Il mercato dell’energia è al centro di una crescente preoccupazione per la sicurezza dei dati dei consumatori. Segnalazioni indicano la circolazione e la vendita online di elenchi dettagliati di utenti, contenenti informazioni sensibili utilizzate per pratiche commerciali aggressive. Questo fenomeno non solo viola la privacy, ma alimenta il problema delle attivazioni di contratti di luce e gas non richiesti, mettendo a rischio i consumatori in una fase delicata di transizione del mercato.

Il fenomeno delle liste di clienti in vendita

Il problema principale riguarda la disponibilità di elenchi di clienti di diverse compagnie energetiche offerti in vendita sul web. Questi database non contengono solo nomi e contatti, ma anche dettagli specifici come la compagnia di fornitura attuale e il tipo di mercato di appartenenza (ad esempio, mercato libero o ex tutelato). La provenienza di queste offerte sembra spesso ricondurre a società con sede all’estero, rendendo più complessa l’identificazione delle responsabilità.

La compravendita di questi dati rappresenta una grave violazione delle normative sulla privacy e crea un terreno fertile per operatori senza scrupoli. Utilizzando queste informazioni, i call center possono orchestrare campagne di telemarketing mirate e particolarmente insidiose, facendo leva su informazioni che appaiono legittime per conquistare la fiducia del consumatore.

Telemarketing aggressivo e contratti non richiesti

La conseguenza diretta della diffusione di queste liste è un’intensificazione del telemarketing aggressivo. I consumatori ricevono chiamate insistenti da operatori che, sfruttando la confusione generata dalla fine del mercato tutelato, spingono per l’attivazione di nuove forniture. Le tecniche utilizzate sono spesso scorrette e mirano a estorcere un consenso verbale con l’inganno.

Gli operatori possono utilizzare diverse tattiche, tra cui:

  • Pressione psicologica: Descrivono scenari futuri di rincari drastici per spingere il cliente ad accettare un’offerta presentata come irripetibile e urgente.
  • Linguaggio ambiguo: Utilizzano un italiano incerto o parlano molto velocemente per rendere difficile la comprensione dei dettagli contrattuali.
  • Domande tranello: Pongono domande apparentemente innocue, come la conferma del proprio nome, per registrare una risposta affermativa da utilizzare come prova di un presunto consenso all’attivazione del contratto.

Queste pratiche portano a un aumento dei casi di “contratti fantasma”, ovvero forniture attivate all’insaputa del cliente, che si ritrova a dover gestire bollette inattese e complesse procedure di disconoscimento.

Come difendersi dalle truffe telefoniche

La consapevolezza è la prima forma di difesa. I consumatori possono adottare alcune precauzioni fondamentali per proteggersi dalle pratiche commerciali scorrette nel settore energetico. È importante non avere fretta e valutare con calma qualsiasi proposta.

Ecco alcune regole pratiche da seguire:

  1. Non pronunciare mai la parola “sì”: Evita di rispondere affermativamente a qualsiasi domanda, anche se sembra banale. Questa risposta potrebbe essere registrata e usata illecitamente per attivare un contratto (la cosiddetta “truffa del sì”).
  2. Richiedi sempre un’offerta scritta: Chiedi che ogni proposta commerciale venga inviata via email. Questo ti permette di analizzare con calma le condizioni, verificare la veridicità dell’offerta e avere una traccia documentale.
  3. Non fornire dati personali o tecnici: Non comunicare mai al telefono dati sensibili come il codice fiscale, le coordinate bancarie o i codici POD (per l’elettricità) e PDR (per il gas). Questi codici sono sufficienti per avviare un cambio di fornitore.
  4. Verifica l’identità dell’interlocutore: Chiedi all’operatore il suo nome, il codice identificativo e la società per cui lavora. Un operatore legittimo non avrà problemi a fornire queste informazioni.
  5. Diffida delle offerte miracolose: Se una proposta sembra troppo vantaggiosa per essere vera, probabilmente nasconde delle insidie. Nessuna azienda regala nulla, e i risparmi promessi devono essere sempre verificabili.

Cosa fare in caso di attivazione non richiesta

Se, nonostante le precauzioni, ti accorgi di essere vittima di un’attivazione non richiesta, è fondamentale agire tempestivamente. La legge prevede strumenti specifici per tutelare i consumatori.

Il primo passo è inviare un reclamo scritto tramite PEC o raccomandata A/R sia al nuovo fornitore (quello non richiesto) sia al vecchio gestore, disconoscendo formalmente il contratto. Se hai ricevuto una lettera di benvenuto o la prima bolletta dal nuovo fornitore, hai 14 giorni di tempo per esercitare il diritto di ripensamento, senza costi e senza dover fornire alcuna motivazione.

Qualora il problema non si risolvesse, è possibile avviare una procedura di conciliazione o segnalare il caso all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) per pratica commerciale scorretta e al Garante per la Protezione dei Dati Personali per la violazione della privacy.

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Di admin