Per far fronte all’aumento dei costi energetici, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha introdotto un sostegno economico mirato al settore dell’autotrasporto. Con un decreto specifico, sono stati stanziati 25 milioni di euro per mitigare l’impatto del caro carburante sulle imprese che utilizzano veicoli a Gas Naturale Liquefatto (GNL), una misura volta a sostenere la logistica e, indirettamente, a contenere i prezzi finali dei beni di consumo.
In cosa consisteva il contributo per il GNL
Il provvedimento, attuativo di una norma del 2022 pensata per contrastare la crisi energetica, ha destinato un fondo di 25 milioni di euro alle aziende di autotrasporto merci per conto di terzi. Il sostegno è stato erogato sotto forma di credito d’imposta, una soluzione fiscale che permette alle imprese di ridurre le tasse da pagare.
Il contributo era calcolato per coprire fino al 20% delle spese sostenute per l’acquisto di Gas Naturale Liquefatto. Il periodo di riferimento per i costi ammissibili era compreso tra il 1° febbraio e il 31 dicembre 2022, un arco temporale caratterizzato da una forte volatilità dei prezzi energetici. È importante sottolineare che la finestra per la presentazione delle domande si è chiusa nel luglio 2023, rendendo la misura non più accessibile.
Requisiti e beneficiari della misura
L’incentivo era rivolto a una platea specifica di operatori del settore logistico, con l’obiettivo di premiare le scelte orientate a una maggiore sostenibilità ambientale. Per accedere al credito d’imposta, le imprese dovevano soddisfare precisi requisiti.
Ecco i principali criteri di ammissibilità:
- Avere sede legale o una stabile organizzazione in Italia.
- Essere regolarmente iscritte al Registro Elettronico Nazionale (REN).
- Esercitare attività di trasporto merci per conto di terzi.
- Utilizzare per la propria attività mezzi ad alimentazione alternativa a metano liquefatto (GNL).
Le domande dovevano essere presentate attraverso una piattaforma informatica gestita dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli entro i termini stabiliti, ormai decorsi.
L’impatto del caro carburante su logistica e consumatori
Il costo del carburante rappresenta una delle voci di spesa più significative per le aziende di autotrasporto. Un suo aumento si ripercuote inevitabilmente sull’intera catena di distribuzione, dalla produzione fino al punto vendita. Quando i costi di trasporto salgono, le imprese sono spesso costrette a trasferire questi rincari sul prezzo finale dei prodotti, con un impatto diretto sul potere d’acquisto dei consumatori.
Misure come il credito d’imposta per l’acquisto di GNL, pur essendo destinate alle aziende, hanno quindi una valenza più ampia. Sostenere il settore della logistica aiuta a mantenere la competitività del sistema produttivo e a contenere le pressioni inflazionistiche sui beni di largo consumo. La scelta di incentivare il GNL, un carburante a minor impatto ambientale rispetto al diesel, si inserisce inoltre in un contesto più ampio di transizione ecologica del settore dei trasporti pesanti.
Sebbene questo specifico incentivo sia concluso, la questione dei costi energetici nel trasporto merci rimane un tema centrale per l’economia e per la stabilità dei prezzi al consumo. La salute del settore logistico è un indicatore fondamentale per l’intero sistema economico nazionale.
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