La sentenza della Corte Costituzionale sul cosiddetto “caso Lexitor” ha stabilito un principio fondamentale a tutela dei consumatori, generando al contempo incertezza nel settore bancario e finanziario. La decisione conferma il diritto al rimborso di una parte dei costi sostenuti per chi estingue anticipatamente un finanziamento, ma la sua applicazione pratica sta incontrando ostacoli e interpretazioni divergenti, creando confusione tra i risparmiatori.

Cosa stabilisce il principio Lexitor

Il principio, originato da una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea e recepito in Italia, riguarda i contratti di credito al consumo, come prestiti personali e cessioni del quinto dello stipendio. La regola è chiara: in caso di estinzione anticipata del finanziamento, il consumatore ha diritto a una riduzione del costo totale del credito, che include non solo gli interessi ma anche tutti gli altri costi sostenuti.

Questo significa che il rimborso deve coprire una quota proporzionale di tutte le spese iniziali, anche quelle considerate “upfront” o non direttamente legate alla durata del prestito. Tra queste rientrano:

  • Commissioni di istruttoria e di intermediazione;
  • Spese di apertura della pratica;
  • Costi assicurativi non goduti;
  • Altre commissioni applicate al momento della stipula.

La sentenza della Corte Costituzionale ha reso retroattivo questo diritto per i contratti stipulati tra settembre 2010 e luglio 2021, un periodo in cui la normativa italiana non era pienamente allineata con le direttive europee. Di conseguenza, chiunque abbia estinto anticipatamente un prestito in questo arco temporale ha diritto a vedersi restituire le somme non godute.

La differenza con i mutui immobiliari

È fondamentale non confondere la disciplina dei prestiti al consumo con quella dei mutui per l’acquisto di immobili. Una diversa pronuncia della Corte di Giustizia Europea ha chiarito che, per i mutui, il diritto alla riduzione dei costi in caso di estinzione anticipata riguarda principalmente gli oneri che dipendono dalla durata del contratto, come gli interessi. Le normative di riferimento sono infatti diverse e non è possibile estendere automaticamente il principio Lexitor ai mutui immobiliari.

Questa distinzione è cruciale per evitare malintesi. Mentre per un prestito personale estinto in anticipo si ha diritto al ricalcolo e al rimborso di quasi tutte le voci di costo, per un mutuo le condizioni sono più restrittive e variano in base alle clausole contrattuali e alla normativa specifica.

Diritti dei consumatori e come ottenere il rimborso

Nonostante la chiarezza delle sentenze, molti istituti di credito e società finanziarie stanno opponendo resistenza o ritardando i rimborsi. Alcuni intermediari sostengono che spetti al cliente presentare una richiesta formale, mentre altri procedono con calcoli parziali, escludendo alcune voci di costo dal rimborso dovuto. Questo atteggiamento crea un ostacolo significativo per i consumatori, che spesso non sono a conoscenza dei propri diritti o delle modalità per farli valere.

Per chi ritiene di aver diritto al rimborso, i passaggi da seguire sono i seguenti:

  1. Verificare i requisiti: Il diritto riguarda i contratti di credito al consumo (non mutui) stipulati tra il 1° settembre 2010 e il 24 luglio 2021 e chiusi prima della scadenza naturale.
  2. Raccogliere la documentazione: È importante avere a disposizione il contratto di finanziamento originale e la ricevuta o il conteggio di estinzione anticipata.
  3. Inviare un reclamo formale: Il primo passo è inviare una comunicazione scritta (tramite PEC o raccomandata A/R) alla banca o alla finanziaria, chiedendo il ricalcolo del dovuto e la restituzione delle somme secondo il principio Lexitor.
  4. Ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario: Se l’istituto di credito non risponde entro i termini previsti o nega il rimborso, è possibile presentare un ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), un sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie semplice ed economico.

È importante agire con determinazione, poiché il diritto al rimborso è ormai consolidato dalla giurisprudenza. Non bisogna accettare rimborsi parziali o lasciarsi scoraggiare da risposte evasive da parte degli intermediari finanziari.

Per assistenza o per segnalare il tuo caso, contatta Sportello Consumatori.

Contattaci su WhatsApp

Per assistenza contatta Sportello Consumatori

Via Fratelli Cervi 64, 00053 Civitavecchia
Segreteria telefonica e WhatsApp: 0766036164
Email: contattaci@sportelloconsumatori.org

Contattaci su WhatsApp

Di admin