L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha concluso il procedimento istruttorio avviato nei confronti di Verisure Italy S.r.l., comminando una sanzione di 4 milioni e 250 mila euro. La decisione è arrivata al termine di un’indagine che ha accertato diverse pratiche commerciali scorrette nella promozione e vendita del sistema di allarme dell’azienda, con un impatto significativo sui diritti dei consumatori.
Le pratiche commerciali contestate a Verisure
L’istruttoria dell’Antitrust ha messo in luce una serie di condotte considerate lesive per i consumatori. Le criticità non riguardavano solo la fase promozionale, ma anche la gestione del contratto e le modalità di recesso. Le principali violazioni accertate sono state:
- Pubblicità ingannevole: Le campagne promozionali di Verisure, diffuse su vari canali, lasciavano intendere che il consumatore stesse acquistando un sistema di allarme completo. In realtà, il contratto prevedeva la fornitura degli apparati solo in comodato d’uso gratuito, legando il cliente a un servizio di abbonamento a lungo termine. Questa ambiguità non permetteva di comprendere chiaramente la natura dell’offerta.
- Ostacoli al diritto di recesso: L’Autorità ha riscontrato che la società ostacolava la risoluzione del contratto. Anche dopo la comunicazione di recesso da parte del cliente, Verisure continuava a fatturare i canoni, ritardava la disinstallazione degli apparati e imponeva penali e costi elevati per il riscatto delle apparecchiature, rendendo di fatto difficile e oneroso il passaggio a un altro operatore.
- Attivazione durante il periodo di ripensamento: Nelle condizioni contrattuali era prevista l’attivazione del servizio anche durante i 14 giorni previsti per il diritto di ripensamento, senza una richiesta esplicita da parte del consumatore. Questa pratica limitava la possibilità per il cliente di recedere senza costi, come invece previsto dalla legge per i contratti conclusi fuori dai locali commerciali.
- Foro competente non chiaro: Le clausole contrattuali contenevano indicazioni poco trasparenti riguardo al foro competente in caso di controversie legali, un elemento che può scoraggiare i consumatori dal far valere i propri diritti.
Cosa significa la decisione dell’AGCM per i consumatori
La sanzione imposta a Verisure rappresenta un importante segnale per l’intero settore dei sistemi di sicurezza domestica. La decisione ribadisce il principio fondamentale secondo cui ogni offerta commerciale deve essere presentata in modo chiaro, trasparente e completo, senza omettere dettagli cruciali che potrebbero influenzare la scelta del consumatore. L’intervento dell’Autorità sottolinea che vincolare i clienti con clausole vessatorie o ostacolando il recesso costituisce una pratica scorretta e sanzionabile.
Diritti e tutele: come proteggersi
I consumatori che hanno sottoscritto o intendono sottoscrivere un contratto per un sistema di allarme devono prestare attenzione ad alcuni aspetti fondamentali per tutelare i propri diritti. È essenziale agire con consapevolezza per evitare brutte sorprese.
Consigli pratici per i clienti
- Leggere attentamente il contratto: Prima di firmare, è cruciale leggere ogni clausola, con particolare attenzione a quelle che definiscono la proprietà dell’impianto (acquisto o comodato d’uso), la durata del vincolo contrattuale, i costi di abbonamento e le condizioni per il recesso.
- Verificare i costi di disattivazione: Chiedere esplicitamente quali sono i costi da sostenere in caso di recesso anticipato, inclusi eventuali oneri per la disinstallazione o il riscatto degli apparecchi.
- Esercitare il diritto di ripensamento: Per i contratti firmati a distanza o fuori dai locali commerciali, il consumatore ha 14 giorni per recedere senza penali e senza dover fornire alcuna motivazione. L’avvio del servizio durante questo periodo deve essere richiesto esplicitamente.
- Comunicare per iscritto: Qualsiasi comunicazione importante, come la richiesta di recesso, deve essere inviata tramite canali tracciabili (ad esempio, raccomandata A/R o Posta Elettronica Certificata) per avere prova della data di invio.
La decisione dell’Antitrust ha chiarito che le pratiche commerciali poco trasparenti e gli ostacoli ingiustificati alla libertà contrattuale dei consumatori non sono tollerati. I clienti che ritengono di aver subito un danno a causa di condotte simili possono far valere le proprie ragioni.
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