La resistenza agli antibiotici rappresenta una delle sfide sanitarie più complesse del nostro tempo. Batteri comuni, come Salmonella e Campylobacter, continuano a mostrare una notevole capacità di resistere ai farmaci antimicrobici, con implicazioni dirette per la salute umana e animale. Un recente rapporto del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) fotografa una situazione con luci e ombre, confermando la necessità di un’azione coordinata a livello globale.

Un quadro a due facce: progressi e nuove minacce

L’analisi europea sulla resistenza antimicrobica rivela un quadro complesso, in cui a tendenze incoraggianti si affiancano segnali di allarme che non possono essere ignorati. La collaborazione tra le autorità sanitarie e alimentari permette di avere una visione d’insieme, fondamentale per orientare le strategie di contrasto al fenomeno.

Tra gli aspetti positivi, si registra un calo della resistenza di alcuni batteri a farmaci specifici. Ad esempio, nel periodo tra il 2013 e il 2021, è stata osservata una diminuzione della resistenza del batterio Salmonella all’ampicillina e alla tetraciclina nell’uomo. Questo miglioramento è particolarmente evidente nel sierotipo S. Typhimurium, spesso associato a suini e vitelli e noto per la sua multi-resistenza. Altri segnali incoraggianti includono:

  • Una crescente sensibilità ai farmaci in una percentuale di batteri provenienti da animali destinati alla produzione alimentare.
  • Una diminuzione della prevalenza di E. Coli produttori di enzimi (come ESBL e AmpC) che conferiscono resistenza a importanti classi di antibiotici.
  • Un calo della resistenza del Campylobacter jejuni all’eritromicina, un farmaco chiave per il trattamento della campilobatteriosi, sia nell’uomo che nei polli da carne.

Tuttavia, il rapporto evidenzia anche criticità significative. La resistenza simultanea a più farmaci di importanza critica per la medicina umana, sebbene generalmente bassa, rimane una preoccupazione. L’allarme maggiore riguarda l’aumento della resistenza alla ciprofloxacina, un fluorochinolone di largo impiego. Questa tendenza è stata osservata sia in Salmonella Enteritidis che in Campylobacter jejuni, i due agenti che causano la maggior parte delle infezioni umane da salmonellosi e campilobatteriosi. Il livello di resistenza del Campylobacter alla ciprofloxacina è ormai così elevato che l’antibiotico non è più considerato una scelta affidabile per trattare le forme gravi di questa infezione.

L’approccio “One Health” per una soluzione integrata

La lotta all’antibiotico-resistenza non può essere affrontata a compartimenti stagni. Per questo, le istituzioni sanitarie promuovono l’approccio “One Health” (Una Sola Salute), che riconosce il legame indissolubile tra la salute delle persone, quella degli animali e la salubrità dell’ambiente. I batteri resistenti possono infatti trasmettersi dagli animali all’uomo attraverso la catena alimentare o il contatto diretto, e possono diffondersi nell’ambiente contaminando acqua e suolo.

Questa visione integrata è l’unica in grado di affrontare il problema alla radice, promuovendo un uso più prudente degli antibiotici in medicina umana e veterinaria, migliorando le pratiche di igiene e prevenzione delle infezioni e investendo nella ricerca di nuove terapie e alternative ai farmaci attuali. La collaborazione tra medici, veterinari, agricoltori, scienziati e responsabili politici è quindi essenziale per preservare l’efficacia degli antibiotici, un bene prezioso per la salute globale.

Impatto sui consumatori e buone pratiche di prevenzione

La diffusione di batteri resistenti ha conseguenze dirette sulla vita dei consumatori. Un’infezione causata da un ceppo resistente può essere più difficile da trattare, richiedendo terapie più lunghe, ospedalizzazioni e, nei casi più gravi, può portare a complicazioni severe o al decesso. Questo riguarda in particolare le infezioni di origine alimentare, come quelle da Salmonella e Campylobacter.

Per ridurre il rischio di contrarre queste infezioni e contribuire a contrastare il fenomeno della resistenza, i consumatori possono adottare alcune semplici ma fondamentali precauzioni:

  • Cottura adeguata degli alimenti: Cuocere sempre accuratamente la carne, in particolare quella di pollo, e altri prodotti di origine animale per eliminare eventuali batteri presenti.
  • Igiene in cucina: Lavare sempre le mani con acqua e sapone prima e dopo aver maneggiato cibi crudi. Utilizzare utensili e taglieri diversi per alimenti crudi e cotti per evitare la contaminazione incrociata.
  • Uso responsabile degli antibiotici: Assumere antibiotici solo su prescrizione medica, seguendo scrupolosamente le indicazioni su dosaggio e durata della terapia. Non interrompere il trattamento in anticipo, anche se i sintomi migliorano.
  • Non utilizzare antibiotici avanzati: Evitare di usare farmaci rimasti da cure precedenti o prescritti ad altre persone.

Affrontare il problema della resistenza antimicrobica richiede un impegno collettivo che parte dalle istituzioni e arriva fino alle scelte quotidiane di ogni singolo cittadino. La consapevolezza dei rischi e l’adozione di comportamenti corretti sono i primi strumenti a disposizione per proteggere la nostra salute e l’efficacia dei farmaci per le generazioni future.

Per assistenza o per segnalare il tuo caso, contatta Sportello Consumatori.

Contattaci su WhatsApp

Per assistenza contatta Sportello Consumatori

Via Fratelli Cervi 64, 00053 Civitavecchia
Segreteria telefonica e WhatsApp: 0766036164
Email: contattaci@sportelloconsumatori.org

Contattaci su WhatsApp

Di admin