L’introduzione della Dichiarazione IVA precompilata segna un passo importante nel processo di digitalizzazione e semplificazione fiscale per le partite IVA in Italia. Seguendo il modello già consolidato del 730 precompilato per lavoratori dipendenti e pensionati, questo strumento mira a ridurre gli oneri burocratici e il rischio di errori per milioni di imprese e professionisti.
Che cos’è la Dichiarazione IVA Precompilata
La Dichiarazione IVA precompilata è una bozza del modello di dichiarazione annuale che l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti. Questo documento è elaborato utilizzando le informazioni che l’amministrazione finanziaria già possiede, grazie ai flussi di dati digitali come la fatturazione elettronica e i corrispettivi telematici. L’obiettivo principale è facilitare la compilazione e l’invio della dichiarazione, offrendo una base di partenza solida e in gran parte già completa. Si tratta di un’iniziativa inserita nel quadro degli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per modernizzare la pubblica amministrazione e migliorare il rapporto tra fisco e contribuente.
A chi si rivolge il servizio
Il servizio è destinato a una vasta platea di soggetti passivi IVA residenti e stabiliti in Italia. Inizialmente, la disponibilità è stata introdotta per le imprese e i lavoratori autonomi che effettuano la liquidazione trimestrale dell’imposta. La platea dei destinatari è in progressiva espansione, con l’obiettivo di includere un numero sempre maggiore di contribuenti. Restano tuttavia escluse alcune categorie specifiche per le quali sono previsti regimi speciali ai fini IVA, come ad esempio:
- Editoria
- Agenzie di viaggio
- Vendita di beni usati
- Produttori agricoli in regime di esonero
È sempre consigliabile verificare i requisiti specifici per ogni anno d’imposta direttamente sul portale dell’Agenzia delle Entrate.
Come funziona e quali dati contiene
Per accedere alla propria Dichiarazione IVA precompilata, il contribuente o il suo intermediario devono entrare nel portale “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate tramite le proprie credenziali (SPID, CIE o CNS). All’interno del portale, una sezione dedicata ai “Documenti IVA precompilati” ospita la bozza della dichiarazione annuale. I dati pre-inseriti dall’Agenzia provengono da diverse fonti, tra cui:
- Dati delle fatture elettroniche emesse e ricevute.
- Informazioni trasmesse tramite i corrispettivi telematici.
- Comunicazioni delle liquidazioni periodiche (LIPE).
- Dati della dichiarazione IVA dell’anno precedente.
- Informazioni presenti nell’Anagrafe Tributaria, come i versamenti effettuati con F24.
Una volta visualizzata la bozza, il contribuente può modificare, integrare o confermare i dati, aggiungere i quadri non precompilati e procedere all’invio telematico.
Vantaggi e responsabilità per imprese e professionisti
L’adozione della precompilata IVA offre notevoli vantaggi, ma implica anche una precisa responsabilità di verifica da parte del contribuente. Il principale beneficio è la semplificazione: si riducono i tempi di compilazione e il rischio di errori di inserimento. Questo porta a una maggiore trasparenza nel rapporto con l’amministrazione fiscale. Tuttavia, è fondamentale sottolineare che il contribuente rimane l’unico responsabile della correttezza dei dati dichiarati. È quindi necessario un attento controllo della bozza fornita dal Fisco, confrontandola con la propria documentazione contabile. Accettare la dichiarazione senza modifiche può comportare vantaggi in termini di riduzione dei controlli formali sui dati confermati, ma non esonera da eventuali accertamenti di merito.
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