Un nuovo, drammatico caso di sospetta malasanità scuote la sanità calabrese. La morte di una giovane donna, avvenuta al Policlinico di Catanzaro dopo un calvario iniziato all’ospedale di Crotone, ha spinto la famiglia a presentare una denuncia per fare luce sulle circostanze del decesso e accertare eventuali responsabilità mediche.

La ricostruzione del calvario sanitario

La vicenda, complessa e dolorosa, si è sviluppata nell’arco di circa due settimane, mettendo in luce una serie di passaggi critici che sono ora al vaglio degli inquirenti. La sequenza degli eventi, secondo le prime ricostruzioni, solleva interrogativi sulla tempestività e adeguatezza delle cure prestate.

Ecco una sintesi cronologica dei fatti:

  • 7 aprile, primo accesso in ospedale: La giovane si presenta al Pronto Soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio di Crotone lamentando forti dolori addominali. Dopo alcune ore di attesa, viene registrata in codice verde e dimessa.
  • 7 aprile, secondo accesso in ospedale: I dolori non si placano e la ragazza è costretta a richiamare l’ambulanza. Viene trasportata nuovamente al medesimo Pronto Soccorso, dove, secondo quanto emerso, attende in un corridoio.
  • Aggravamento delle condizioni: La situazione clinica peggiora rapidamente, con la comparsa di vomito. La paziente viene quindi spostata prima in una stanza e successivamente trasferita nel reparto di Chirurgia.
  • Intervento d’urgenza: Il mattino seguente, viene sottoposta a un’operazione chirurgica d’urgenza per affrontare la criticità.
  • Ricovero in Rianimazione: Nel pomeriggio post-operatorio, la giovane viene trasferita nel reparto di Rianimazione, dove rimane in coma farmacologico fino al 17 aprile.
  • Trasferimento a Catanzaro: Valutata la gravità del quadro clinico, il 17 aprile viene disposto il trasferimento al Policlinico Universitario di Germaneto, a Catanzaro.
  • 24 aprile, il decesso: Nonostante le cure ricevute nella nuova struttura, la giovane muore dopo una settimana dal trasferimento.

I dubbi sulla gestione del caso

L’indagine avviata dalla Procura mira a chiarire diversi aspetti cruciali della gestione sanitaria. Al centro dell’attenzione vi sono le prime ore del ricovero: perché una paziente con forti dolori addominali è stata dimessa con un codice verde? L’attesa al secondo accesso al Pronto Soccorso ha ritardato una diagnosi corretta e un intervento tempestivo? Questi sono i quesiti fondamentali a cui la famiglia cerca risposta.

La vicenda evidenzia l’importanza di una diagnosi accurata e rapida, specialmente in situazioni di emergenza. Un ritardo diagnostico o un errore di valutazione possono avere conseguenze irreversibili, trasformando un problema risolvibile in una tragedia.

Diritti e tutele in caso di sospetta malasanità

Quando un paziente o i suoi familiari nutrono dubbi sull’operato dei sanitari, è fondamentale conoscere gli strumenti a propria disposizione per tutelare i propri diritti. Un esito infausto non è di per sé prova di malasanità, ma è legittimo chiedere chiarezza quando emergono anomalie procedurali o dubbi sulla qualità delle cure.

Ecco i passi fondamentali da compiere:

  1. Richiedere la cartella clinica: È il primo e più importante documento da acquisire. Contiene tutte le informazioni sul percorso diagnostico e terapeutico del paziente ed è un diritto ottenerne una copia completa.
  2. Conservare tutta la documentazione: È essenziale raccogliere e conservare ogni documento relativo al caso, come referti di esami, prescrizioni e certificati.
  3. Ottenere una consulenza medico-legale: Per valutare se vi siano stati errori o negligenze, è indispensabile rivolgersi a un medico legale. Questo specialista può analizzare la documentazione e stabilire se vi sia un nesso di causalità tra la condotta dei sanitari e il danno subito dal paziente.
  4. Valutare le vie legali: Se la consulenza conferma il sospetto di un errore medico, è possibile procedere per vie legali, sia in sede civile per ottenere un risarcimento del danno, sia in sede penale attraverso una denuncia-querela.

Vicende come questa evidenziano l’importanza per i cittadini di essere consapevoli dei propri diritti e degli strumenti disponibili per chiedere giustizia. Un’informazione chiara e un supporto qualificato sono essenziali per affrontare percorsi complessi e dolorosi.

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