A distanza di tempo dalla fase più acuta dell’emergenza sanitaria, la ricerca di responsabilità per la gestione della pandemia di Covid-19 in Italia si scontra con ostacoli giudiziari. Diverse inchieste, in particolare quelle relative ai focolai scoppiati nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), si stanno concludendo con archiviazioni, lasciando un senso di amarezza e di giustizia negata tra i familiari delle vittime.
Inchieste archiviate: il caso delle RSA
La tendenza a chiudere le indagini senza arrivare a un processo sta diventando una costante in diverse procure italiane. Un esempio significativo è la decisione del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Cremona, che ha disposto l’archiviazione per le inchieste su diversi focolai che, a partire dalla primavera del 2020, hanno colpito le RSA della provincia, causando numerosi decessi tra gli ospiti più fragili.
Un percorso analogo sembra profilarsi anche per altre situazioni critiche, come quella della RSA “Le Fontanelle” di Soleto, in provincia di Lecce, anch’essa travolta dal virus con un alto numero di contagi e decessi. Anche in questo caso, la Procura ha avanzato una richiesta di archiviazione. Queste decisioni, pur riconoscendo il carattere eccezionale e imprevedibile della pandemia, sollevano interrogativi sulla reale volontà di accertare eventuali responsabilità gestionali.
La gestione dell’emergenza tra lacune e responsabilità
Nessuno nega la portata straordinaria dell’emergenza Covid, che ha messo a dura prova il sistema sanitario nazionale. Tuttavia, le sentenze di archiviazione spesso evidenziano che, nonostante la situazione critica, la gestione iniziale ha mostrato gravi lacune e carenze organizzative. Il punto critico è che queste mancanze vengono frequentemente giustificate dal contesto emergenziale, escludendo di fatto la possibilità di individuare responsabilità individuali.
Le criticità emerse in molte strutture durante la prima ondata includono:
- Mancato o ritardato utilizzo delle mascherine e di altri dispositivi di protezione.
- Pazienti positivi non sempre isolati tempestivamente da quelli negativi.
- Accesso alle strutture non adeguatamente controllato.
- Carenza di protocolli chiari per fronteggiare un’epidemia di tale portata.
Queste problematiche si scontrano con l’enorme sacrificio di medici, infermieri e operatori sanitari, che hanno lavorato in condizioni estreme, spesso senza strumenti adeguati e con turni massacranti, per proteggere la vita dei pazienti. La percezione di molti cittadini è che il sistema giudiziario tenda a un’auto-assoluzione, proteggendo le strutture sanitarie e i loro dirigenti a discapito delle vittime e del loro diritto alla verità.
Il ruolo della Commissione Parlamentare d’Inchiesta
Di fronte a un percorso giudiziario che appare complesso e spesso insoddisfacente per i familiari, molta attenzione è rivolta ai lavori della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul Covid. Istituita per analizzare in modo critico e approfondito la gestione della pandemia a tutti i livelli, questa commissione ha il compito di fare luce su aspetti cruciali che hanno caratterizzato quel periodo.
L’obiettivo è fornire risposte chiare ai cittadini su temi fondamentali come:
- La catena decisionale durante l’emergenza.
- La gestione degli approvvigionamenti e la carenza di dispositivi di protezione.
- L’efficacia e l’organizzazione delle cure domiciliari.
- I protocolli sanitari adottati e la loro applicazione.
L’auspicio è che il lavoro della commissione possa offrire quella chiarezza che finora è mancata, accertando i fatti e fornendo una base per migliorare la preparazione del sistema sanitario nazionale di fronte a future emergenze.
Diritti dei familiari e ricerca della verità
Per i cittadini che hanno perso i propri cari nelle RSA durante la pandemia, le archiviazioni rappresentano un dolore che si aggiunge al lutto. Sentirsi abbandonati dalla giustizia è un’esperienza frustrante. È fondamentale, tuttavia, che i familiari siano consapevoli dei propri diritti e delle possibili azioni da intraprendere per ottenere chiarezza. Anche se le indagini penali vengono chiuse, possono esistere altri percorsi per accertare eventuali negligenze o mancanze nella gestione sanitaria.
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