L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha pubblicato il suo Osservatorio, una fotografia dettagliata dello stato di salute dei mercati delle comunicazioni in Italia. I dati, relativi alla fine del 2022 e all’inizio del 2023, confermano una transizione digitale ormai consolidata, con dinamiche molto diverse tra i settori tradizionali e quelli emergenti. Mentre telefonia, televisione classica ed editoria cartacea mostrano segni di flessione, i servizi online, dalla pubblicità allo streaming video, continuano a crescere in modo significativo.
Telefonia fissa e mobile: la corsa verso la fibra e il boom dei dati
Il settore della telefonia fissa sta vivendo un cambiamento epocale. Le vecchie linee in rame sono in costante declino, diminuite di circa 6,9 milioni negli ultimi quattro anni, lasciando il posto a tecnologie più performanti. La vera protagonista è la fibra ottica (FTTH), che continua la sua crescita con un incremento di 850.000 linee su base annua. Aumentano anche gli accessi tramite Fixed Wireless Access (FWA), che raggiungono quasi 1,9 milioni di linee. Questa evoluzione tecnologica si traduce in un netto miglioramento della velocità di connessione per gli italiani: le linee con velocità superiore a 100 Mbit/s rappresentano ormai quasi il 70% del totale.
Sul fronte della telefonia mobile, il numero di SIM attive supera i 107 milioni, con una leggera crescita. Il dato più impressionante, tuttavia, riguarda il consumo di dati. Il traffico dati medio per SIM è quasi quadruplicato rispetto al 2019, un segnale inequivocabile di come smartphone e dispositivi mobili siano diventati il centro delle nostre attività digitali. In termini di quote di mercato, nel fisso TIM si conferma il principale operatore con il 39,4%, mentre nel mobile (limitatamente alle SIM per persone fisiche) Wind Tre detiene la quota maggiore con il 25,3%, seguita da TIM e Vodafone.
Televisione: il pubblico si sposta dalla TV tradizionale allo streaming
Il mondo della televisione mostra un calo generalizzato degli ascolti sui canali tradizionali. Sia nel giorno medio che nella fascia di prima serata (prime time), il numero di spettatori è diminuito rispetto all’anno precedente. Questa tendenza colpisce i principali gruppi editoriali, Rai e Mediaset, che vedono ridursi il proprio pubblico. Anche i telegiornali nazionali registrano una flessione significativa degli ascolti, sia nelle edizioni di pranzo che in quelle serali. Questo calo non significa che gli italiani guardino meno contenuti video, ma che li fruiscono in modo diverso. La flessione degli ascolti tradizionali è infatti direttamente collegata alla crescente popolarità delle piattaforme di streaming a pagamento.
Analizzando i dati delle piattaforme online, emerge un quadro chiaro:
- Netflix si conferma leader con una media di 8,9 milioni di utenti unici nei primi tre mesi del 2023.
- Amazon Prime Video segue con 6,3 milioni di visitatori.
- Disney+ e Sky/Now mostrano segnali di crescita, a testimonianza di un mercato vivace e competitivo.
Questo spostamento di abitudini sta ridisegnando il panorama dell’intrattenimento domestico, offrendo più scelta ma anche frammentando il pubblico tra molteplici servizi.
Editoria e piattaforme online: due velocità a confronto
Il settore dell’editoria quotidiana continua ad affrontare una crisi strutturale. Le vendite medie giornaliere di quotidiani sono scese a 1,45 milioni di copie, con un calo del 9,5% in un anno e di oltre il 32% rispetto al 2019. La flessione riguarda soprattutto il formato cartaceo, mentre le copie digitali mostrano una leggera crescita ma non sufficiente a compensare le perdite della carta. I principali gruppi editoriali come GEDI e Cairo/RCS dominano il mercato, ma operano in un contesto di contrazione generale.
Al contrario, il mondo digitale prospera. La navigazione online coinvolge quasi 44 milioni di utenti unici in Italia. I siti di informazione generalista, come quelli del “Corriere della Sera” e di “La Repubblica”, attirano decine di milioni di visitatori. Anche l’e-commerce continua la sua ascesa, con Amazon che guida il settore con 35,5 milioni di utenti unici, seguito da eBay e Subito.it. Questi dati evidenziano come la ricerca di notizie, prodotti e servizi si sia ormai trasferita in modo massiccio sul web.
Cosa cambia per i consumatori: diritti e opportunità
Questa profonda trasformazione del mercato delle comunicazioni ha implicazioni dirette per i consumatori. La crescente concorrenza nella telefonia, spinta dalla diffusione della fibra, offre l’opportunità di accedere a servizi migliori e a tariffe competitive. È fondamentale però verificare la copertura effettiva nella propria zona e confrontare attentamente le offerte commerciali. L’aumento esponenziale delle piattaforme di streaming video offre una scelta senza precedenti, ma comporta anche il rischio della cosiddetta “subscription fatigue”, ovvero la difficoltà di gestire molteplici abbonamenti e costi mensili. Per quanto riguarda l’informazione, la crisi dell’editoria tradizionale e il dominio di poche grandi piattaforme online richiedono una maggiore consapevolezza da parte dei lettori nella scelta delle fonti. Infine, la crescita dell’e-commerce, riflessa nell’aumento della consegna di pacchi, rende sempre più importante conoscere i propri diritti in materia di acquisti online, recesso e garanzie.
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