La sentenza della Corte Costituzionale sul caso “Lexitor” ha riaffermato un principio fondamentale a tutela dei consumatori: in caso di estinzione anticipata di un finanziamento, si ha diritto al rimborso di una quota di tutti i costi sostenuti, non solo degli interessi. Tuttavia, le reazioni degli istituti di credito non sono sempre state in linea con questa direttiva, creando ostacoli per chi cerca di far valere i propri diritti.

Il principio della sentenza Lexitor e la conferma della Corte Costituzionale

Il caso Lexitor, originato da una pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, ha chiarito che il consumatore che estingue anticipatamente un prestito ha diritto a una riduzione del costo totale del credito. Questa riduzione deve includere una porzione di tutte le spese iniziali, anche quelle considerate “upfront” o non direttamente legate alla durata del finanziamento.

In Italia, la questione è stata definitivamente risolta dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 263 del 22 dicembre 2022. Questa decisione ha stabilito che il diritto al rimborso completo si applica anche ai contratti stipulati prima dell’entrata in vigore della normativa che recepiva pienamente il principio europeo. Di conseguenza, un numero molto vasto di contratti, firmati in un arco temporale di oltre dieci anni, rientra nel perimetro di applicazione della sentenza.

I costi soggetti a rimborso includono:

  • Commissioni di istruttoria e di intermediazione
  • Spese di apertura della pratica
  • Costi per le polizze assicurative collegate al finanziamento
  • Altre spese accessorie sostenute al momento della stipula

La reazione delle banche e le difficoltà per i consumatori

Nonostante la chiarezza delle sentenze, sia europea che nazionale, molti consumatori incontrano resistenze da parte di banche e società finanziarie. Le prime risposte degli istituti di credito alle richieste di rimborso si sono spesso rivelate insoddisfacenti e dilatorie. Le problematiche più comuni segnalate riguardano il comportamento degli intermediari, che tendono a ostacolare il processo.

Tra le criticità più frequenti vi sono:

  • Inerzia e silenzio: Molti istituti non rispondono ai reclami o lo fanno con notevole ritardo.
  • Rimborsi parziali: Alcune banche offrono rimborsi calcolati solo su una parte dei costi, escludendo commissioni e altre spese che invece dovrebbero essere incluse.
  • Procedure complesse: Spesso vengono richieste procedure burocratiche complesse, pensate per scoraggiare il consumatore dal proseguire con la richiesta.
  • Attesa dell’azione del cliente: Invece di ricalcolare e rimborsare proattivamente le somme dovute, gli istituti attendono che sia il singolo cliente a presentare una richiesta formale, ponendo su di lui l’onere dell’azione.

Questo atteggiamento costringe i consumatori a intraprendere un percorso a ostacoli per ottenere quanto gli spetta di diritto, trasformando un diritto sancito in una conquista da ottenere con fatica.

Diritti e tutele: come agire per ottenere il rimborso

I consumatori che hanno estinto anticipatamente un finanziamento, come una cessione del quinto dello stipendio o un prestito personale, hanno strumenti precisi per tutelarsi. L’azione riguarda in particolare i contratti sottoscritti tra settembre 2010 e luglio 2021, periodo coperto retroattivamente dalla sentenza della Corte Costituzionale.

Per ottenere il rimborso, è consigliabile seguire questi passaggi:

  1. Inviare un reclamo formale: Il primo passo è inviare una comunicazione scritta (tramite PEC o raccomandata con avviso di ricevimento) alla banca o alla società finanziaria, chiedendo il ricalcolo del dovuto e il rimborso delle somme non godute.
  2. Attendere la risposta: L’istituto di credito ha 60 giorni di tempo per rispondere al reclamo.
  3. Ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF): Se la risposta non arriva, è negativa o insoddisfacente, è possibile presentare ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario. Si tratta di un sistema di risoluzione delle controversie alternativo al tribunale, più rapido ed economico.

È fondamentale non desistere di fronte alle prime difficoltà. Il diritto al rimborso è ormai consolidato e gli strumenti di tutela a disposizione dei consumatori sono efficaci se utilizzati correttamente.

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Di admin