebbero la capacità dei passeggeri di fare scelte informate e di confrontare correttamente le offerte sul mercato.

Il costo variabile del bagaglio a mano

Il primo filone dell’indagine dell’Antitrust si concentra sulle modalità di tariffazione dei servizi accessori, in particolare del bagaglio a mano. Secondo quanto emerso, il prezzo per portare a bordo un trolley non sarebbe fisso né chiaramente predeterminato, ma cambierebbe in base a una serie di variabili opache per il consumatore. Questa incertezza rende impossibile calcolare il costo finale del viaggio al momento della scelta del volo.

Tra i fattori che influenzerebbero il prezzo figurerebbe il canale di acquisto: prenotare tramite il sito web di Vueling potrebbe comportare un costo diverso rispetto all’utilizzo dell’applicazione mobile. L’Autorità contesta alla compagnia la mancanza di un’informativa chiara e tempestiva su questa differenza. Il passeggero, quindi, si troverebbe a scoprire costi aggiuntivi in fasi avanzate del processo di prenotazione, una pratica che può essere considerata ingannevole perché non consente una valutazione completa e trasparente dell’offerta fin dall’inizio.

Profilazione e prezzi dinamici: un biglietto per ogni utente?

Il secondo aspetto, ancora più delicato, riguarda il sospetto che Vueling adotti strategie di prezzo dinamico basate sulla profilazione dell’utente. L’ipotesi è che il sistema di prenotazione analizzi il dispositivo utilizzato dal consumatore (come un modello di smartphone di fascia alta o un computer aziendale) per dedurne il potenziale potere d’acquisto e, di conseguenza, adattare il prezzo del biglietto.

Questa tecnica, nota come “price discrimination”, se applicata senza la piena consapevolezza e il consenso dell’utente, è una pratica commerciale scorretta. Invece di un prezzo di mercato unico e accessibile a tutti, si creerebbero tariffe personalizzate che penalizzano alcuni consumatori in modo arbitrario. L’indagine mira a fare luce su questi algoritmi per capire se la compagnia aerea sfrutti i dati degli utenti per massimizzare i profitti a discapito della trasparenza e dell’equità.

Cosa dice la normativa e come tutelarsi

La normativa europea e nazionale a tutela dei consumatori è chiara: il prezzo di un prodotto o servizio deve essere presentato in modo trasparente, completo e veritiero sin dal primo contatto. Nel settore aereo, questo significa che la tariffa iniziale deve includere tutti gli oneri, le tasse e i costi prevedibili e non opzionali. Separare il costo di un servizio essenziale, come quello di un bagaglio a mano di dimensioni standard, dalla tariffa base è una pratica spesso contestata perché può indurre in errore il consumatore sul prezzo reale del viaggio.

Per proteggersi da pratiche poco trasparenti, i consumatori possono adottare alcune accortezze:

  • Verificare il costo totale: Non fermarsi mai al prezzo “civetta” mostrato all’inizio, ma procedere nella prenotazione fino alla schermata finale di pagamento per vedere il costo complessivo, inclusi tutti i servizi necessari.
  • Confrontare le offerte complete: Quando si confrontano i voli di diverse compagnie, includere sempre nel calcolo il costo dei servizi indispensabili, come il bagaglio a mano.
  • Leggere attentamente le condizioni: Prima di acquistare, verificare sempre le policy della compagnia su bagagli, check-in e altri servizi per evitare sorprese in aeroporto.
  • Salvare le prove d’acquisto: Conservare screenshot delle varie fasi della prenotazione, dove sono visibili i prezzi e le condizioni applicate, può essere utile in caso di contestazioni.

L’intervento dell’Antitrust su Vueling si inserisce in un contesto più ampio di attenzione verso le pratiche delle compagnie aeree low-cost, per assicurare che la convenienza non vada a discapito della correttezza e dei diritti dei passeggeri. I consumatori che hanno riscontrato anomalie nei prezzi o costi nascosti durante la prenotazione di un volo hanno il diritto di segnalare il problema e chiedere chiarimenti.

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Di admin