L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha imposto una sanzione da un milione di euro ad Axpo Italia Spa, operatore attivo nel mercato libero dell’energia elettrica e del gas. La decisione è arrivata al termine di un’istruttoria che ha accertato l’adozione di pratiche commerciali scorrette ai danni dei consumatori, in un contesto reso ancora più delicato dall’aumento dei costi energetici.

Le pratiche commerciali contestate dall’Antitrust

Il provvedimento dell’Autorità si è concentrato su due condotte specifiche messe in atto dalla società. La prima riguarda la mancata vigilanza sulla propria rete di vendita, in particolare sugli agenti che utilizzavano il telemarketing per promuovere le offerte commerciali. Secondo l’AGCM, l’azienda non ha adottato misure adeguate per controllare e prevenire i comportamenti scorretti dei suoi agenti.

La seconda condotta, diretta conseguenza della prima, è l’attivazione di forniture non richieste di energia elettrica e gas naturale. Molti consumatori si sono ritrovati con un nuovo contratto attivo senza aver mai espresso un consenso chiaro e informato. Le modalità di contatto telefonico erano spesso tali da indurre in errore o condizionare la volontà del cliente, portando a un cambio di fornitore basato su un consenso viziato o del tutto assente.

Mercato libero dell’energia: rischi e tutele per i consumatori

Il caso di Axpo Italia evidenzia i rischi a cui i consumatori sono esposti nel mercato libero dell’energia. La competizione tra fornitori, se da un lato può generare offerte vantaggiose, dall’altro ha intensificato l’uso di tecniche di vendita aggressive che possono sfociare in vere e proprie pratiche illegittime. Le segnalazioni di attivazioni non richieste sono in costante aumento, così come le lamentele per bollette poco trasparenti e difficoltà nel comunicare con il servizio clienti.

È fondamentale che i consumatori siano consapevoli di alcuni campanelli d’allarme per evitare di cadere in trappola. Tra le situazioni a cui prestare maggiore attenzione rientrano:

  • Telefonate in cui viene richiesto con insistenza il codice POD (per l’energia elettrica) o PDR (per il gas) con pretesti generici, come la verifica di dati o l’applicazione di sconti.
  • Pressioni psicologiche per ottenere un’accettazione immediata dell’offerta, senza dare il tempo di leggere la documentazione contrattuale.
  • Promesse di risparmi eccezionali e non chiaramente documentati.
  • Mancata ricezione del contratto scritto dopo la chiamata o ricezione di documentazione che non corrisponde a quanto concordato verbalmente.

Come difendersi dai contratti non richiesti

Se si scopre di essere vittima di un’attivazione non richiesta, è importante agire tempestivamente. La legge prevede specifici strumenti di tutela per i consumatori. La prima azione da intraprendere è l’invio di un reclamo formale al nuovo fornitore, utilizzando un canale tracciabile come la Posta Elettronica Certificata (PEC) o una raccomandata con avviso di ricevimento.

Nel reclamo, è necessario disconoscere formalmente il contratto, dichiarando di non averlo mai richiesto né sottoscritto. Si deve richiedere l’immediato annullamento della fornitura e il ripristino del precedente contratto senza alcun costo. È consigliabile informare anche il proprio fornitore originario della situazione. Se il nuovo gestore ha già emesso delle fatture, queste non devono essere pagate, ma contestate formalmente.

Qualora il fornitore non risponda o la risposta non sia soddisfacente, è possibile rivolgersi alle associazioni dei consumatori per ricevere assistenza qualificata e, se necessario, avviare le procedure di conciliazione previste dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA).

Vigilare sulle proprie utenze e conoscere i propri diritti è il primo passo per un consumo consapevole e sicuro. Controllare periodicamente le bollette e non fornire mai dati personali o codici utenza con leggerezza sono abitudini essenziali per proteggersi.

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Di admin