L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha pubblicato una nuova e approfondita valutazione sul Bisfenolo A (BPA), concludendo che l’esposizione a questa sostanza chimica attraverso gli alimenti costituisce un rischio per la salute dei consumatori di ogni età. La principale preoccupazione emersa dall’analisi riguarda i potenziali effetti nocivi sul sistema immunitario. Questo parere scientifico apre la strada a nuove e più stringenti misure normative a livello europeo.
Cos’è il Bisfenolo A e dove si trova
Il Bisfenolo A è una sostanza chimica utilizzata da decenni nella produzione di alcune materie plastiche e resine. La sua presenza è comune in molti oggetti di uso quotidiano, specialmente quelli destinati al contatto con alimenti e bevande. Il problema principale è la sua capacità di “migrare”, ovvero di trasferirsi in piccole quantità dai contenitori ai cibi e ai liquidi che contengono.
Il BPA si trova principalmente in:
- Policarbonato: una plastica rigida e trasparente usata per produrre contenitori per alimenti, bottiglie riutilizzabili e boccioni per distributori d’acqua.
- Resine epossidiche: utilizzate come rivestimento protettivo interno per lattine di metallo (per cibi e bevande) e coperchi, per prevenire la corrosione e la contaminazione del contenuto.
A causa di questa potenziale migrazione, la sicurezza del BPA è da tempo oggetto di studio e revisione da parte delle autorità sanitarie internazionali.
La nuova valutazione dell’EFSA: rischi per il sistema immunitario
La recente valutazione dell’EFSA si basa sull’analisi di un vasto corpo di ricerche scientifiche, che include oltre 800 nuovi studi pubblicati negli ultimi anni. Questo lavoro ha permesso di ridurre le incertezze del passato e di identificare con maggiore chiarezza i rischi per la salute umana. Gli esperti hanno riscontrato che il BPA può avere effetti negativi sul sistema immunitario.
In particolare, l’esposizione alla sostanza è stata collegata a un aumento dei linfociti T-helper, cellule che giocano un ruolo cruciale nelle difese dell’organismo. Un loro incremento anomalo può portare allo sviluppo di infiammazioni allergiche, come quelle a carico dei polmoni, e favorire l’insorgenza di malattie autoimmuni. Oltre al sistema immunitario, la valutazione ha considerato anche altri potenziali effetti dannosi per l’apparato riproduttivo e il sistema metabolico.
Una soglia di sicurezza drasticamente ridotta
Uno degli esiti più significativi della nuova analisi è la drastica riduzione della Dose Giornaliera Tollerabile (DGT), ovvero la quantità di una sostanza che può essere ingerita quotidianamente per tutta la vita senza comportare rischi apprezzabili per la salute. L’EFSA ha abbassato questo valore a 0,2 nanogrammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno.
Per comprendere la portata del cambiamento, il precedente livello, stabilito nel 2015 in via temporanea, era di 4 microgrammi. La nuova soglia è quindi circa 20.000 volte più bassa. Confrontando questo nuovo limite con le stime attuali di esposizione alimentare, gli esperti hanno concluso che i consumatori di tutte le fasce d’età superano la DGT, esponendosi a un potenziale rischio per la salute.
Cosa possono fare i consumatori per tutelarsi
Il parere dell’EFSA fornirà la base scientifica ai legislatori dell’Unione Europea per decidere quali misure adottare per proteggere i cittadini. È probabile che in futuro vengano introdotte normative più severe sull’uso del BPA nei materiali a contatto con gli alimenti. Nel frattempo, i consumatori possono adottare alcune precauzioni per ridurre la propria esposizione:
- Privilegiare contenitori in vetro, acciaio inossidabile o ceramica per la conservazione e il riscaldamento degli alimenti, specialmente per cibi caldi o acidi.
- Limitare il consumo di cibi e bevande in lattina, preferendo alternative fresche, surgelate o confezionate in vetro.
- Cercare prodotti etichettati come “BPA-free” o “senza Bisfenolo A”, sebbene sia importante verificare la natura delle sostanze alternative utilizzate.
- Evitare di riscaldare cibi e bevande in contenitori di plastica policarbonato nel forno a microonde, poiché il calore può aumentare la migrazione della sostanza.
L’aggiornamento dell’EFSA segna un punto di svolta nella valutazione della sicurezza del Bisfenolo A, sottolineando la necessità di una maggiore cautela e di interventi normativi per garantire un elevato livello di protezione per tutti i consumatori.
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